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Sister – Recensione Speedrun

Ci siamo avventurati in un'avventura in bianco e nero per la recensione Speedrun di Sister. Il nuovo titolo targato DillyFrame Games propone una formula diversa per un concept classico: quello delle visual novel. Sarà riuscito il team a proporre un'esperienza in grado di affascinarci?



Non ci sono parole



Una delle componenti più rappresentative delle visual novel (quando non parliamo di quelle ecchi di Gamuzumi) è sicuramente la mole di dialoghi da metabolizzare. La maggior parte delle storie animate che gli sviluppatori propongono agli appassionati infatti vanta una quantità stratosferica di testo da leggere, per scoprire la storia e i suoi risvolti.



Non si tratta però dell'unica caratteristica che rende interessanti le visual novel: un altro elemento tipico è la presenza di ramificazioni legate alle nostre scelte. Decidere se aiutare un personaggio piuttosto che un altro, come ad esempio avviene nella serie Danganronpa, potrebbe infatti stravolgere gli eventi e portare persino a catastrofi.



Con tutte queste informazioni bene in mente potete avventurarvi in Sister, una visual novel totalmente in bianco e nero che però si rivela molto visual e poco novel. Il team di DillyFrame Games ha infatti deciso di creare un gioco che raccontasse una storia senza usare le parole. Tutto viene proposto tramite una serie di disegni che raccontano una storia, in maniera fin da subito esageratamente confusionaria e pressapochista.



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Tanti elementi, poca sostanza



Come è facile immaginare, il gameplay di Sister di fatto non esiste. Il titolo racconta, stando alla descrizione sul sito ufficiale, una storia sull'amore di un fratello e una sorella, la dura educazione, la continuità delle generazioni e la difficile sorte dei giovani che vivono nell'entroterra. Tutto questo emerge in disegni in bianco e nero (alcuni di pregevole fattura) che scorrono premendo un tasto.



Bastano una decina di minuti per vederli tutti e trarre le dovute conclusioni, senza possibilità di scoprire segreti o percorsi alternativi. Certo, Sister offre anche un mini gioco in cui saltare e raccogliere dei palloncini di qualità tutt'altro che eccelsa, ma la longevità ci è sembrata davvero risicata. Non parliamo poi di un comparto tecnico ridotto all'osso, animato solo dal piacevole stile in bianco e nero.



Il prezzo a cui l'opera viene proposto giustifica in parte la possibilità di completare l'avventura (se così vogliamo chiamarla) in meno di dieci minuti. Resta però la sensazione che si tratti di una semplice operazione commerciale per regalare ai cacciatori di trofei una nuova coppa di Platino in cambio di un piccolo obolo.



Il Platino (facilissimo) di Sister



Come anticipato, la lista trofei di Sister è completabile in una manciata di minuti. Basterà infatti scorrere rapidamente i disegni dei cinque capitoli e affrontare il mini gioco dei palloncini, facendo in modo di morire sei volte e di raccogliere 20 baloon in una sola run. Richieste che possono essere evase rapidamente e in maniera indolore da qualsiasi cacciatore, per aggiungere un trofeo di Platino che sa davvero di regalato alla propria bacheca.



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10 luglio 2023 alle 17:00