Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Under the Island – Recensione

Under the Island è uno di quei giochi che non cercano di reinventare il genere, ma di riportarlo a un'epoca in cui l'avventura era fatta di curiosità, mappe disegnate a mano e segreti nascosti dietro ogni angolo. Slime King Games e Top Hat Studios hanno costruito un action RPG che sembra uscito direttamente da un sabato mattina degli anni '90: colori vivaci, pixel art morbida, personaggi stravaganti e un mondo che invita a esplorare senza fretta.



La versione PlayStation 5 mantiene intatto questo spirito, offrendo un'esperienza leggera, immediata e sorprendentemente ricca di attività. È un gioco che non punta alla complessità, ma alla meraviglia: quella sensazione di scoprire un'isola nuova, piena di misteri e di luoghi che sembrano chiedere di essere visitati.



Un'isola piena di segreti, leggende e stranezze quotidiane



La storia di Under the Island si apre con l'arrivo di Nia su Seashell Island, un luogo che sembra uscito da un libro illustrato per bambini: spiagge luminose, case colorate, abitanti eccentrici e un'atmosfera rilassata che invita a esplorare. Ma dietro questa facciata idilliaca si nasconde un problema molto più serio: l'isola sta lentamente sprofondando, e nessuno sembra capire il perché.



Nia, appena trasferita e ancora spaesata, si ritrova coinvolta in questo mistero quasi per caso. La sua curiosità la spinge a indagare, e presto scopre che l'isola è molto più antica e complessa di quanto sembri. Ogni bioma custodisce frammenti di una storia dimenticata, leggende che parlano di antiche divinità, macchinari misteriosi e creature che sembrano conoscere più di quanto lascino intendere. La narrazione procede con un tono leggero, spesso ironico, ma non rinuncia a momenti di meraviglia e piccoli colpi di scena. Gli abitanti dell'isola — dalla stravagante Avocado ai membri della Moray Gang, passando per animali parlanti, spiriti e personaggi improbabili — contribuiscono a creare un mondo vivo, pieno di personalità.



Ogni dungeon aggiunge un tassello alla storia, rivelando dettagli sul passato dell'isola e sul motivo del suo lento collasso. Non è una trama drammatica o cupa, ma un racconto d'avventura che mescola mistero, folklore e un pizzico di assurdità, mantenendo sempre un tono leggero e accessibile. È una storia che non pretende di essere epica, ma che riesce a coinvolgere grazie alla sua atmosfera e al suo modo di far scoprire il mondo un pezzo alla volta.



https://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2026/02/under-the-island-1.jpg



Un'avventura a biomi, tra esplorazione libera, puzzle e combattimenti leggeri



Il gameplay di Under the Island è costruito attorno a un concetto semplice ma efficace: esplorare un'isola piena di segreti, oggetti nascosti e attività da completare. L'isola è divisa in sei biomi principali, ognuno con un'identità visiva e meccanica distinta. Si passa da foreste tropicali a deserti abitati da creature bizzarre, da montagne innevate a serre viventi, fino a zone più misteriose che rivelano la vera natura dell'isola. L'esplorazione è completamente libera: non ci sono percorsi obbligati, e il gioco invita costantemente a deviare dal sentiero principale per curiosare dietro una cascata, scavare in un angolo sospetto o parlare con un NPC che sembra avere qualcosa da dire. Ogni area nasconde passaggi segreti, collezionabili, minigiochi e piccole sfide ambientali che rendono l'avventura sempre varia.



Il combattimento è semplice ma funzionale. Nia inizia con una mazza da hockey, un'arma insolita che diventa quasi un simbolo del suo carattere, e che può essere potenziata nel corso del gioco. I nemici non sono particolarmente aggressivi, ma richiedono comunque attenzione, soprattutto nei dungeon, dove puzzle e combattimenti si intrecciano in modo naturale. I dungeon infatti sono il cuore dell'esperienza: piccoli labirinti pieni di enigmi, interruttori, piattaforme, trappole e nemici tematici. Non sono mai troppo complessi, ma sono costruiti con cura e mantengono un ritmo piacevole, alternando momenti di esplorazione a sezioni più dinamiche.



Accanto alla progressione principale, il gioco offre una quantità sorprendente di attività secondarie: pesca, consegne, minigiochi arcade, snowboard, golf con noci di cocco, collezione di musicassette, enciclopedia dei mostri, missioni per gli abitanti e molto altro. È un mondo che premia la curiosità e che invita a tornare nelle zone già visitate per completare ciò che si è lasciato indietro. La progressione infine è scandita da piccoli miglioramenti: nuovi strumenti che aprono percorsi prima inaccessibili, potenziamenti alla vita, upgrade dell'arma e nuove abilità che rendono l'esplorazione sempre più fluida. Non è un gioco difficile, ma è ricco di contenuti e costruito per essere goduto con calma, lasciandosi guidare dalla voglia di scoprire cosa si nasconde dietro la prossima curva.



https://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2026/02/under-the-island-2.jpg



Pixel art curata e un'atmosfera da cartone anni '90



Visivamente, Under the Island è un omaggio dichiarato ai giochi degli anni '90. La pixel art è colorata, morbida, piena di dettagli che rendono ogni ambiente riconoscibile e piacevole da esplorare. Le animazioni sono semplici ma espressive, e i personaggi hanno un design che sembra uscito da un cartone animato dell'epoca.



La colonna sonora accompagna bene l'avventura, con brani leggeri e melodie che si adattano ai vari biomi. Su PlayStation 5 il gioco gira fluido, senza incertezze, e la pulizia dell'immagine valorizza la direzione artistica. Non è un titolo che punta alla spettacolarità tecnica, ma alla coerenza estetica, e in questo riesce perfettamente.



https://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2026/02/under-the-island-3.jpg



La strada per il Platino



La lista trofei di Under the Island è ampia, varia e perfettamente in linea con la filosofia del gioco: esplorare, scoprire, completare attività e interagire con ogni angolo dell'isola. Il Platino richiede di sbloccare tutti gli altri trofei, e questo significa affrontare minigiochi, completare dungeon opzionali, trovare collezionabili e scoprire ogni segreto.



Ci sono trofei dedicati alle attività più leggere, come comprare un ramen, giocare all'Arcade Monkey o dare un biscotto a un cane. Altri richiedono abilità, come completare il minigioco di snowboard sotto i due minuti o vincere il Coconut-Golf in due colpi. Una parte importante della lista riguarda l'esplorazione: scoprire il 25%, il 50% e infine il 100% della mappa, costruire il museo, trovare tutte le musicassette, completare l'enciclopedia dei mostri e raggiungere il massimo numero di contenitori vita.



Non mancano boss opzionali, sfide segrete e trofei legati ai Gear Wheel, oggetti nascosti che richiedono attenzione e spirito d'osservazione. È un Platino impegnativo ma non frustrante, pensato per chi vuole vivere l'isola nella sua interezza e scoprire ogni attività che il gioco offre.



https://www.playstationbit.com/wp-content/uploads/2026/02/under-the-island-4.jpg



L'articolo Under the Island – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

Continua la lettura su www.playstationbit.com

oggi alle 17:10