The Green Light – Recensione Speedrun
Ci sono giochi che nascono con l'idea di raccontare una storia piuttosto che offrire spunti di gameplay: tra questi abbiamo The Green Light, protagonista della nostra recensione. Sviluppato dal team indipendente di Waleedzo, il gioco arriva su console grazie a Take IT Studio! e si propone di portarci nella mente di un uomo tormentato.
Piacere, sono Fred, e questa è la mia vita
In un mondo sempre più tecnologico è facile che il proprio lavoro richieda di passare ore davanti allo schermo di un PC. Il sottoscritto lo sa bene, dovendosi destreggiare con queste diaboliche macchine sia nelle ore diurne, sia una volta fuori dall'ufficio, per gestire varie ed eventuali. E, come se non bastasse, gli smartphone sono oggigiorno pronti a offrirci migliaia di altre interazioni, spesso superficiali e trascurabili.
Questa sorta di alienazione è la stessa che vive Fred, un uomo intrappolato in un lavoro d'ufficio tutt'altro che soddisfacente, soggiogato da un capo despota e con il desiderio di dedicarsi alla pittura, represso sotto dosi di pillole e di scuse. Una vita a metà, che molti potrebbero definire sprecata. Desideri accantonati in favore di una stabilità che toglie respiro ed energie. Ecco perché il blackout durante l'ennesimo turno notturno diventa l'occasione per fuggire. La voce da una radiolina lo guida a rompere le catene e uscire dalla monotonia della sua vita, inseguendo la luce verde emessa da un faro destinata a renderlo finalmente libero.
The Green Light è un walking simulator in cui seguiremo la storia di Fred: un horror psicologico in cui la mancanza di luce porta il protagonista ad assistere a eventi decisamente particolari. Il titolo gioca sempre sul filo del mistero, lasciandoci dedurre se tutto sia un parto mentale del protagonista o se vi sia qualcosa di reale nelle vicende a cui assisteremo. L'intera storia si conclude in un'ora circa, senza però particolari sussulti o colpi di scena ma piuttosto con una narrazione che procede compassata e con qualche zoppia tecnica e strutturale.

Il gameplay di The Green Light
Abbiamo già anticipato che quello di Waleedzo è un walking simulator, in cui esplorare varie aree e risolvere semplici puzzle ambientali. Di tanto in tanto, inoltre, assisteremo a eventi soprannaturali e alla comparsa di uno strano e ricorrente manichino, che per la maggior parte del tempo offrirà jumpscare prevedibili (e dunque non spaventosi) oppure momenti caotici quasi fuori luogo. Non ci sarà mai una vera minaccia e potremo semplicemente ignorarla e proseguire con la nostra esplorazione.
A questa impalpabilità horror si unisce una certa incoerenza nella gestione degli enigmi: alcuni oggetti saranno inspiegabilmente usa e getta, come un piede di porco, un'ascia e così via. Il tutto toglie naturalezza all'esperienza e rende la risoluzione dei puzzle un girovagare costante tra le varie location, che saranno una manciata divise in spazi chiusi e aperti. Gli enigmi, di per sé, sono relativamente semplici e consistono nel trovare certi oggetti e usarli nel modo giusto. Nessun momento alla Broken Sword, quindi né particolari ragionamenti laterali. La realizzazione tecnica rende il primo impatto piacevole, seppur senza strafare. I giochi di luce offerti dalla nostra lanterna sono curati, così come un comparto audio in grado in certi momenti di generare la giusta tensione.
L'intera avventura si esaurisce comunque molto rapidamente, lasciando una sensazione d'incompiuto in cui elementi che dovrebbero essere lovecraftiani (tentacoli compresi) si sviluppano solo marginalmente, complice anche la longevità ridotta. Questa rimane comunque commisurata a un prezzo di budget, tipico delle produzioni indipendenti, che consente in parte di salvare The Green Light dal naufragare verso i meandri dell'oceano, mantenendo uno spiraglio di luce (verde) per attirare i curiosi. Da sottolineare, però, un ulteriore piccolo ostacolo: il gioco non è localizzato in italiano, dunque per comprendere al meglio la storia sarà necessario masticare un po' d'inglese.
Il Platino di The Green Light
Trattandosi di un gioco narrativo, peraltro molto breve, non sorprende scoprire che la lista trofei di The Green Light è anche molto lineare. Sarà sufficiente leggere le varie note presenti nel gioco e arrivare ai titoli di coda per sbloccare tutte le 11 coppe presenti nell'elenco, accompagnate da un Platino tanto semplice quanto scintillante, pronto ad aggiungersi in meno di un'ora agli altri nella vostra bacheca.
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