Eyes in the Dark: un "roguelight" che incontra il platform 2D
In tempi recenti le produzioni indie sono finalmente tornate sotto i riflettori che meritano, e questa ritrovata attenzione ha fatto sì che anche i giocatori meno informati potessero venire a conoscenza di piccoli capolavori in grado di allietare le serate pad o mouse alla mano. Nella maggior parte dei casi accade ormai che piccoli team di sviluppo si affidino alle mani di publisher affermati, che sanno riconoscere un potenziale successo in cerca di un grande bacino di utenza.
Basti pensare ad Annapurna e Devolver Digital ad esempio, compagnie che hanno portato produzioni anche minute in primo piano, con il risultato che la maggior parte di esse è riuscita, oltre a ricevere ottime ed entusiastiche recensioni da parte della critica, anche ad entrare nel cuore di molti giocatori. Tra i publisher dall'occhio lungo possiamo annoverare anche Gearbox Publishing, conosciuto anche come il grande editore dietro giochi del calibro di Bordelands, Brothers in Arms e del meno fortunato Battleborn.
Lo studio texano ha deciso di puntare su Under the Stairs, un team composto da pochissime ambiziose menti al debutto nel panorama videoludico con Eyes in the Dark. Quest'ultimo è un platform/roguelike, meglio definito dallo studio stesso come un “roguelight”, un'arguta classificazione per un gioco basato sull'utilizzo della luce come arma principale.
