Beat the Champions – Recensione Speedrun
Con l'avvicinarsi dei Mondiali, quella che sta per iniziare sarà un'estate decisamente interessante per gli appassionati di calcio, nonostante la dolorosa assenza dell'Italia (e l'illusione di un impossibile ripescaggio). Per resistere fino al prossimo 11 giugno, giorno in cui Messico e Sudafrica apriranno le danze, ci siamo cimentati in Beat the Champions, di cui vi parliamo nella nostra recensione. Sviluppato da Purple Tree e Whiteboard Games, questo titolo arcade è stato realizzato in collaborazione niente meno che con l'AFA, ossia la Federazione Calcistica dell'Argentina. Oltre a vedere volti noti in copertina, dunque, la speranza è di essere di fronte a un gioco in grado di regalarci emozioni e mostrarci un calcio spettacolare.
Giant Killing
Da una quantità incalcolabile di anni, il mondo dei videogiochi calcistici vede due rivali contendersi lo scettro di migliori simulazione: PES (ora diventato eFootball) e FIFA (ora diventato EA SPORTS FC). Tra cambi di nome, modifiche al gameplay e annate più o meno di successo, queste due serie sono tuttora reputate le migliori sul mercato. Prima di loro e anche nel corso di questa diarchia, però, vari sviluppatori hanno provato con alterne fortune a dire la loro. Grandi classici arcade come Goal, simulatori e persino giochi da tavolo come il divertente Superclub hanno provato a insinuarsi nel cuore degli appassionati. Questa è anche la missione di Beat the Champions, titolo come anticipato spiccatamente arcade, incentrato sulle squadre nazionali.
La copertina è di quelle che fa sicuramente ben sperare, considerato che include due mostri sacri di questo sport quali Messi e Maradona. Non saranno gli unici volti noti in cui ci imbatteremo, perché, come anticipato, questo videogioco è stato realizzato in collaborazione con la Federazione Calcistica dell'Argentina. Questa sarà anche l'unica nazionale con veri calciatori, mentre le altre presenti, che saranno ovviamente le partecipanti al prossimo Mondiale, riportano sì il nome reale, ma atleti di fantasia. Poco male in realtà, perché Beat the Champions non punta certo sul realismo, come ci svela anche il rapido tutorial. Oltre alle azioni base, quali scattare, passare e tirare, potremo infatti attivare uno speciale dribbling e un potente tiro in stile Holly e Benji, con tanto di effetto e animazione dedicati.
Potremo anche contrastare i nostri rivali con potenti spallate, rimanendo pressoché impuniti dall'arbitro se non commettendo un fallo all'interno della nostra area. Tutto si dimostra immediato e fluido, sebbene chi cerca il realismo rimarrà (ovviamente) deluso. Lanciarsi in partita richiederà una manciata di minuti, trovandosi fin da subito davanti a un gioco che non bada ai fronzoli ma tenta piuttosto di regalare una sfida che ricorda i vecchi giochi arcade cabinati e per NES. Potremo affrontare la modalità di gioco libera, una dedicata alla coppa del mondo 2026 e una serie di tornei, divisi per continente. La gestione degli stessi è la classica che ci si può aspettare: o a punti oppure a gironi seguita da una fase a eliminazione diretta.

Il gameplay di Beat the Champions
Quale che sia la modalità e il tipo di torneo che affronteremo, Beat the Champions sarà all'atto pratico sempre uguale. Dovremo scegliere una delle squadre disponibili, per le quali non avremo alcun tipo di statistica rappresentata a schermo. In partita alcuni calciatori si comporteranno in modo diverso e avranno le loro peculiarità, ma questa informazione non emergerà chiara. Dovremo giocare, sperimentare e osservare come gli atleti si muovono, dribblano e tirano. L'Argentina rappresenta ovviamente il fiore all'occhiello della produzione, con licenze ufficiali e vari “fronzoli”. Le altre squadre avranno invece la loro bandiera e divise sufficientemente simili a quelle reali, sebbene una volta in partita la paletta di colori rischierà il più delle volte di confondervi.
Non che questo vada a danneggiare eccessivamente l'esperienza, che come detto punta forte su elementi arcade. Potremo sfruttare i poteri dei calciatori, che avranno un tempo di cooldown, e lanciarci in spallate e scivolate senza il rischio di commettere fallo o ricevere cartellini. Beat the Champions non punta sulla tattica e spesso cross e filtranti saranno inutili o persino deleteri. Meglio lanciarsi palla al piede e tirare una sassata dal limite dell'area, magari con una mossa speciale per mettere in difficoltà il portiere. Questa sarà gestita mediante un semplice quick time event che chiederà di premere un tasto al momento giusto. Niente di trascendentale, ma sicuramente divertente e immediato. La magia però tende a svanire rapidamente, considerato che le variabili saranno davvero poche e che, come detto, non si potrà mettere in campo una vera e propria tattica, cercando piuttosto il dribbling e il tiro spettacolari.
Nonostante questo, l'esperienza generale offerta da Beat the Champions è piacevole, ben supportata da un comparto tecnico all'altezza della proposta. La grafica è cartoon ma con una spruzzata di realismo, i campi di gioco hanno una buona varietà e gli effetti speciali sono piacevoli e mai troppo invadenti. I cliché nelle raffigurazioni dei giocatori non mancano, ma sono più tollerabili che in altre opere, quasi una consuetudine in un gioco arcade pensato per essere sopra le righe. Buona la longevità, sebbene come detto non ci saranno particolari variazioni sul tema, se non nelle squadre che potremo scegliere. Chi cerca una sfida più ardua sarà inoltre felice di sapere che dalle impostazioni sarà possibile cambiare la difficoltà e la durata delle partite. Interessante infine anche la possibilità di giocare in locale con un amico, sia in co-op che versus, una funzione quasi imprescindibile per i titoli sportivi.
Il Platino di Beat the Champions
Se siete alla ricerca di un Platino calcistico facile, sebbene non rapidissimo, allora Beat the Champions fa al caso vostro. La lista del gioco comprende soltanto 16 coppe, tutte molto lineari. Bisognerà segnare 25 gol e 5 triplette in totale, oltre a vincere un trofeo in ogni modalità di gioco. Proprio per questo, anche impostando la difficoltà e la durata delle partite al minimo, servirà comunque una discreta quantità di ore per sollevare al cielo l'ambita coppa blu e aggiungerla alla vostra bacheca.
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