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4PGP – Recensione

Il fascino della F1 tra fine anni ottanta e primi novanta, dei suoi campioni e soprattutto degli amatissimi bolidi a dieci e dodici cilindri, urlanti e rabbiosi, è semplicemente irresistibile. Sviluppare un gioco arcade in stile SEGA (o similari) nel 2026 può sembrare puro fan service, ma porta alla memoria tempi che molti appassionati rimpiangono, a dir poco. Non indugiamo nei ricordi e scendiamo in pista per capire come si guida in 4PGP nella nostra recensione.



Bentornati tra le leggende della F1



Sviluppato da 3GOO e Vision Reelle (creatori anche di Classic Racers Elite), 4PGP è un simpatico e velocissimo arcade racer basato sulla F1 di fine anni '80 e primi '90. Il gioco si presenta in maniera molto semplice sin dall'intro, con una schermata che invita a provare il tutorial oppure a entrare nel vivo dell'azione immergendosi nelle modalità di cui il gioco è composto.



Avremo a disposizione la modalità campionato, la corsa singola e la prova a tempo. Una scelta piuttosto risicata, ma sufficiente a fornire divertimento per molte ore, soprattutto grazie al fatto di poter coinvolgere fino a 4 persone in modalità gara singola. Non esiste multiplayer online, ma non ce lo aspettavamo nemmeno, data la natura del titolo.



Il gioco nelle fasi iniziali ci mette a disposizione una scarsa selezione di auto – le meno performanti – e fa venire voglia di sbloccare le migliori, ossia quelle con le caratteristiche di velocità, accelerazione e manovrabilità superiori. Per farlo, dovremo semplicemente completare la modalità campionato, che si compone di 4 differenti serie con tre gare ciascuna, prima alla difficoltà Novice, poi Veteran e successivamente Expert. C'è, a onor del vero, una difficoltà inferiore a Novice, ovvero Rookie, ma questa non permette di sbloccare nulla e potrebbe essere facilmente utilizzata come test di base per conoscere meccaniche e circuiti.



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Turbo pit stop con un tasto



Alla discesa in pista si capisce subito di che pasta è fatto il gioco. Abbiamo di fronte un arcade purissimo, che permette di divertirsi senza pensare a nulla se non a guidare dimenticandosi anche dei freni. I comandi predefiniti basano tutto sulle levette analogiche, ma fortunatamente sono presenti ben quattro differenti varianti, compresa la gestione classica affidata ai grilletti R2 e L2. Avremo a disposizione anche supporti alla guida, nello specifico l'aiuto per la traiettoria e il mantenimento della pista, con quest'ultimo che tenderà però ad essere estremamente invasivo, annullando ogni minima strategia del giocatore e obbligando persino a soste ai box non volute. Avremo poi la possibilità di guidare utilizzando il giroscopio del Dualsense, oltre a poter cambiare la mappa dei comandi e l'abilitazione della vibrazione.



In pista il gioco diventa molto veloce davvero in fretta. Sarà fondamentale scegliere un'auto adatta ai circuiti che dovremo affrontare, dato che alcune eccellono nella velocità, per esempio, mentre altre sono fortissime nella manovrabilità. L'accelerazione sarà un altro parametro da tenere in conto, specialmente in tracciati molto tortuosi e ricchi di ripartenze. In ogni caso, l'IA sarà sempre alle nostre calcagna nel tentativo di soffiarci il posto, tenendoci sempre in scacco.



Potremo usare il turbo col tasto L1 per avere un brevissimo boost che ci farà raggiungere la velocità massima. Questo sarà ricaricabile ai box i quali non saranno però come ci si aspetterebbe su una corsia dedicata, ma piuttosto a bordo pista, sulla linea del traguardo, realizzati in maniera simile a un nastro trasportatore. Andandoci sopra partirà una specie di minigioco in cui dovremo centrare la zona verde di un indicatore con una lancetta che gira. Se ce la faremo, riempiremo la barra del turbo all'istante e cambieremo anche gli pneumatici.



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Tra una Veracci e una McAllan



Il primo campionato sarà impegnativo per diversi fattori: il primo, avremo a disposizione tra le auto più scarse del gioco, secondariamente non conosceremo le piste e soprattutto dovremo imparare a prendere le misure con l'IA che non dà tregua a nessuna delle difficoltà, nemmeno alle più facili.



