The Alighieri Circe: Dante's Bloodline – Recensione
Il team romano di One O One Games ci offre una nuova interpretazione della Divina Commedia con The Alighieri Circe: Dante's Bloodline, di cui vi parliamo nella nostra recensione. L'erede della famiglia Alighieri si troverà suo malgrado impegnato in una lotta che dura da secoli: evitare che l'Inferno si riversi sulla Terra. Saremo infine usciti a riveder le stelle?
Per me si va ne la città dolente
Gabriele, ultimo degli Alighieri, è il protagonista della nostra avventura. Non si tratta di una figura solitaria o tormentata in senso specifico: ha una moglie di nome Dalila e una figlia, Ginevra, con cui interagiremo anche nel corso degli eventi. Non è un reietto, ma piuttosto una persona normale con ansie e paure, che si trova suo malgrado invischiato in una situazione più grande di lui, legata al suo cognome.
Gli Alighieri, appunto: una stirpe maledetta, che dal momento dell'ingresso di Dante all'Inferno si tovano coinvolti in un circolo vizioso. Periodicamente, il reame dei dannati tenta di invadere la Terra, attacco che può essere fermato solo eseguendo uno specifico rituale. Per completarlo, l'erede degli Alighieri, Gabriele nel nostro caso, è chiamato ad avventurarsi nell'Abisso e risolvere una serie di prove, recuperando le pagine originali della Divina Commedia. Fermando l'invasione, si avrà diritto a un periodo di pace, al termine del quale il ciclo ripartirà.
La narrazione offre fin da subito spunti molto interessanti, con ovvi e numerosi rimandi alla Divina Commedia ma anche con dettagli inediti studiati dai ragazzi di One O One Games. La cura riposta nel gioco sotto questo aspetto è tanta, come si deduce anche dalle note, dalle citazioni e dai piccoli dettagli che ci faranno sentire nitidamente nei panni di un membro degli Alighieri. Il tutto viene inserito in una struttura di gioco classica ma efficace: un punta e clicca vecchia scuola, in cui i ragionamenti vincono sulla forza bruta.
Il gameplay di The Alighieri Circe: Dante's Bloodline
Le disavventure di Gabriele hanno inizio nella vecchia villa di famiglia, in cui sua madre e suo nonno prima di lei sono impazziti dopo aver completato il rituale. La preoccupazione del nostro protagonista è dunque tanta, considerato che nessuno sa ciò che lo attende nell'Abisso, uno spazio plasmato da eventi, ansie e paure che hanno segnato la vita di chi lo esplora. Quello di Gabriele è uno spazio calcificato, in cui la monotonia del bianco e del grigio è spezzata dal cremisi del sangue. Un'interpretazione visiva singolare dell'Inferno dantesco, che ancora una volta mette in evidenza l'impegno del team.
L'esplorazione degli ambienti avviene in prima persona, alternando momenti in cui saremo nel mondo reale ad altri in cui ci sposteremo nell'Abisso, osservando panorami onirici e a tratti disturbanti. The Alighieri Circe: Dante's Bloodline non è però da intendersi come un horror in stile The Sinking City, ma piuttosto come una sorta di oscura visione. Non aspettatevi scare jump o momenti espressamente gore, ma piuttosto una tensione di fondo che vi terrà sempre sulla corda. L'atmosfera che si crea è piacevole, sebbene ci siano momenti in cui il gioco sembra voler accelerare senza darci il tempo di comprendere al meglio gli eventi.
Dove invece ci si trova inevitabilmente a rallentare è davanti agli enigmi ambientali. Le prove che Gabriele dovrà affrontare per completare il rituale sono tre, ma gli enigmi saranno un numero leggermente maggiore. La varietà è buona, così come la realizzazione generale, sebbene nella breve durata della storia non ci sia margine per affrontare grandi sfide. Non sono mai presenti informazioni a schermo, ma tutto è lasciato all'interpretazione del giocatore. Questa scelta potrebbe spiazzare, ma si sposa bene con l'idea di un viaggio nell'ignoto. La presenza di un antenato a guidarci avrebbe comunque lasciato margine per dei suggerimenti, che non saranno presenti. Preparatevi dunque a meditare anche con la console spenta su alcuni puzzle che potrebbero bloccarvi.

Del viver ch'è un correre a la morte
The Alighieri Circe: Dante's Bloodline, va sottolineato, non è un titolo dalla longevità stupefacente. I più abili potranno infatti completare l'avventura in meno di tre ore, raggiungendo rapidamente il climax che porterà alla conclusione della storia di Gabriele. La narrazione generale è molto piacevole, complice anche la presenza di un doppiaggio in italiano di grandissima qualità, che consente di percepire le emozioni dei protagonisti. Dispiace solo che il finale sembri arrivare troppo rapidamente, lasciandoci una finestra ridottissima per metabolizzare gli eventi e le scelte a cui andremo incontro.
Nel complesso, comunque, il lavoro svolto da One O One Games è encomiabile: oltre ad aver creato un Abisso turbante e avvolgente nella sua oscura teatralità, il team è riuscito a darci uno scorcio diverso ma comunque familiare dell'Inferno dantesco. Alcuni elementi potevano essere affinati e probabilmente qualche piccolo aiuto avrebbe sgravato l'opera da eccessivi ragionamenti, ma anche così è innegabile che The Alighieri Circe: Dante's Bloodline sia un titolo godibile da chiunque, appassionato o meno delle avventure punta e clicca.
Da sottolineare anche un comparto tecnico di grande qualità. La grafica risulta sempre pulita, così come un comparto audio che riesce a sottolineare al meglio i momenti più concitati della storia. Buona anche la realizzazione tecnica, sebbene le interazioni siano relativamente limitate e legate alla pressione di un singolo tasto. Forse, sotto questo aspetto, si poteva lavorare per una gestione migliore dei comandi sfruttando il DualSense di PlayStation, ma anche così non ci sono momenti particolarmente critici o difficoltà insormontabili.
Il Platino di The Alighieri Circe: Dante's Bloodline
La lista trofei di The Alighieri Circe: Dante's Bloodline include un totale di 18 coppe, comprensive di un luccicante Platino. Per aggiungerlo alla propria bacheca non sarà sufficiente però completare la storia di Gabriele, ma anche cercare in vari meandri dell'Abisso. Bisognerà recuperare le memorie del protagonista, trovare le pagine del diario e completare una serie di azioni di miscellanea. Nulla di complesso, comunque, per un Platino che può essere agguantato anche senza passare dal Purgatorio.
L'articolo The Alighieri Circe: Dante's Bloodline – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.
