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Dragon Ruins II – Recensione Speedrun

Torniamo ancora una volta nel mondo dei giochi di ruolo indipendenti con Kemco, che porta su console Dragon Ruins II. Il gioco, di cui vi parliamo nella nostra recensione, è stato sviluppato da Graverobber Foundation ed è un seguito diretto dell'originale Dragon Ruins, da cui ne eredita le meccaniche, ampliandole e migliorandole. Se anche voi siete a caccia di tesori, non vi resta che unirvi a questa banda di mercenari.



Sotterranei e draghi?



Già, due degli elementi fantasy per eccellenza. Non a caso, uniti e tradotti in inglese creano quello che è senza ombra di dubbio il GdR cartaceo più famoso del mondo, ossia Dungeons & Dragons. Ma, se paragonato alle complicate regole del gioco di Wizards of the Coast, Dragon Ruins II è senza dubbio una passeggiata di salute. Ma andiamo con ordine, partendo dalla trama, semplice e diretta, ma nel contempo efficace. Ci troviamo nel regno di Isigwere, ben mille anni dopo gli eventi del primo capitolo.



I mercenari protagonisti del gioco scoprono che da qualche parte è ancora nascosto l'immenso tesoro dei draghi, scomparsi (forse) dal mondo. Decidono quindi di mettersi in viaggio per ottenere questa enorme ricchezza, ma per farlo serviranno fondi, esperienza e il giusto equipaggiamento. Ecco perché iniziano a cimentarsi in una serie di missioni di difficoltà crescente, puntando con decisione all'obiettivo finale. A differenza del primo Dragon Ruins, qui avremo una quindicina di dungeon da esplorare, pieni di trappole e minacce. Per affrontarle, potremo creare un party di quattro eroi scegliendo tra ben 21 classi.



I numeri sono sicuramente in favore del titolo di Graverobber Foundation, nonostante il team abbia scelto di continuare a puntare su un'esperienza che potremmo definire, usando un termine sempre più diffuso, “cozy”. Dimenticatevi esplorazioni infinite e scontri eterni, in Dragon Ruins II basteranno una ventina di minuti per completare un dungeon, ottenere la ricompensa e spenderla in migliorie. Già, perché come in ogni gioco di ruolo che si rispetti il nostro obiettivo sarà quello di diventare sempre più forti per completare le varie sfide in scioltezza.



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Il gameplay di Dragon Ruins II



Abbiamo parlato non a caso di esperienza rilassata, e non soltanto in riferimento alla durata delle esplorazioni. Le meccaniche di Dragon Ruins II sono talmente basilari da essere quasi trascurabili. Esploreremo i dungeon in prima persona, con una visuale (e una grafica) che ricorda i primi Wolfenstein. Gli scontri coi nemici saranno sempre automatici, noi potremo solo influire con oggetti e similari. Non ci saranno nemmeno scene d'intermezzo, solo una finestra nella parte alta dello schermo che mostrerà le art dei nemici. Si proseguirà fino alla sconfitta del boss o del party, tornando poi in città e riposando per un numero variabile di giorni per tornare in piena salute.



Il denaro ottenuto dalle prove e dai nemici servirà per potenziare l'equipaggiamento e per salire di livello. Tutto è pensato per essere quasi automatico, eccezion fatta che per le direzioni da seguire nei labirinti. Chiunque potrà quindi cimentarsi senza fatica nell'esperienza, ben consapevole però che Dragon Ruins II non vi potrà mai regalare la profondità narrativa o di meccaniche di un Baldur's Gate o di un Clair Obscur: Expedition 33. Si tratta di una versione edulcorata, che tocca in maniera marginale vari aspetti e spinge il giocatore a riprovare più volte le missioni per potenziarsi ed essere pronto a quelle avanzate.



Il comparto tecnico rispecchia la volontà del team. I dungeon sono spesso monocolore e con dettagli solo abbozzati, con le icone di personaggi e mostri in riquadri statici, accompagnati dalla classica barra della salute. I menu di gioco invece sono interamente a sfondo nero, accompagnati da scritte a schermo e sprite realizzati in una piacevole pixel art. Nel complesso, il tutto funziona discretamente bene, supportato da una colonna sonora minimale ma efficace. Spiace però per l'assenza di localizzazione in italiano, nonostante la quantità di testo da tradurre fosse relativamente bassa.



Il Platino di Dragon Ruins II



La lista trofei di Dragon Ruins II è relativamente lineare: sarà necessario completare le varie missioni, sfruttando il denaro per migliorarsi e salire di livello. Questo permetterà di sbloccare rapidamente tutti i trofei, con i più lunghi che saranno quelli di sconfiggere mostri di 100 tipi diversi e raggiungere il livello 50 con un personaggio. Niente d'impossibile, comunque, per un Platino che può essere aggiunto senza troppa fatica alla vostra bacheca.




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4 gennaio alle 17:10