Resonance: A Plague Tale Legacy – Recensione
A distanza di quattro anni dagli eventi che hanno sancito la conclusione delle vicende della sfortunata famiglia De Rune, Asobo Studio, in collaborazione con Focus Entertainment, ci porta indietro nel tempo con Resonance: A Plague Tale Legacy, di cui vi parliamo nella nostra recensione. La protagonista è la capitana Sophia, che i giocatori hanno incontrato nel secondo capitolo della saga, della quale scopriremo le turbolente origini e i misteri che ne ammantano la vita. Se pensate di poter trovare la strada per uscire dal labirinto, non vi resta che addentrarvi in questa nuova avventura.
Il filo di Arianna
Quando, nel 2019, Asobo Studio lanciò A Plague Tale: Innocence sull'allora PlayStation 4, lo fece con l'intento di sorprendere i giocatori con un'ambientazione unica e con meccaniche familiari ma in cui vi fosse una spruzzata di novità. L'opera fu un vero successo, a tal punto che il team si mise subito al lavoro per un sequel, pubblicato tre anni dopo e destinato a chiudere idealmente l'arco narrativo di Amicia De Rune e del suo fratellino Hugo. Ecco perché non stupisce che quelle narrate in Resonance: A Plague Tale Legacy siano vicende che fanno da prequel a questa storia, portandoci precisamente indietro di 15 anni fino al 1333. Non solo, perché anche l'ambientazione sarà decisamente diversa: dimenticate la Francia, perché questa volta ci trasferiremo in luoghi ben più caldi, seppur sempre poco ospitali.
La protagonista della storia è Sophia, rispettata capitana che accoglie la coppia sulla sua nave, prima di essere coinvolta in vicende più grandi di lei, in grado di rievocare l'oscurità del suo passato. Difficile dimenticarsi di un personaggio così impattante sulla storia di Amicia e Hugo, seppur con un “minutaggio” a schermo ridotto. Resonance si propone l'obiettivo di approfondire le origini della capitana, salvata dal convento in cui era stata abbandonata dal gruppo di banditi capeggiato dal padre Alec. La storia subisce rapidamente un'evoluzione molto particolare: Sophia era infatti sottoposta a esperimenti volti a farle avere strane visioni, che il padre usa per avventurarsi sulla misteriosa isola del Minotauro. Un'escursione di troppo causa però la sua morte, lasciando Sophia nelle mani del suo complice Faro. Divenuta ormai adulta, però, la nostra eroina è pronta a scoprire cosa si nasconde sull'isola di Creta e una serie di catastrofici eventi glielo permetterà.
Forte, fiera e avventurosa, Sophia sarà accompagnata dall'amica Leni e dovrà orientarsi nel leggendario labirinto, alla ricerca del tesoro che suo padre prima e la banda di briganti poi hanno inseguito senza mai raggiungerlo. Alcuni appunti contenuti in un particolare diario, comprensivi anche dei disegni della protagonista da bambina, l'aiuteranno ad orientarsi, sebbene l'isola sia pronta a custodire gelosamente i suoi segreti, difendendoli con ogni mezzo. Questa, senza addentrarsi ulteriormente nella trama, è la storia che Resonance: A Plague Tale Legacy si propone di narrare, consentendo ai giocatori di approfondire la loro conoscenza di Sophia. Seppur senza eccessivi riferimenti alla serie principale, considerato anche il periodo antecedente a tali eventi, si avvertiranno fin dalle prime fasi le vibes tipiche di A Plague Tale, che faranno ovviamente felici gli amanti della saga.

Il gameplay di Resonance: A Plague Tale Legacy
Chi ha imparato negli anni ad apprezzare la saga di Asobo Studio sa che momenti più dinamici si alternano ad altri in cui la tensione sale alle stelle e dove, a volte, il profilo basso può essere la strada da preferire. Ebbene, Resonance: A Plague Tale Legacy prende in parte le distanze da questa formula, proponendo un gioco d'azione e avventura in cui Sophia non esiterà a sfruttare la sua abilità in combattimento per sopraffare i nemici. I primi capitoli fungono da tutorial, spiegandoci come potremo difenderci dagli attacchi e rispondere per le rime, oltre a scoprire che la nostra protagonista sarà chiamata a completare alcune sezioni prettamente platform, superando baratri e ostacoli.
Durante le prime fasi, Resonance sembra un curioso ibrido tra Uncharted e God of War: salti ed esplorazioni, ma anche tante battaglie contro ondate di nemici. Sbloccare gli amuleti, le lame aggiuntive e i talenti con cui potremo rendere Sophia più versatile non fa che rafforzare questa sensazione, non necessariamente negativa. Se avete amato alla follia gli angoli scuri, la costante minaccia dei topi e la possibilità di morire per ogni mossa sbagliata, sappiate che questo prequel di A Plague Tale potrebbe lasciarvi inizialmente interdetti. Fortunatamente, basterà addentrarsi nell'isola per riabbracciare le sensazioni che Asobo Studio si è dimostrata maestra nel regalare. Non mancherà inoltre un twist oscuro, legato alla natura stessa dell'isola.
Essendo il labirinto uno degli elementi chiave, infatti, avremo non soltanto zone in cui dovremo dominare la nostra tensione, ma ci troveremo anche di fronte a numerosi enigmi da risolvere, basati sui classici giochi di luce con gli specchi, ma non solo. Interessante l'evoluzione della chiave sferica della protagonista, che diventerà in grado di mostrare messaggi e segni nascosti stratificando la proposta e spingendo a ragionare quando ci troveremo davanti a un problema. Spesso le soluzioni saranno relativamente dirette, ma non mancheranno sezioni soprattutto avanzate in cui dovremo dar fondo alle abilità di Sophia per uscire dai guai.
