As Dusk Falls: i due volti dell'America raccontati da Interior/Night
La cinematografia americana, lo sappiamo, è universalmente riconosciuta come la più prolifica e celebre nel panorama sia di produzioni ad alto budget, sia di pellicole autoriali. I film sono un medium potentissimo nella nostra società e uno dei mezzi più efficaci per raccontare una storia, di finzione o attinente a fatti realmente accaduti, in grado non solo di intrattenere ma anche di informare e far riflettere.
Non è quindi un caso che anche il mondo videoludico si sia avvicinato a questo tipo di format interattivo, presentando negli anni prodotti dal taglio puramente cinematografico, mettendo al centro dei progetti una storia strutturata piuttosto che un gameplay complesso. Anche con un videogioco è possibile, per certi versi, sedersi comodamente sul proprio divano e venire catapultati in un racconto in grado di catturare e far immedesimare nei panni del protagonista di turno, compiendo semplici poche azioni con un mouse o un pad.
Ma per rinunciare quasi completamente all'intrattenimento del gameplay complesso, l'immersività e il coinvolgimento che il videogioco e la sua trama offrono devono posizionarsi su un livello molto alto, e sbagliare è piuttosto facile. Interior/Night ha deciso di sfidare questo genere, sviluppando sulla carta un gioco molto rischioso, puntando su un fotoromanzo con grafica 2D, riprendendo inizialmente gli attori come nel caso di un normale film e poi rielaborando il tutto digitalmente con un'estetica fumettistica.

AndrewBason
Ho visto la prima mezz'ora e devo dire che mi ha convinto. Lo prenderò appena ne avro la possibilità.