The Talos Principle II – Recensione
A distanza di ben 9 anni dal primo capitolo, Croteam e Devolver Digital hanno riproposto la propria collaborazione per dare vita a The Talos Principle II. Il genere dei puzzle game, sebbene con prodotti indipendenti piuttosto di nicchia, negli ultimi anni si è ritagliato qualche spazio onorevole. The Talos Principle II è stato accolto da utenza e critica con enorme entusiasmo. Ci allineeremo a questa esaltazione? Scopritelo nella nostra recensione!
Trama: 1000 entità, un obiettivo e un enorme mistero
L'apertura di The Talos Principle II si lega indissolubilmente al true ending del primo capitolo. Vi invitiamo dunque a saltare questo paragrafo qualora non vogliate imbattervi in spiacevoli spoiler.
ELOHIM accoglie nel proprio Giardino il nostro protagonista, un androide non meglio specificato, chiamandolo a risolvere dei semplici enigmi che fungeranno da tutorial per i comandi di gioco e richiameranno l'essenza del primo capitolo. Completate queste semplici prove, ci risveglieremo nel mondo reale e verremo a conoscenza di ciò che siamo, ossia l'esemplare numero 1000 della nuova umanità.
La simulazione ideata da Alexandra Drennan per susseguire alla specie umana estinta, infatti, ha prodotto i suoi effetti già da qualche secolo, trovando una AI che si opponesse al controllo di ELOHIM e potesse sviluppare il proprio libero arbitrio, meritando dunque l'ascensione nel mondo reale per ricreare una nuova civiltà “umana” (il true ending di The Talos Principle). Questa entità, di nome Athena, ha risvegliato altri 12 esemplari e, insieme a loro, ha costruito Nuova Gerusalemme. Un giorno, Athena è svanita nel nulla, proclamando l'Obiettivo: risvegliare un totale di 1000 esemplari. Si tratta di un numero ritenuto idoneo per l'equilibrio della società umana così da evitare un collasso da sovrappopolazione.
Noi interpreteremo l'esemplare 1000 (da qui il nostro nome, 1K), che verrà accolto dalla folla di Nuova Gerusalemme con grande trepidazione. Tuttavia, la festa verrà interrotta da una misteriosa proiezione di Prometeo che inviterà gli androidi a recarsi in un'isola lontana per liberarlo dalle catene di Pandora. Mossi da grande curiosità e l'obiettivo di progresso, ci uniremo a Byron, Yaqut, Melville e Alcaraz alla volta di quest'isola, la quale vedrà ergersi una maestosa struttura piramidale contenente una tecnologia avanzatissima e sconosciuta anche a Melville, l'ingegnere maestra. L'isola è disseminata di enigmi simili a quelli della Simulazione generata da ELOHIM.
Il mistero che si cela dietro all'esistenza stessa di questi enigmi, la fonte della potente tecnologia all'interno della Megastruttura e l'entità di Prometeo accenderanno il dibattito fra i cinque esploratori e tutti gli altri membri della società, interconnessi tramite un social network attraverso il quale ognuno potrà esprimere la propria opinione e con cui saremo chiamati a interagire frequentemente.

L'enigma, fulcro di qualcosa di più ampio
Il gameplay di The Talos Principle II è indubbiamente più articolato ma complessivamente meno tedioso rispetto al primo capitolo. L'isola è suddivisa in 12 macro-zone, ognuna delle quali contenente 8 puzzle principali, 2 facoltativi e uno segreto. Ogni zona propone a 1K una nuova sfida, rappresentata da una nuova tecnica da padroneggiare. Queste vanno dai laser multi-cromati al teletrasporto, dal dominio della gravità alla decomposizione della materia. Tale formato porta gli 8 enigmi di ogni zona ad avere un tasso di difficoltà oscillante ma tendenzialmente crescente, che tuttavia ricomincia il suo corso una volta trasferiti in una nuova porzione dell'isola con l'implementazione di un nuovo gadget. Tutto ciò determina un trend di difficoltà che è stato molto più godibile e stimolante rispetto a quanto vissuto in The Talos Principle e che è una perfetta rappresentazione del Kishōtenketsu applicata al game design.
La varietà degli enigmi è molto ricca e non trasmette mai il senso di ripetitività, sebbene il concetto di fondo di ciascuno sia il medesimo. Ogni puzzle ci chiede di direzionare i raggi laser colorati sfruttando i deflettori così da aprire la porta che contiene la risoluzione della stanza. Le combinazioni che possiamo sperimentare all'interno di ogni arena enigmistica sfruttando i vari gadget sono molteplici e la ricerca della soluzione è avvincente. Questo permette di vivere un'esperienza nuova ma tutto sommato familiare, come ogni sequel dovrebbe fare. Inoltre, la struttura open world impostata per ogni zona ci permette di esplorare liberamente i paesaggi e affrontare gli enigmi nell'ordine che preferiamo. Il tutto facilitato da dei segnali luminosi che ci permettono di girovagare senza tuttavia perdere traccia della posizione di ogni arena.

