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Dragon Quest Treasures Provato, ne ferisce più la spada o la pala?

Prima di una delle fusioni più impensabili della storia del gameing, Squaresoft ed Enix si condividevano con pieno merito il trono di regine dei JRP, grazie alle due celeberrime saghe che rispondono al nome di Final Fantasy e Dragon Quest. Parliamo di un binomio ben radicato nell'immaginario dei gamer, capace di dare vita ad una coppia di produzioni tanto differenti come impostazione, ma proprio per questo capaci di rappresentare un vero appuntamento ad ogni uscita.



Alla consueta ricerca di innovazione delle meccaniche in ogni iterazione, propria delle fantasie finali ideate da Hironobu Sakaguchu, il brand nato dalle intuizioni di Yuji Horii ha sempre risposto con una struttura ludica fortemente codificata e fedele a se stessa, pur non rinunciando a sparigliare le carte grazie ai suoi numerosi spin-off. E proprio a questa ultima categoria appartiene Dragon Quest Treasures, titolo in uscita il prossimo 9 dicembre (in esclusiva per Nintendo Switch), che abbiamo provato direttamente a Londra, e che non ha mancato di lasciare una buona impressione generale.



L'incipit che apre Dragon Quest Treasures ci porta a fare la conoscenza dei fratelli Mia ed Erik, due ragazzini che vivono a bordo di una nave pirata. Perennemente in cerca di tesori ed avventure, la loro vita si ritrova a subire un brusco cambiamento quando, una notte, liberano due strane creature tenute prigioniere sul ponte del vascello. Non appena uscite dalla loro prigione, Purrsula e Porcus (questi i loro due nomi) si librano in direzione della terraferma, spingendo i due ragazzi a requisire una scialuppa e a lanciarsi al loro inseguimento.



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22 settembre 2022 alle 10:00