NBA 2K27
NBA 2K27 è uno di quei capitoli che, già dalle prime partite, dà la sensazione di voler fare qualcosa in più rispetto al semplice aggiornamento annuale. Non cambia completamente la formula della serie, e probabilmente non era nemmeno necessario farlo, ma interviene su molti degli elementi che negli ultimi anni avevano iniziato a mostrare qualche limite.
Il risultato è un NBA 2K più ricco, più spettacolare e soprattutto più convincente sul parquet. E, per quanto mi riguarda, anche uno dei capitoli che mi ha divertito di più negli ultimi anni.
Un impatto grafico davvero impressionante
Partiamo da uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente: la grafica è eccezionale.
NBA 2K è da anni un punto di riferimento tra i videogiochi sportivi, ma NBA 2K27 riesce in alcuni momenti ad avvicinarsi ancora di più alla sensazione di assistere a una vera partita televisiva.
I modelli dei giocatori, le animazioni, l'illuminazione del parquet, il pubblico, le arene e soprattutto la fluidità con cui i cestisti si muovono contribuiscono a creare un impatto visivo davvero notevole. Non è soltanto una questione di texture o numero di poligoni: è il modo in cui tutto si muove insieme a rendere credibile ciò che vediamo.
Una parte importante del risultato deriva ancora una volta da ProPLAY, che in NBA 2K27 porta oltre 7.000 nuove animazioni ricavate dal basket NBA reale.
Quando si riconoscono i movimenti, le esitazioni, gli arresti o il modo di concludere di alcuni giocatori, NBA 2K27 riesce quasi a cancellare per qualche secondo la distanza tra videogioco e partita reale.
Finalmente si percepisce l'innovazione
La cosa che ho apprezzato maggiormente è però un'altra: quest'anno le novità si sentono realmente giocando.

L'attacco offre più possibilità creative. Ci sono nuovi step-through e up-and-under, un Dynamic Layup Engine capace di modificare le conclusioni in aria, un sistema di schiacciate più logico e soprattutto una personalizzazione del palleggio decisamente più profonda, con i pacchetti suddivisi in 29 movimenti individuali.
Sono modifiche che, sommate, rendono l'uno contro uno molto più interessante.
Anche la difesa è stata rivista. Il sistema hands-up, le contestazioni dei tiri, i Defensive Cutoff e soprattutto le nuove collisioni cercano di dare maggiore importanza al posizionamento e al tempismo del difensore. Il contatto non dovrebbe quindi essere soltanto un'animazione: il gioco considera anche gli attributi dei due giocatori per stabilire, ad esempio, se un contatto possa far perdere il pallone.
Ed è probabilmente proprio qui che NBA 2K27 mostra il suo potenziale maggiore: quando riesce a trasformare le caratteristiche dei giocatori reali in differenze percepibili pad alla mano.
Un basket più ragionato
Interessante anche il nuovo sistema Takeover.
Adesso è articolato nelle cinque discipline Shooting, Finishing, Playmaking, Defense e Rebounding, ognuna con un proprio indicatore e sei livelli di progressione.
Mi piace perché spinge a giocare realmente secondo le caratteristiche del proprio atleta invece di aspettare semplicemente l'attivazione di un bonus.
Sono stati inoltre migliorati i controlli avanzati e il Rhythm Shooting, mentre l'intelligenza artificiale promette letture più realistiche delle situazioni offensive e difensive, comprese strategie capaci di adattarsi ai matchup durante la partita.

Non significa che tutto sia perfetto. Ci sono ancora situazioni nelle quali le animazioni prendono il sopravvento sulla sensazione di controllo e momenti nei quali l'IA potrebbe leggere meglio ciò che sta succedendo. Sono proprio questi dettagli che ricordano come la serie abbia ancora margine per evolversi.
The City cambia davvero
Anche The City riceve una delle trasformazioni più importanti.
Per la prima volta diventa Co-Ed: MyPLAYER maschili e femminili possono giocare insieme nelle modalità della City. Il sistema utilizza lo stesso framework per tutti e basa le prestazioni sulle caratteristiche della build — altezza, apertura alare, attributi e badge — anziché sull'aspetto del personaggio.
Non è l'unica novità.
REC, Theater, Ante-Up e Seasonal Parks ricevono nuovi ambienti; Street Kings comprende una ricostruzione del leggendario Rucker Park, mentre Crew HQ diventa una vera base dedicata alle squadre, con campi, partite private, progressione Crew e competizioni ranked.
Molto intelligente anche Casual Corner, pensato per permettere ai giocatori meno esperti di prendere confidenza con il multiplayer prima di entrare nelle zone più competitive.
La City continua comunque a essere un ambiente estremamente ricco di sistemi, progressioni e attività. A volte persino troppo. In futuro mi piacerebbe vedere ancora più immediatezza: meno tempo tra menu, spostamenti e sistemi secondari e ancora più attenzione al basket vero e proprio.
MyPLAYER diventa ancora più profondo
Il Builder è probabilmente uno dei sistemi sui quali gli appassionati passeranno più tempo.

