Chipmonk! – Recensione Speedrun
Se avete sempre sognato di trasformarvi in scoiattoli, allora non perdetevi la nostra recensione Speedrun di Chipmonk. Il titolo di Niemi Bros Entertainment non ci trasformerà nei buffi e pelosi animali che vediamo nei boschi, quanto piuttosto in guerrieri pronti a tutto per fermare la minaccia che sta creando una vera e propria carestia. Armi alla mano, coda ben dritta: siamo pronti a combattere.
Scoiattolo?!?
Per stravolgere i canoni di un genere desueto ma non per questo dimenticato, Niemi Bros Entertainment e QUByte Interactive si affidano a una trama strampalata e protagonisti fuori dal comune. Chipmonk è infatti un beat'em up a scorrimento orizzontale in cui vestiremo i panni di un gruppo di scoiattoli. Lo scopo è quello di fermare l'avido scoiattolo grigio, che ha rubato tutte le scorte di cibo del regno, affamando tutti gli abitanti fino allo stremo.
Per rimediare a questa situazione, i giocatori dovranno interpretare uno dei tre eroi protagonisti del gioco: Grey, Cheeks e Red. Ognuna di queste creature, a metà tra un essere umano, un criceto e un vero scoiattolo, sarà dotato di un'arma da utilizzare, una serie di abilità e delle personali statistiche. I giocatori potranno quindi scegliere il loro preferito, mentre combattono schiere di animali del bosco agghindate come i banditi di Robin Hood.
All'atto pratico, Chipmonk è un gioco molto basilare, nel quale dovremo proseguire negli schemi facendoci largo a suon di mazzate, da soli oppure aiutati da un amico. Delle tre modalità di gioco, la campagna è sicuramente la più interessante: sarà poi possibile sfidarsi in un'arena e partecipare a una sorta di endless mode. Tutte e tre comunque si assomigliano parecchio, cambiando di fatto solo una manciata di elementi di un gameplay mai davvero esaltante.

Il gameplay di Chipmonk
Se siete appassionati del genere beat'em up a scorrimento orizzontale, dimenticatevi opere come Streets of Rage o Asterix & Obelix: Slap them All. Chipmonk propone scelte molto più basilari, offrendo ai giocatori un gameplay ridotto all'osso: sarà possibile scattare, effettuare attacchi base, una schivata e usare delle mosse speciali. Il tutto mentre si tenta di non farsi sopraffare dai nemici, che punteranno ad azzerare la nostra salute.
Tutto molto tradizionale, nonché abbastanza monotono. Questo complice anche una generale legnosità e una lentezza di movimento che non rendono gli scontri esaltanti. Non sarà presente nemmeno un selettore di difficoltà, dunque i più esperti troveranno i primi livelli alquanto noiosi. La situazione cambia man mano che si prosegue, ma forse molti non se ne accorgeranno mai. Di contro, l'assenza di un vero e proprio tutorial non permette a chi fosse digiuno del genere di capire come combattere in maniera efficace.
Non va meglio sotto l'aspetto tecnico. Detto della generale legnosità e lentezza del gioco, Chipmonk non ha presentato fortunatamente particolari bug. La grafica in pixel art in stile retrò però non ci ha affascinato, così come la colonna sonora abbastanza ripetitiva e mai realmente ispirata. Apprezzabile invece la longevità del gioco, senza contare che le due modalità aggiuntive forniscono ulteriori possibilità a chi volesse continuare a vestire i panni dello scoiattolo guerriero.
Il Platino di Chipmonk
Da un gioco semplice e lineare come Chipmonk ci saremmo aspettati una lista trofei altrettanto diretta e, magari, un Platino semplice da aggiungere alla nostra bacheca. Per quanto riguarda la prima deduzione, abbiamo colto nel segno: nell'elenco troviamo per la maggior parte richieste legate al completamento della storia oppure all'eliminazione di nemici. Per la semplicità, invece, pregasi ripassare: per ottenere il Platino di Chipmonk sarà necessario giocare parecchie ore, visti i numeri richiesti per i vari trofei. Una sfida che solo pochi giocatori porteranno a termine, complici i problemi e la ripetitività del titolo.
L'articolo Chipmonk! – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

sbrutagaz
Carino dai, non sembra male.