Meglio di Teseo
Come abbiamo anticipato, Resonance: A Plague Tale Legacy non è soltanto enigmi e piattaforme, ma anche tanto combattimento. Sophia dimostra infatti fin da subito una propensione a lanciarsi senza paura negli scontri, sfruttando le armi a sua disposizione per sopraffare i nemici. Di base potremo utilizzare una lama principale, accompagnata da un pugnale per mettere a segno potenti colpi critici e un rampino per attirare nemici e magari prendersi cura degli arcieri. Sarà inoltre possibile sferrare un calcio per spezzare le difese degli avversari e sbilanciarli, puntando persino a farli cadere da varie sporgenze.
Proprio la difesa è un altro elemento importante di Resonance: Sophia potrà affidarsi a una schivata e a un sistema di parry, grazie al quale, concatenando parate con il giusto tempismo, potremo stordire i rivali. Sarà fondamentale fare attenzione a eventuali attacchi imparabili o potenti, indicati da specifiche colorazioni, pensando e agendo molto rapidamente. Questo anche perché la nostra barra della salute sarà tutt'altro che vasta e dovremo quindi tentare di subire meno danni possibile per sopravvivere. Fortunatamente il gioco offre un sistema di checkpoint piuttosto generoso, senza contare che potremo scegliere tra ben 5 livelli di difficoltà, compreso uno che offre dei parry automatici, così da consentire di godersi appieno la storia.
Avanzando nell'isola, Sophia avrà inoltre modo di guadagnare punti Risonanza, che l'immergeranno ancora di più nel suo legame con il passato. Oltre a fare da leva per l'evoluzione della trama, che propone anche sequenze che ci faranno tornare indietro nel tempo, questo meccanismo consente di potenziarsi mediante un albero delle abilità composto da skill che richiamano i miti greci. Otterremo vantaggi dalle schivate, calci più efficaci e molto altro ancora. Ovviamente, scegliere la giusta direzione in cui evolvere il personaggio sarà fondamentale per superare gli scontri più duri, sebbene sia possibile resettare i punti Risonanza assegnati per ridistribuirli a nostro piacimento. Un meccanismo non inedito, ma che funziona a dovere anche in Resonance e che farà sicuramente felici gli amanti dei giochi d'azione e avventura.

Il comparto tecnico di Resonance: A Plague Tale Legacy
Se quindi le meccaniche di gioco convincono senza realmente stupire, dove il titolo di Asobo Studio riesce a dare il massimo è a livello di ambientazione. L'isola di Creta è affascinante sia nei suoi spazi aperti, immersi nel verde e nei colori, sia nelle zone anguste e a tratti lugubri, dove tra le rovine di una civiltà scomparsa si celano minacce di ogni tipo. Il comparto tecnico del gioco supporta in maniera egregia le atmosfere: tonalità frizzanti si alternano a quelle scure, accompagnate da una colonna sonora di primissimo livello. Inoltre gli effetti, come gli schizzi di sangue dei nemici, e i giochi di luce sapranno regalare grandi emozioni. Il gioco è inoltre doppiato in un ottimo inglese, con sottotitoli in italiano che permetteranno a chiunque di seguire le vicende di Sophia senza fatica.
Con il passare delle ore, inoltre, i toni diverranno volutamente via via più tetri, quasi a volersi idealmente ricollegare alle origini della saga. I picchi raggiunti da Innocence e Requiem non sono lontani, sebbene la storia narrata sia diversa da quella che ci ha svelato le vicende della famiglia De Rune. Parlando invece della longevità, per terminare l'avventura di Sophia e scoprire i segreti dell'isola saranno necessarie tra le 15 e le 20 ore. Ovviamente se sarete interessati a recuperare ogni manufatto nascosto, sfruttando magari la pratica selezione capitolo disponibile fin dalle prime fasi, dovrete mettere in conto di tornare a visitare stanze e corridoi dell'isola ancora per qualche ora. Nel complesso, comunque, si tratta di una durata commisurata agli standard dei giochi che mischiano azione e avventura, che dà modo al team di approfondire vari aspetti della personalità della protagonista senza eccessive diluizioni.
Chiudiamo con un accenno alla stabilità del gioco, che risulta sempre fluido e privo di problemi su PlayStation 5, anche in una fase preliminare come quella in cui il titolo si trova in sede di recensione e dunque privo dell'immancabile patch al day one. I comandi sono responsivi e precisi, sebbene la mappatura risulti inizialmente destabilizzante. La corsa sarà affidata ai grilletti dorsali, mentre le interazioni alla pressione della levetta analogica: una scelta particolare a cui fortunatamente ci si abituerà con il passare dei minuti. Ottime anche le opzioni presenti nel menu, che consentiranno di adattare l'esperienza sulla base delle proprie esigenze.
Il Platino di Resonance: A Plague Tale Legacy
Sebbene, avendo avuto la fortuna di recensire in anteprima per voi la nuova avventura di Asobo Studio, non abbiamo potuto dare un'occhiata alla lista trofei, la stessa è fortunatamente già apparsa online. Relativamente alle coppe di Resonance: A Plague Tale Legacy, una buona parte si otterrà proseguendo con la storia principale e cercando i vari oggetti nascosti nelle aree che andremo ad esplorare. Dovremo infatti ottenere tutte le Reliquie, gli Amuleti e le Lame, completando la raccolta di collezionabili. Nell'elenco non mancano nemmeno coppe legate a specifiche azioni in combattimento, così come altre che ci chiederanno di potenziare al meglio Sophia. Data l'assenza di trofei alla difficoltà, però, si tratta di un Platino accessibile per la maggior parte dei cacciatori.
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