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Boss Rush: Mythology – Recensione

Un tempo si riusciva a godere di esperienze videoludiche semplici e lineari, senza la presenza di storie contorte e artefatte, o mondi vasti da esplorare. Questo modo di giocare, decisamente più diretto e piacevole, era offerto dalle meravigliose console retrò. Probabilmente i giocatori moderni potrebbero disapprovare il suddetto approccio restrittivo, ma certamente quelli di vecchia data adorano tuttora i cicli di gioco ricorrenti e le meccaniche di base ridotte all'osso. Ma vediamo nel dettaglio se Boss Rush: Mythology sia riuscito a riportarci a quella tanto amata epoca passata.



Un ritorno all'età dell'oro



Sviluppato da Alexey Suslin e pubblicato da Sometimes You, Boss Rush: Mythology è un titolo di combattimento in 2D composto da venti arene. Il gioco presenta una sfumatura hardcore davvero lodevole, con un sistema di combattimento che strizza l'occhio ai souls. Qualora si decidesse di giocare alla massima difficoltà, ogni arena riuscirà a mettere a dura prova le nostre capacità, in un modo a tratti punitivo.



Dovremo studiare attentamente ogni boss e memorizzare i loro moveset al fine di riuscire a schivare o effettuare prontamente un parry. Ogni scontro prevede il raggiungimento di 4 stelle, una per la vittoria, una per averla ottenuta entro il tempo limite, una per il completamente di una specifica azione da compiere durante e una per non aver subito nessun danno. Ogni stella ci consegna un numero specifico di monete da spendere per ottenere armi migliori, abilità o oggetti da adoperare negli scontri.



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Brutale si, ma volendo non troppo



In molti ricorderanno l'emozione che si provava nell'affrontare delle sfide impegnative coi cabinati, con solo una levetta e quattro pulsanti da premere. Boss Rush: Mythology, dal canto suo, si riserva la possibilità di scegliere che tipo di sfida voler affrontare, se estremamente facile, tremendamente brutale o una via di mezzo. Per la seconda ipotesi sappiate che sarebbe bene essere in uno stato mentale tale da permettervi di sopportare, nel migliore dei modi, le centinaia di morti a cui andrete in contro. Questa opzione, a tratti sadica, vi spinge sin dall'inizio a far fronte ad ogni goccia della vostra maestria con il controller ed a lucidare la vostra prontezza di riflessi. Maggiore sarà la difficoltà, maggiori saranno gli HP dei boss e i danni che subiremo ad ogni attacco subito.



Non avendo una base di trama, o dialoghi significativi da seguire, saremo immediatamente immersi nella profondità dei combattimenti. Controlleremo un personaggio misterioso e con esso ci scontreremo con una schiera, apparentemente infinita, di bestie mitologiche e divinità di ogni sorta. Si passerà dall' affrontare un grifone o un cerbero a schivare la rabbia fulminea di Zeus, gli attacchi soleggiati di Ra, o le illusioni ingannevoli di Loki.



Lo scopo del gioco è lapalissiano: sconfiggere ogni mostro e passare al successivo. Tuttavia, non sorprende che ci sia molto di più di quanto non sembri e che ci si possa persino appassionare ad un'esperienza che ti mette a dura prova.



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Ma perché complicarsi la vita?



In molti potrebbero chiedere, per quale motivo complicare terribilmente il completamento di un gioco che si potrebbe finire in 15 minuti? La domanda è più che legittima e anch'io, dopo averlo completato utilizzando la via breve, me lo sono chiesto dopo averlo ricominciato alla massima difficoltà. La risposta è arrivata giocando e quando, perfino dopo essere stato preso più volte a calci dal titolo, non si riusciva a metterlo giù. Diventa quasi una questione di orgoglio e soddisfazione personale e il concetto sadomasochistico che ne viene fuori crea una strana dipendenza. In quanto tale, ogni duello, ogni creatura che andremo ad affrontare, sarà la nostra finale di coppa e di conseguenza, se si vuole vincere, si dovrà essere in grado di essere perfetti, o quasi.



L'eroe che utilizzeremo, possiede una quantità limitata di azioni, ma è agilissimo e potremo infatti saltare come una gazzella o rotolare come un ginnasta. Potendo d'altro canto concatenare ogni singola azione, eseguire fendenti, balzi e rotolamenti in un'unica mossa, sarà cruciale per avere successo contro gli avversari più feroci. Anche i parry assumono una valenza capitale, permettendoci infatti di stordire momentaneamente il boss, ci permetterà di infliggere ingenti danni. Va da sé che l'assimilazione di questi concetti base e la conoscenza totale del nostro PG, possono essere decisive per raggiungere i nostri obbiettivi.



Ricapitolando, venti boss unici si frappongono tra noi e l'incoronazione a campione a fine gioco. Raggiungere questo importante traguardo può essere una passeggiata nel bosco o un'impresa titanica. Qualora voleste fare pratica prima di dominare ogni singolo scontro, vi è la possibilità di utilizzare un portale di allenamento, in modo da perfezionare le abilità a disposizione.



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Vecchio stile, gradimento assicurato



Boss Rush: Mythology pur essendo un minimo rifinito, risulta decisamente vecchio stile. Grazie agli sprite di base e al design semplice ma d'impatto dei livelli, ricorda un titolo per Sega Mega Drive. Inoltre, i colori sgargianti, le animazioni rudimentali e gli sfondi raffinati esaltano le vibrazioni retrò del titolo. Mirabili, a dir poco, i fondali unici e le caratteristiche individuali di ogni boss.



L'audio, pur essendo datato, ci accompagna con una con una colonna sonora semplice ma aggressiva con effetti sonori stridenti che rievocano i magnifici anni Novanta. E' piacevole il fatto che ogni battaglia sia accompagnata da una canzone allegra, ma al tempo stesso crudele. Non vi stancherete mai per giunta, di quegli effetti sonori rudimentali mentre affettate, tagliate e rotolate verso la vittoria.



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Trofeisticamente parlando



Boss Rush: Mythology è composto da 21 trofei, di cui 5 bronzi, 7 argenti e 8 ori, oltre ovviamente al platino. Non vi sono trofei mancabili ed ogni coppa si sbloccherà dopo aver affrontato il relativo boss. Il Platino può essere estremamente facile e sbrigativo, qualora scegliate di giocarlo a facile, o tremendamente punitivo e duraturo, qualora scegliate di giocarlo alla massima difficoltà. La scelta è solo vostra, ma va da sé che il titolo possa essere apprezzato al massimo solo virando sulla seconda opzione.




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11 luglio 2023 alle 17:10