Tra tutte le auto a disposizione abbiamo scelto la Handcraft RJ12 (nientemeno che la Footwrk FA12), la più veloce in assoluto tra tutte, pagando però con accelerazione e tenuta di strada. Avremmo potuto scegliere anche tra altre, ad esempio la Mirando M1991 (cioè l'alter ego della Minardi M191) o la Fairsteel F1991 (Fondmetal Fomet 1) o molte altre auto. Ma ci sono anche nomi eccellenti, seppur non disponibili da subito, come la Veracci o la McAllan, rispettivamente Ferrari e McLaren, per non parlare di Jordan, Benetton e molte altre.



Una volta preso le misure con le auto avversarie e soprattutto con l'interpretazione arcade delle piste sarà piuttosto facile vincere i primi campionati a difficoltà Novice. Già alla successiva, cioè Veteran, i trionfi inizieranno ad essere meno scontati, ma sarà ad Expert che avremo i veri problemi. Le auto hanno un aspetto assolutamente omologo alle loro controparti reali, con tanto di loghi dedicati. Uno sguardo attento però rivela piccole differenze e soprattutto l'assenza di licenze reali. La mitica Williams ad esempio ha una differente sponsorizzazione: il celebre marchio Canon su 4PGP diventa “Optic” con un'ottima ironia sul fatto che Canon produce appunto macchine fotografiche e ottiche.



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IA arcade vecchia scuola



Per chi ha giocato i vecchi titoli arcade come i vari prodotti da SEGA oppure i Ridge Racer si ricorderà che l'IA alle difficoltà maggiori rasenta l'impossibile, e qui non si discosta molto. Sebbene con una certa dose di abilità, esperienza e fortuna sia possibile riuscire a sopravanzare gli avversari, rimane comunque profondamente complicato essere veloci e precisi tanto quanto lo è l'IA. Questo è tanto più vero quanto si aumenta il livello delle competizioni, soprattutto a difficoltà Expert, necessaria per sbloccare le auto più veloci del gioco.



Nonostante la velocità dell'IA, questa non sarà minimamente scorretta: si comporterà piuttosto in maniera simile a quanto accadeva nei primi Gran Turismo, componendo trenini di auto che tenderanno a non sorpassarsi. Succederà di conseguenza spesso che in alcuni punti della pista si aprano degli spiragli per guadagnare posizioni più facilmente, mentre in altri punti l'IA sarà semplicemente imprendibile, situazione che alla lunga potrebbe generare una certa frustrazione. In ogni caso, con le auto giuste e tanta pazienza sarà possibile arrivare a vincere i campionati anche a difficoltà massima.



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Estetica, musica e aspetti tecnici



4PGP è un gioco con una palette di colori vividi in stile retrò, con una grafica dettagliata ma sempre con uno stile cartoonoso. Le auto rispecchiano le controparti reali e anche i circuiti sembrano subire la medesima influenza. Per esempio, SPA Francorchamps presenta il suo tornante e la sequenza di curve Eau Rouge – Radillon, ma poi reinterpreta il resto della pista in maniera fantasiosa.



Stessa sorte per Silverstone, in cui sono presenti le celebri Maggots e Becketts, ma altre parti sono semplicemente state riviste. Nonostante questo, e per ovvi motivi di licenze, le piste mantengono il loro carattere originale e il loro fascino. Le musiche rispecchiano gli anni a cui si è ispirato il gioco, garantendo un mix di musica elettronica con un tocco vintage. Tecnicamente il gioco è eccellente dato che non perde un frame e rimane stabilissimo a 60 fps. Non che sia una vera sorpresa, anche Gran Turismo 6 girava a 60 fps su PlayStation 3, ma è sicuramente un punto da sottolineare dato che alcuni prodotti di nicchia spesso mostrano il fianco a critiche sotto questo aspetto.



Il Platino di 4PGP



La lista trofei di 4PGP è ricca di coppe da sbloccare e premi da guadagnare. Ci saranno i classici di sbloccare tutte le auto, vincere tutti i campionati alle varie difficoltà, ma non solo. Per i più curiosi è ora di andare a vedere la lista trofei ufficiale. Il Platino sarà un affare comunque fattibile se avrete la costanza e l'abilità per sopravanzare tutto quello che il gioco vi parerà davanti.




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