Per venire incontro al videogiocatore, gli sviluppatori hanno nascosto in ogni zona due Fiamme di Prometeo. Questo fantastico collezionabile ci permette di saltare degli enigmi che non riusciamo a risolvere consumando la fiamma. Questa sarà recuperabile qualora dovessimo tornare sui nostri passi e risolvere l'enigma incriminato. Abbiamo apprezzato molto questa aggiunta che porta il videogiocatore a non innervosirsi dinanzi a un puzzle impegnativo. Cercheremo come via d'uscita l'esplorazione del mondo di gioco alla ricerca della Fiamma di Prometeo, piuttosto che una videoguida su internet. Idea geniale e funzionale, perfettamente ottimizzata.
Il livello difficoltà generale dell'opera è, eccezion fatta per i puzzle segreti, decisamente inferiore rispetto al primo capitolo, anche e soprattutto nella ricerca e risoluzione dei collezionabili. Riteniamo l'equilibrio splendidamente bilanciato, idoneo a un novizio che può sfruttare la Fiamma di Prometeo così come a un esperto che può intrattenersi con i livelli facoltativi segreti e che troverà nel percorso ideato da Croteam un level design ingegnoso e intrigante.
Il dialogo come protagonista
Come accennato poc'anzi, The Talos Principle II non è solamente enigmi, ma anche (e forse soprattutto) interazione. La presenza di numerosi personaggi, ciascuno con una propria personalità e delle idee ben concise, apre a un ventaglio di interazioni e dialoghi approfonditi che ci ha letteralmente conquistati. Gli autori, in una recente intervista che abbiamo avuto il piacere di poter realizzare, ci avevano assicurato di aver creato un sacco di personaggi empatici “con cui potrete non andare d'accordo ma che apprezzerete“. Ebbene, promessa mantenuta. Più volte ci siamo trovati a discutere con un personaggio che aveva un'idea distante dalla nostra ma che è riuscito a convincerci pienamente.
The Talos Principle II esalta l'umanità, e lo fa mettendo in mostra i suoi difetti, le sue contraddizioni e i suoi mali. Glorifica la fede (non necessariamente legata alla religione) sfruttando i legittimi dubbi, le paure e le prove inconfutabili della scienza. Decanta il progresso per mezzo dei fallimenti e dei dibattiti socio-politici. Esalta l'amore discorrendo di morte e cinismo.
Un'opera narrativamente imperiosa sia per la quantità di contenuti raccontati che per la forza con cui questi vengono trasmessi. L'unico “ostacolo” è la sua frammentazione, dovuta al tempo di risoluzione fra un enigma e l'altro che può essere estremamente variabile. Sebbene sia presente una raccolta con tutti i dialoghi intrapresi che è possibile rileggere in qualsiasi momento, il ritmo narrativo ne esce fisiologicamente sacrificato a causa della struttura di gioco.
Un racconto che vale la pena di essere vissuto una seconda volta per coglierne tutte le sfaccettature e che spinge il videogiocatore, fruitore a tutti gli effetti, a esplorarne ogni angolo (i collezionabili e i puzzle segreti aprono a finali alternativi e a una maggiore conoscenza della lore). Le decisioni, perlopiù morali, che 1K sarà chiamato a prendere portano con sé una lunga serie di considerazioni e di potenziali conseguenze nelle interazioni con i personaggi, fino ad arrivare alle emozionanti battute finali che convergono tutte le scelte definendo la percezione che la società ha delle nostre convinzioni.