NBA 2K27 introduce 53 Badge, di cui 19 nuovi, e ogni build parte con 20 slot distribuiti fra sei discipline, con Physicals che si aggiunge alle categorie tradizionali. I Badge Token possono poi essere guadagnati e utilizzati per costruire il proprio giocatore.
A questo si aggiunge il nuovo Synergy System, con 16 slot complessivi, oltre alla possibilità di creare differenti Badge Loadout e cambiarli prima delle partite in funzione dell'avversario.
È un sistema molto profondo e probabilmente serviranno parecchie ore prima di comprenderne tutte le possibilità.
MyCAREER: una delle novità più interessanti
Qui NBA 2K27 ha avuto un'idea che personalmente trovo bellissima: MyCAREER Eras.
Non siamo più obbligati a vivere la nostra carriera esclusivamente nella NBA contemporanea. Possiamo iniziare in cinque differenti epoche: Magic vs. Bird (1984), Jordan (1991), Kobe (2003), LeBron (2010) e Steph (2016). Cambiano roster, regole e persino la presentazione televisiva, con HUD, grafiche e filtri specifici dell'epoca.
È esattamente il genere di innovazione che vorrei vedere più spesso in una serie annuale: non una semplice aggiunta cosmetica, ma qualcosa capace di cambiare il modo in cui immaginiamo la nostra carriera.
Per chi preferisce l'esperienza moderna c'è invece Fire & Concrete, una storia cinematografica composta da 11 capitoli, più del doppio della durata della storia dell'anno precedente, che accompagna il giocatore dalle superiori alla G League e infine alla NBA.

C'è persino la possibilità, per la prima volta, di invitare un amico direttamente nella propria MyCAREER attraverso il sistema Running Mate.
MyNBA è enorme
Per chi ama la componente manageriale, NBA 2K27 continua a essere quasi un gioco nel gioco.
MyNBA introduce oltre 20 aggiornamenti richiesti dalla community, interviene su free agency, contratti, CBA, trade e dinamiche interne della squadra. Arrivano inoltre il sistema GM Trust, amicizie e rivalità tra giocatori e nuove possibilità di personalizzazione della lega.
Ma la follia più interessante è probabilmente MyNBA Legacy, che può svilupparsi lungo un universo di 100 anni, con carriere e persino discendenti che ereditano caratteristiche dai giocatori precedenti.
È una modalità destinata soprattutto agli appassionati più hardcore, ma dimostra quanto NBA 2K27 sia diventato gigantesco.
MyTEAM
Anche MyTEAM riceve diverse modifiche.
The Exchange permette ora di utilizzare praticamente qualsiasi Player Card idonea della propria collezione, mentre il nuovo sistema Player XP consente alle carte di crescere attraverso l'utilizzo sul campo. Tornano modalità come Triple Threat Online e Clutch Time Online e viene introdotta un'Auction House unificata tra PS5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2.
È una quantità enorme di contenuti e sarà interessante capire soprattutto nel lungo periodo quanto bene verranno bilanciati progressione, ricompense ed economia.

Bellissimo, ma può diventare ancora migliore
NBA 2K27 mi è piaciuto davvero tanto.
È spettacolare graficamente, molto ricco e soprattutto riesce finalmente a trasmettermi quella sensazione di innovazione che non sempre avevo percepito nei capitoli precedenti.
Il gameplay è più vario, la fisicità è maggiormente presente, MyCAREER Eras è un'idea eccellente e la quantità di modalità è impressionante.
Ma proprio perché la base è così buona, si notano ancora di più gli aspetti sui quali 2K può continuare a lavorare.
Vorrei una risposta ai comandi ancora più naturale, meno situazioni nelle quali si percepisce il peso delle animazioni, un'intelligenza artificiale ancora più consistente e una maggiore semplicità in alcuni sistemi che ormai sono diventati enormi. Anche progressione ed equilibrio delle modalità online saranno elementi fondamentali da valutare durante l'intero ciclo di vita del gioco.
Non considero quindi NBA 2K27 il punto di arrivo della serie.
Lo considero piuttosto un passo importante nella direzione giusta.
È uno dei capitoli che più mi ha impressionato visivamente e che, soprattutto, mi ha restituito il piacere di scoprire cosa sia cambiato da un anno all'altro. NBA 2K27 è già un bellissimo gioco, ma ha ancora spazio per diventare qualcosa di ancora più grande.
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