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A Quiet Place: The Road Ahead – Recensione

Da star di The Office a regista e sceneggiatore, John Krasinski nel 2018 fece impazzire pubblico e critica con il suo A Quiet Place, film horror/sci-fi che dal suo successo diede i natali a diversi film e videogiochi. E proprio sull'ultimo videogioco ci soffermeremo in questa recensione. A Quiet Place: The Road Ahead, è una storia originale basata sugli eventi del film sviluppata da Stormind Games, che porta tutto lo stress dell'essere solo spettatori in una storia simile ad esserne i protagonisti. Per quanto, però, la premessa sembra essere accattivante, il gioco soffre di piccoli problemi di contenuti, ma che non toccano però la qualità generale del gioco, rendendola un'esperienza che tutti gli appassionati della serie dovrebbero provare. Procediamo con ordine e nel totale silenzio, dunque, accompagnando Alex nella sua solitaria avventura.



Un posto tranquillo



Proprio come i film, A Quiet Place: The Road Ahead, si apre nel più tranquillo dei modi. Una giovane coppia, Alex e Martin, scherzano tra loro, dopo un po' il giocatore farà la conoscenza della più grande debilitazione della protagonista: l'asma. Dopo un salto avanti nel futuro di qualche mese dopo l'invasione, Alex e Martin si ritrovano a cercare cibo e medicine per la loro comunità in un ranch abbandonato. Il giocatore verrà già messo in guardia dai pericoli del mondo attuale e con estrema cautela, controllando Alex, il ranch diventerà presto solo un bruttissimo ricordo.



Di nuovo, pochi giorni dopo, insieme a suo padre, Alex si incaricherà di trovare un accampamento della Guardia Nazionale, vicino all'ospedale in cui sono rifugiati, con la speranza di trovare una via di fuga all'inferno che stanno vivendo. Zaino in spalla, torcia elettrica e tanto coraggio porteranno la protagonista a vivere una traumatica avventura e un viaggio della speranza verso la salvezza. Tra creature assassine estremamente sensibili ai suoi e la desolazione del mondo, ancora una volta proprio come nei film di Krasinski, il giocatore vivrà una storia rapida e concisa, carica di suspense e tensione. Un plauso, inoltre, alla recitazione dei personaggi, che faranno calare ancora di più lo spettatore nei panni dei protagonisti.



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Non fare rumore



Ovviamente il cardine di A Quiet Place: The Road Ahead è sicuramente il gameplay. Nessun rumore, molto stealth e tanto stress, potrebbe quasi ricordare un capitolo a caso di Splinter Cell, ma in realtà l'idea di base del gioco era più quella di assomigliare ad Alien: Isolation.



Dal punto di vista della resa pratica, il gameplay del gioco funziona al meglio. Se guardando i film vi siete mai chiesti come sarebbe stato agire in prima persona nel gioco, la risposta è semplice: proprio come gli attori del film. Infatti, anche aprire un semplice chiavistello diventerà un'operazione lunga e snervante, perché il minimo rumore potrebbe realmente causare game over. Che sia una porta, un cassetto, la raccolta di un oggetto o semplicemente camminare, il giocatore, e Alex di rimando, sarà chiamato a gestire tutti i rumori con più cautela possibile. Tramite l'uso di un gadget della protagonista, però, sarà possibile monitorare i livelli di suoni ambientali, in modo da potersi concedere più o meno delle libertà in alcune sezioni.



A Quiet Place: The Road Ahead sarà caratterizzato da livelli da completare, che purtroppo avranno quasi tutti la stessa struttura. Qui, infatti, si evidenzia la carenza di contenuti. Capite le meccaniche di gioco, il titolo diventerà presto ridondante anche a causa della caratterizzazione dei livelli. Il gioco vi chiederà quasi sempre di andare da un punto A a un punto B, con sezioni intermedie in cui gestire una creatura nella stessa stanza con voi. Il gioco non vi darà particolare spazio di manovra con l'ingegno, i metodi per superare le creature saranno quelli e solo quelli forniti dal titolo. Qui, decade totalmente il paragone con Alien: Isolation, che ancora oggi resta un caposaldo ineguagliato del genere.



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Le creature non vedono



Come da titolo, le creature non possedendo occhi non possono vedere cosa le circonda. Il giocatore purtroppo si. Per quanto lato gameplay il titolo possa essere divertente fino ad un certo punto, lato artistico si evidenzia ancora una carenza di contenuti. Notevole la cura nei suoi ambientali, ma mancano effettive musiche che possano accompagnare il giocatore nei momenti più tranquilli o traumatici.



Nel comparto grafico, invece, non c'è una particolare cura nei dettagli, con ambientazioni sempre uguali, specialmente nelle aree boschive, nessun gioco di luce o dettagli di cui restare a bocca aperta.



A Quiet Place: The Road Ahead resta comunque un ottimo titolo se si è disposti ad andare oltre queste caratteristiche assenti, che riesce a tenere il giocatore incollato allo schermo per circa dieci ore, con enormi picchi di tensione ed emotività.



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Il Platino di A Quiet Place: The Road Ahead



Eccoci alla sezione più amata dai cacciatori di trofei. L'elenco delle coppe di A Quiet Place: The Road Ahead non è particolarmente complesso ma chiederà al giocatore di essere abile e veloce in alcune sfide. Oltre ai trofei storia, il cacciatore di Platini sarà chiamato a soddisfare le richieste legate a delle sorte di speedrun interne ai livelli. Per esempio, dal punto della morte di un dato personaggio, Alex dovrà sfuggire alla creatura in meno di un minuto e mezzo per sbloccare la relativa coppa. E tante altre richieste saranno molto simili. Inoltre ci saranno i trofei legati alla difficoltà. I più coraggiosi potranno tranquillamente partire dalla più alta e sbloccare quelli delle difficoltà più basse in un'unica run. Noi consigliamo però di godervi appieno una prima run alla difficoltà che preferite. Fatto tutto questo potrete sfoggiare, nel modo più calmo e contenuto possibile, un nuovo trofeo di Platino. DING!




L'articolo A Quiet Place: The Road Ahead – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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30 novembre 2024 alle 16:00

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