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Woodo – Recensione

Il piccolo team di Tiny Monks Tales, in collaborazione con Daedalic Entertainment, porta su console l'affascinante Woodo, di cui vi parliamo nella nostra recensione. Pensato come un puzzle game cozy, questo titolo ha come protagonista una volpe che rivive i suoi ricordi d'infanzia, passati in campagna. Il tutto sotto forma di scene da riassemblare pezzo per pezzo con una serie di elementi in legno.



Diorama-rama



Se cercate l'etimologia della parola “diorama”, scoprirete che deriva dal greco e, nello specifico, dall'unione di diá (“attraverso”) e hórama (“vista”). Il significato è dunque letteralmente “guardare attraverso”, una definizione che si adatta perfettamente al puzzle game di cui stiamo per parlarvi. Con Woodo, infatti, ci troveremo ad osservare, sotto forma appunto di diorami, i ricordi d'infanzia di Foxy, una volpe di città che viene inviata in campagna e fa la conoscenza della rana Ben. La coppia vivrà una serie di avventure, raccontate appunto mediante immagini statiche che dovremo ricomporre.



Il gioco si apre in maniera diretta, persino senza un menu da cui avviare la campagna o modificare le opzioni. Ci troveremo di fronte a un forziere, da riassemblare secondo le meccaniche che reggono l'intera esperienza. Sul lato destro dello schermo avremo una lista di elementi in legno, che potremo selezionare e che dovranno essere collocati in posizione corretta nello schema. Il baule è una sfida relativamente semplice, che completeremo in pochi istanti mentre la voce narrante di Foxy ci spiega che al suo interno si celano appunto i ricordi di lei bambina.



Avremo così accesso al vero e proprio menu, dal quale appunto potremo addentrarci nella storia principale, regolare alcuni parametri e gestire eventuali contenuti bonus, come ad esempio un jukebox per ascoltare la colonna sonora oppure opzioni per modificare l'aspetto di Foxy e Ben. Nessuna modalità secondaria, nessuna sfida aggiuntiva: soltanto noi, un mondo di ricordi e una serie di diorami da ricostruire, per rivivere le avventure della coppia e calarci in un mondo caldo, avvolgente e pieno di ricordi.




Il gameplay di Woodo



Il forziere che racchiude l'intera storia fornisce un primo assaggio delle meccaniche di Woodo, che rimarranno pressoché invariate per tutta la durata dell'avventura. Di base, saremo sempre accompagnati dalla voce di Foxy, che ci spiegherà come le singole aree hanno influito su di lei in giovane età. Reminiscenze di odori, come quello del pane fresco o dell'erba, ma anche di eventi e di personaggi. Il tutto viene mostrato mediante diorami semi-statici, che potremo osservare con una visuale isometrica.



L'obiettivo dei giocatori è quello di ricostruire i ricordi, riassemblando i vari puzzle in legno a cui ci troveremo di fronte. Sarà possibile ruotare liberamente la telecamera e zoomare su determinate aree, fissando persino alcuni punti per una maggiore precisione oppure per osservarne i dettagli. Alla nostra destra, sempre presente, un menu a scorrimento pieno di elementi e oggetti. Non avremo a disposizione tutto fin da subito, dato che Woodo fa sì che ci si possa prendere il proprio tempo per studiare, osservare e soprattutto ascoltare.



Il titolo di Tiny Monks Tales abbraccia in toto la sua natura cozy, proponendo un'esperienza rilassata, priva di errori, di ansie e di cronometri a scandire la nostra ricostruzione. Potremo perderci nei piccoli movimenti di foglie e animali, osservare alcune animazioni insolite e persino scoprire alcuni segreti nascosti negli schemi. Il tutto, mentre ci addentreremo sempre di più nella mente della giovane Foxy e scopriremo com'è andata la sua estate bucolica, fatta di amicizie e piccole gioie.



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Musica per l'anima



Per supportare al meglio un gameplay rilassato, Tiny Monks Tales ha ideato una colonna sonora in grado di seguire lo stesso fil rouge. Tracce distese, a tratti quasi malinconiche, che ci portano in un mondo infantile ma mai bambinesco, in grado persino di stimolare ricordi personali nei giocatori che sapranno calarsi appieno nella narrazione e lasciarsi trasportare dagli eventi. Gli argomenti trattati sono semplici, ma sufficientemente emotivi da lasciare un segno in chi mostrerà la giusta sensibilità. La musica è accompagnata anche da un eccellente doppiaggio, disponibile sfortunatamente solo in lingua inglese ma con sottotitoli in italiano.



Lo stile grafico rimane però il punto focale del gioco. La scelta è stata quella di puntare su elementi in legno, che danno davvero la sensazione di essere impegnati nella costruzione di un diorama. Ogni area è ricca di piccoli e grandi elementi, di segreti da scoprire, di dettagli da osservare. Nulla è stato lasciato al caso nei piccoli mondi che trasformeremo da bianchi e freddi in caldi quadretti simili ai libri da colorare che abbiamo amato da piccoli, ma in tre dimensioni. Una dimostrazione che, a volte, non è necessaria una grafica spacca mascella per stupire, ma basta un'idea vincente coltivata con cura e amore.



Nel rispetto però del celebre detto “un bel gioco dura poco”, la longevità di Woodo non sarà esagerata. Per completare l'intera avventura saranno necessarie circa 4 ore, senza troppe possibilità di allungarla se non rigiocando i vari schemi presenti. Certo, sarà possibile aprire il diario di Foxy e leggere tante curiosità, oltre a scoprire le sfide legate ai trofei, ma una volta terminata la storia non rimarrà molto da fare.



Il Platino di Woodo



Trattandosi di un gioco specificatamente cozy, in cui non ci saranno errori o prove a tempo, è facile dedurre che anche l'ottenimento del Platino sia una prova alla portata di qualsiasi cacciatore. La lista trofei di Woodo include un totale di 25 coppe, molte delle quali legate al proseguimento nella campagna. Per altre invece sarà necessario completare semplici azioni di miscellanea, come accarezzare 20 animali, ascoltare messaggi radio e scattare alcune foto. Un Platino per tutti, conquistabile senza alcuno sforzo.




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25 settembre alle 11:50

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