Opera Magna – Recensione
Grazie al team di Ludus Magnus Studio abbiamo avuto la fortuna di provare in anteprima il pittoresco Opera Magna, gioco da tavolo tutto italiano di cui vi parliamo nella nostra recensione. I giocatori vengono catapultati nel cuore del Rinascimento, quando le città d'Italia crescevano tra il rumore dei martelli, il canto dei mercanti e il bagliore delle fornaci accese nella notte. L'obiettivo è costruire la maestosa Cattedrale di Santa Maria del Fiore, impresa in cui si scontrano le migliori botteghe per ottenere prestigio e riconoscimento.
Lasciare il segno
L'edizione 2026 di Play – Festival del Gioco è stata terreno fertile per mostrare uno dei giochi più attesi dell'anno. Stiamo parlando di Opera Magna, ideato da Stefano Castelli (autore tra gli altri di Pozioni Esplosive e Chamber of Wonders) e Tommaso Battista (la mente dietro Barage e D.E.I.) e sviluppato da Michele Morosini, che ha gestito anche la realizzazione di The Breach. Nomi decisamente importanti, che hanno deciso di collaborare per dar vita a un titolo dalla forte componente artistica, in cui i giocatori vestono i panni di Maestri di Bottega chiamati a gestire le proprie risorse da utilizzare poi per la costruzione di edifici e della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Il tema emerge fin da subito in maniera netta, proponendo ai giocatori un ricco antefatto, contrassegnato nel manuale di gioco da un diverso colore per le pagine, che ci svela alcune informazioni relative al periodo, alle tre città coinvolte, ossia Venezia, Anversa e Costantinopoli, oltre ai quattro bottegai che si sfideranno nella costruzione. Ci saranno il falegname, il vetraio, il fabbro e il marmista: figure chiave del periodo che però, come vedremo, non si focalizzeranno su un singolo elemento ma piuttosto mostreranno competenze trasversali.
Nella scatola di Opera Magna troviamo tante componenti di ottima fattura. Avremo delle plance condivise che rappresentano la Cattedrale, il Mercato e le tre Città, oltre a quattro plance Bottega personali dei giocatori con aree sagomate per alloggiare i segnalini e spazi per le carte guadagnate durante la partita. I capomastri avranno a disposizione anche tre mercanti ciascuno e una serie d'indicatori per tenere traccia delle proprie materie prime e di quelle lavorate. Troviamo poi le carte Commercio, che serviranno per gestire i mercati delle singole città, oltre a edifici che potremo costruire per migliorare la nostra produttività. Infine abbiamo i segnalini Cantiere, che ci mostreranno come potremo contribuire alla realizzazione della Cattedrale. Tutto risulta chiaro e immediato, senza contare che non vi saranno testi da leggere ma soltanto icone. Una scelta intelligente, volta ad aumentare l'accessibilità e rendere il gioco più semplice da comprendere.

Come si gioca a Opera Magna
Nella nostra premessa vi abbiamo svelato che l'obiettivo dei capomastri sarà quello di ottenere prestigio, che verrà indicato dalle stelle (ossia dai punti) che potremo accumulare nel corso della partita. La durata della sfida è esattamente di nove round, durante i quali i giocatori saranno chiamati a eseguire una serie di azioni per aumentare le proprie risorse e recuperare materie lavorate necessarie alla costruzione di edifici e di parti della Cattedrale. Per iniziare la sfida, ogni partecipante sceglie una bottega e prende i mercanti e i segnalini del colore corrispondente, oltre a quattro indicatori certificati e alle pedine mercanti. Si partirà con due materie grezze e i certificati sulla quarta casella, ottenendo anche tre carte Commercio iniziali.
Al centro del tavolo si piazzano invece le tre città, su cui andranno disposte tutte le pedine mercante con un preciso schema iniziale e sei carte Commercio, di cui tre nella parte alta e tre nella parte bassa. Questi rappresentano costi e guadagni per i mercanti che visitano quella zona. Nella parte alta delle tre città andrà anche collocato un bonus preso casualmente tra quelli disponibili. Si prepara poi l'Opera mettendo su di essa i segnalini Cantiere in ordine da quelli di livello 1 a quelli di livello 3 e il Mercato, creando mazzi composti da un numero variabile di carte in base ai giocatori ed estraendone quattro iniziali. Queste serviranno anche per scandire la durata della sfida. Infine, si rivelano edifici piccoli e medi pari al numero di giocatori, che dovranno sceglierne uno per tipo come progetto iniziale. I restanti verranno messi in un'area condivisa, divisi per tipo ed estrandone due per colonna (ossia piccoli, medi e grandi). Fatto questo, sarà possibile iniziare la costruzione.

In ogni round, i giocatori si alternano eseguendo nell'ordine un totale di quattro diverse fasi. La prima è quella del Mercante, in cui i giocatori inviano i loro emissari in una città per ottenere risorse. Per prima cosa sarà necessario spostare un proprio mercante da una zona a un'altra in cui non ci sia già una sua pedina. Ogni città è composta da una parte alta e una bassa, per un totale di sei aree. Dopo aver collocato la pedina, bisognerà scegliere una carta dalla propria mano e giocarla nella zona di piazzamento (alta o bassa) facendo scorrere le carte già presenti da destra a sinistra.
In questo processo, quella già all'estremità verrà scartata. Si pagano quindi i costi e si ottengono i benefici durante l'attivazione della città: i primi sono indicati dalle carte grigie nella zona alta della città, gli altri da quelle bianche nella parte bassa. Se avremo inviato il nostro mercante nella parte alta, inoltre, attiveremo anche il potere della città che fornirà ulteriori vantaggi. Per ogni merce che non potremo pagare, ossia con il relativo indicatore a 0 sul tracciato, dovremo abbassare il certificato corrispondente o, nel caso sia già al minimo, ossia sulla casella 2, perdere un punto vittoria per ogni merce che non avremo.