L'isola delle meraviglie
Il gameplay e la narrazione, sebbene di pregevole fattura, passano occasionalmente in secondo piano per merito di una realizzazione estetica e grafica da urlo. Nuova Gerusalemme è una cittadina futuristica estremamente affascinante dal punto di vista infrastrutturale (piuttosto minimal e tendente al bianco, quell'accoppiata che dà l'idea di “moderno”). Le 12 aree di gioco regalano scorci paesaggistici spettacolari che spaziano dalle spiagge alle foreste, passando a vette innevate e sculture immense. Maestose e incantevoli le infrastrutture colossali che simboleggiano ogni area di gioco. Ci auguriamo che qualche patch futura possa integrare la Modalità Foto, la cui assenza ha il sapore di “potenziale inespresso”. Pulita e funzionale l'interfaccia di gioco, comprensiva di comoda bussola di stampo ruolistico indispensabile per non perdersi durante l'esplorazione.
Notevoli gli effetti di luce e la cura nei dettagli dei vari modelli, compresi i più complicati da esaltare quali l'erba, l'acqua o la sabbia. Le passeggiate esplorative sono un ottimo antidoto alla frenesia da risoluzione di enigmi, soprattutto se vissuti in prima persona (è possibile passare da prima a terza persona con il tasto “Triangolo”). Tale sensazione è enfatizzata da una colonna sonora classica-rinascimentale di pregevole fattura, intensa ma mai invasiva. La composizione è stata affidata nuovamente a Damjan Mravunac, affiancato da Chris Christodoulou (Risk of Rain). Strepitose le sezioni all'interno della Megastruttura dove ogni qualità descritta in questo paragrafo raggiunge le sue vette, regalando momenti che incantano i nostri sensi. Si poteva fare qualcosa di più invece nel sound design, decisamente povero ed essenziale, ma è doveroso sottolineare che si tratta di un prodotto dal prezzo di lancio di 30 euro e non dobbiamo porre aspettative sproporzionate.

Nota di merito, invece, per il doppiaggio inglese, dal sound pulito e capace di trasmettere grandissima emotività. Si tratta di un dettaglio importante, essendo tutti i protagonisti dell'opera privi di qualsivoglia espressività facciale, essendo dei robot che si distinguono solo per il colore poiché prodotti in serie. Nonostante questo impedimento, le voci trasmettono emozioni con decisione e caratterizzano i personaggi in maniera inequivocabile. Non presente la localizzazione italiana neanche nei sottotitoli. Il lessico non è particolarmente ricercato, ma l'ortomorfosintassi è articolata, pertanto le persone che non masticano l'inglese potrebbero incontrare delle difficoltà.
Trofeisticamente parlando: il triumvirato
La lista trofei di The Talos Principle II è abbondante ma povera, con ben 60 trofei di cui 52 di bronzo, 6 d'argento, 1 d'oro e l'immancabile Platino. Per mettere le mani sulla scintillante coppa blu, dovrete completare ogni enigma presente nel gioco e raccogliere tutti i collezionabili, sbloccando così il finale segreto. Inoltre, vi verrà richiesto di completare qualche enigma rispettando dei vincoli aggiuntivi (nulla di difficile).
I tre trofei sicuramente più impegnativi sono quelli che vi richiedono di far eleggere a Maggiore di Nuova Gerusalemme tre personaggi differenti. L'elezione di un personaggio dipende dalle scelte di dialogo che prenderete durante il gioco. E' possibile ottenere tutti e tre i trofei in una sola run sfruttando il salvataggio in cloud, ma fornire delle risposte equilibrate fino al capitolo dell'elezione dove dovrete incidere sul vincitore con le ultime risposte è molto complicato senza l'ausilio di una guida apposita, che tuttavia sconsigliamo per non perdere buona parte del valore che The Talos Principle II ha da offrire.
L'articolo The Talos Principle II – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

sbrutagaz
Sarebbe da giocare già solo per le scenografie.