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Athena: Mad Max incontra le banlieue

Essi vivono. Che siano ribelli o criminali, complottisti o zombie, c'è una parte consistente di società “diversa” che vive con noi (noi “normali” e già qui ci sarebbe da discettare), procede parallela, ci sfiora, ogni tanto ci intercetta, ogni tanto si scontra.



In generale facciamo finta che non esista, che riguardi solo certe zone (reali o virtuali) ben delimitate, “ghetti”, quartieri dove “noi” non mettiamo piede e da dove “loro” però non dovrebbero uscire.



Se c'è una cinematografia che ha saputo raccontare la degenerazione di questa situazione, reale, è la Francia, dove dal 1994, anno dell'Odio, il memorabile film di Mathieu Kassovitz, le cose sono solo peggiorate. Con maggiore o minore propensione a spettacolarizzare, a insistere sulla violenza pura o a tracciare un quadro sociologico, molti film si sono occupati dell'argomento e alcuni sono stati così esemplari da restare impressi, come Les Misérables, diretto nel 2019 da Ladj Ly, ricordiamo poi Vita da Banlieue del rapper Kery James (diversi anche se imparentati il bellissimo Polisse e BAC Nord). Senza dimenticare l'ansiogeno Shorta, film danese del 2020 (perché anche lì le cose non vanno benissimo).



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1 ottobre 2022 alle 11:20