Brunelleschi ringrazia
La nostra plancia Bottega servirà a tenere traccia delle merci pagate e guadagnate, scalando o aggiungendo ai quattro indicatori, ossia Metallo, Legno, Pietra e Sabbia, le varie merci grezze. Di tanto in tanto potremo anche ottenere merci lavorate, ottenute dalla raffinazione dei quattro sopracitati elementi, che saranno fondamentali per le nostre costruzioni e per aiutare a realizzare la Cattedrale. Terremo traccia delle merci base spostando i relativi indicatori, mentre per quelle lavorate basterà collocare vicino a loro un nostro segnalino. Nella terza fase potremo decidere come gestire proprio le merci lavorate: assegnandole agli edifici oppure, come detto, destinarle all'Opera. Nel primo caso, sarà possibile investire quante merci lavorate vorremo sui progetti in nostro possesso, anche senza necessariamente completarli. Se però riempiremo tutti gli slot, l'edificio sarà ultimato e potremo collocarlo a destra o a sinistra della nostra bottega, nell'area riservata alla sua dimensione, ossia piccola, media o grande.
Il primo edificio collocato sul lato sinistro ci darà accesso a risorse lavorate bonus, mentre quello di destra attiverà i carretti. Questi saranno indispensabili per la seconda possibilità, ossia inviare merci all'Opera. Il nostro certificato, ossia il segnalino sulla Bottega, dovrà essere almeno alla soglia del livello che vorremo completare, da 1 a 3, della Cattedrale. Potremo farlo avanzare solo quando accumuleremo abbastanza risorse grezze da farlo spostare verso destra, così da raggiungere i certificati prestampati sulla plancia. Dovremo poi inviare le merci richieste e ci garantiremo dei punti vittoria, senza contare che il primo a completare una richiesta dell'Opera riceverà anche un ulteriore bonus, indicato dal segnalino. Nel caso non potessimo usare le nostre materie lavorate, potremo riconvertirle in grezze, dato che a fine turno andranno perse.
Completata anche questa fase, attiveremo la fine del turno: se avremo completato edifici, dovremo prendere progetti dalla riserva per tornare ad averne due attivi, scegliendo liberamente la dimensione, dopodiché dovremo pescare una carta Commercio da aggiungere alla nostra mano. Quella più a sinistra sarà sempre gratuita, le altre costeranno somme variabili da pagare con merci grezze. Scelta la carta, bisognerà far scorrere le restanti verso sinistra e pescarne una nuova. Fatto questo, il turno passerà al giocatore successivo e si proseguirà fino a quando non verrà pescata l'ultima carta Commercio, durante il nono round. Si aggiungeranno ai punti ottenuti durante la partita quelli finali e chi ne avrà ottenuti di più sarà il miglior artigiano e di conseguenza il vincitore.

Opera Magna: Rinascimento in scatola
Diventare degli artigiani rinascimentali è stato incredibilmente pittoresco: Opera Magna è infatti un gioco di gestione delle risorse piacevole e intrigante, che propone una buona varietà di meccaniche e obbliga il giocatore a ragionare sia nel breve che nel medio termine. Scegliere di scartare determinate carte dalle città o rendere volutamente più complesso l'ottenimento di alcune risorse potrebbe aiutarci a perseguire i nostri scopi, ma bisognerà sempre tenere d'occhio anche i nostri certificati. Inoltre, la componente di engine building porta rapidamente a far crescere la propria attività, rendendoci più performanti con il passare dei turni e quindi in grado di completare più richieste.
Nonostante tanti elementi piacevoli, Opera Magna ha anche alcuni aspetti che non ci hanno convinto appieno. La costruzione della nostra bottega aiuta inevitabilmente a produrre le materie lavorate necessarie per costruire edifici e per inviare materiale all'Opera, ma il ritmo ci è parso a volte compassato, tenuto anche conto di quanti elementi il gioco ci chieda di gestire e di conseguenza della quantità di materiale che dovremo spendere durante i vari turni, soprattutto quelli avanzati. Gli sconti generati dagli edifici agevolano, ma per accedervi dovremo rinunciare ai carretti e lasciare campo libero ai rivali. Prendere questo tipo di decisioni spesso farà la differenza e potrebbe portare a esiti finali inaspettati.
Opera Magna è inoltre un gioco che dà il meglio di sé con tre o quattro artigiani al tavolo, dato che in due il ricircolo di carte sarà molto inferiore. L'interazione tra giocatori, infine, rimane indiretta, con modifiche alle plance che obbligheranno a pagare costi esorbitanti o a perdere le merci migliori e la possibilità di rubare i premi forniti dal completamento dell'Opera. Se però apprezzate le atmosfere rinascimentali e non vedete l'ora di dedicarvi alla costruzione di una spettacolare cattedrale, Opera Magna è un gioco da tavolo che sarà in grado di regalarvi soddisfazioni, sia grazie alle sue meccaniche, sia grazie al colpo d'occhio che i vari elementi di gioco regaleranno una volta intavolati.

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