5 annunci PlayStation che sembravano un pesce d'aprile, ma non lo erano
Come ogni anno, il primo giorno del mese di aprile si presta in tutto il mondo a rinnovare la tradizione del cosiddetto “Pesce d'aprile”, tra scherzi di ogni genere che vanno dal classico foglietto appiccicato sulla schiena dello sfortunato compagno di classe all'annuncio social imprevedibile della grande multinazionale americana. Il mondo del gaming si è sempre mostrato molto ricettivo verso questa usanza, con scherzi pubblicati da sviluppatori o publisher o, ancor più frequentemente, dalle testate giornalistiche grandi e piccole (compreso PlayStationBit). Scherzi a volte molto ben riusciti, capaci di lasciare nello sgomento i lettori per qualche minuto, prima di accorgersi immancabilmente della data a cui si è arrivati sul calendario.
In questa strana e folle linea temporale che il mondo sta vivendo all'incirca dal 2020, la realtà ci ha insegnato che può diventare ancora più strana e incredibile della fantasia. Senza andare a scomodare argomenti e tematiche che esulano dal mondo videoludico, abbiamo guardato alla storia recente legata al brand PlayStation per individuare alcune scelte, annunci e decisioni tanto fuori dalle righe e apparentemente incomprensibili da potersi configurare come pesci d'aprile mancati. La cosa meno divertente, in questo caso, è che invece si tratta di notizie vere e che il futuro sembra essere destinato a portarcene altre ancor meno piacevoli.
1. Aumenti di prezzo
Partiamo dalla notizia più recente: a quasi sei anni dal lancio di PlayStation 5, con la prossima generazione che potrebbe essere all'orizzonte e con il percorso della console attuale che sembrava aver seguito i passi della precedente (versione slim, versione Pro), l'unico dato in controtendenza è quello del prezzo. Utenti abituati a vedere una diminuzione negli anni, che consentiva ai late adopter di fare il grande passo e recuperare i giochi migliori, si trovano di fronte a un rialzo che ha portato la versione base di PlayStation 5 a costare 150 euro in più rispetto al Day one. Non solo, ma anche accettando di voler fare l'investimento, in perdita rispetto a cinque anni fa, per acquistare una console, risulta difficile capire quali siano stati i giochi imperdibili di questa generazione che lo giustificherebbero…
2. Horizon-Fortnite
L'epoca di Jim Ryan a capo di PlayStation passerà alla storia come una delle più controverse, incomprensibili e odiate dai fan storici della console. Scelte a dir poco opinabili sulla direzione futura, quasi completamente incentrate sul comparto live service, hanno tenuto il freno a mano tirato su altri progetti che avrebbero potuto arricchire l'ecosistema PlayStation, per poi scontrarsi duramente con la realtà dei fatti: un genere più che saturo, nel quale farsi spazio è un'utopia. Eppure i ragazzi di Guerrilla Games, trascinati irrimediabilmente in questo vortice, hanno dovuto presentare al mondo il loro Horizon Hunters Gathering, una sorta di declinazione dell'universo di Horizon in salsa Fortnite pensata per strizzare l'occhiolino alle generazioni più giovani. Un annuncio accolto con scherno e incredulità in molti casi, ma il progetto è in stadio troppo avanzato per poterlo fermare prima del prevedibile flop.
3. Flopcord
A proposito di flop, non possiamo non citare uno dei maggiori esempi della storia dei videogiochi, quel gioco che tra vent'anni ci consentirà di dire “Io c'ero” come qualcuno dei primi 2000 avrebbe potuto dire a proposito del famigerato E.T. di Atari. Concord è il perfetto esempio di quanto quella strategia imbastita da Jim Ryan, che in qualche modo aveva visto un futuro popolato da decine di live service di successo che coesistevano pacificamente e con mutua ricchezza, fosse lontana anni luce dalla realtà dei fatti. Un gioco dagli investimenti multimilionari, un lancio anonimo a fine agosto e una chiusura in tempo record dopo appena due settimane che sembrava assolutamente frutto di uno scherzo. Tutto vero, invece, compresa la vergogna di PlayStation per un progetto di cui si parlerà (male) per anni e anni.

4. KrIAtos
L'epoca che stiamo vivendo attualmente è indubbiamente quella della rinascita e proliferazione (incontrollata) degli adattamenti cinematografici delle grandi storie videoludiche. The Last of Us, Uncharted, Minecraft, Super Mario hanno dimostrato che trasferire i personaggi e le storie videoludiche sul grande e piccolo schermo può funzionare, con la giusta attenzione al materiale di riferimento, e hanno aperto la via a decine di adattamenti che ci accompagneranno negli anni a venire. Uno dei prossimi e più attesi è quello di God of War, con Amazon Prime Video al lavoro per raccontare in una serie le vicende norrene di Kratos e Atreus. Peccato che il primissimo scatto condiviso ufficialmente dal set (anche se molti hanno dubbi che si sia sfruttata l'intelligenza artificiale generativa) non abbia trasmesso sensazioni positive. Molti fan sottolineano una qualità dei costumi e della scena inferiore a quella di un comune set di cosplayer, abbassando l'asticella delle aspettative per questa produzione. Ma la speranza è sempre l'ultima a morire.

5. La chiusura di Bluepoint
Altra notizia amara e apparentemente incomprensibile, che molti avrebbero preferito considerare uno scherzo, ma che si inserisce in un contesto globale di licenziamenti e chiusure che le ha dato subito concretezza. Bluepoint, resa celebre da remake di grande qualità, acquisita dai PlayStation Studios per proiettarsi verso un futuro ancora più roseo (magari con l'agognato remake di Bloodborne, che mai si farà apparentemente a causa della stessa FromSoftware)… ma che poi viene chiusa senza aver pubblicato un singolo gioco. Nessun pesce d'aprile, purtroppo, ma la consueta formulina del “è una decisione non presa alla leggera” e “riconosciamo il talento del team” che poco cambia nella pratica.

Bonus: Tombi Remake
Della serie “Pesci d'Aprile che invecchiano male”, anche noi di PlayStationBit ci siamo cascati e ci inseriamo doverosamente in questa rassegna, in un piccolo angolo bonus. Due anni fa scegliemmo di fare uno scherzo ai nostri lettori, annunciando in pompa magna l'uscita di Tombi Remake, un titolo attesissimo e per questo perfetto per fare una burla a tema, accompagnata da un trailer fasullo creato per l'occasione. Tutto molto simpatico, se non fosse che dopo poco tempo Limited Run Games ha deciso di annunciare davvero una versione per console moderne del classico di Whoopee Camp, rilasciato poi ad agosto dello stesso anno. Come se non bastasse, il team ha riportato in auge anche il seguito, rilasciato lo scorso 15 dicembre. Uno spettacolare “epic fail” oppure uno scherzo in grado di far sì che Tombi tornasse davvero tra noi? Ci piace pensare che la risposta sia la seconda…

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