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Deck of Haunts – Recensione

Nel panorama degli strategici indipendenti, sono diverse le produzioni che cercano di distinguersi attraverso meccaniche originali e prospettive inedite. Deck of Haunts, sviluppato da Mantis Games e pubblicato da DANGEN Entertainment e Game Source Entertainment, sceglie di farlo mettendo il giocatore nei panni di una casa infestata, trasformando uno dei grandi classici dell'immaginario horror in un'esperienza strategica che mescola deck building, roguelike e gestione degli spazi.



Dimentichiamo, dunque, il ruolo dell'eroe chiamato a sconfiggere le forze del male: in questa avventura saremo noi la minaccia da cui fuggire. Il nostro compito sarà attirare ignari esploratori tra le mura di un maniero maledetto, manipolarne le paure e condurli lentamente alla follia, sfruttando un arsenale di carte, stanze speciali e terrificanti creature. Ogni corridoio potrà trasformarsi in una trappola e ogni visita in un'occasione per accrescere il nostro potere. Per diventare i padroni assoluti del terrore, tuttavia, non basterà spaventare le nostre vittime: serviranno pianificazione, astuzia e una dimora progettata per impedire a chiunque di raggiungerne il cuore.



Architettare la paura, una carta alla volta



Il fulcro dell'esperienza di Deck of Haunts risiede nella costruzione e nella gestione del nostro maniero. La visuale dall'alto ci permette di osservare gli spostamenti degli intrusi e di studiarne i comportamenti, trasformandoci in una sorta di regista invisibile che può prevedere le loro mosse e decidere come intervenire. Ogni esploratore rappresenta una minaccia, soprattutto quando riesce ad avvicinarsi al cuore della casa: se raggiungerà la sua destinazione, perderemo una porzione della nostra salute, avvicinandoci progressivamente alla sconfitta.



Per fermare gli intrusi avremo a disposizione due strategie principali. La prima, più immediata, consiste nell'eliminarli fisicamente attraverso trappole, creature e stanze capaci di mettere a repentaglio la loro sopravvivenza. La seconda punta invece a prosciugarne l'energia vitale, facendoli sprofondare nella follia. Non si tratta soltanto di scegliere come affrontare gli avversari, ma di individuare il momento più opportuno per sfruttare le risorse a nostra disposizione, cercando di impedire agli esploratori di avanzare troppo all'interno della struttura.



È qui che entra in gioco la componente deck building. Le carte costituiscono il nostro principale strumento strategico e ci consentono di sfruttare abilità ed effetti differenti per controllare ciò che accade all'interno della casa. Con il passare delle notti, il mazzo potrà arricchirsi di nuove possibilità, ampliando le soluzioni a disposizione e permettendoci di adattare progressivamente il nostro approccio. La pianificazione assume quindi un ruolo centrale: conoscere gli strumenti disponibili e utilizzarli con criterio può fare la differenza tra una difesa efficace e un maniero destinato a soccombere.



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Sogni d'oro



In Deck of Haunts, la progressione è scandita dal susseguirsi delle notti, durante le quali dovremo resistere alle incursioni e rendere la nostra dimora sempre più articolata e pericolosa. L'obiettivo è superare quattro settimane, per un totale di 28 notti, affrontando minacce progressivamente più impegnative. Al termine di ogni settimana ci attendono o uno scontro con un boss o una nuova fazione, eventi che introducono ulteriori difficoltà e ampliano il ventaglio delle abilità da affrontare e sfruttare. Gli avversari, infatti, non si limitano a un unico gruppo di curiosi desiderosi di esplorare un edificio abbandonato. Con l'avanzare della partita entreranno in scena figure sempre più pericolose, dai poliziotti ai vescovi, fino agli araldi. Ogni nuova fazione contribuisce a modificare il livello della sfida, costringendoci a rivedere le nostre strategie e a prestare maggiore attenzione alla disposizione degli ambienti e alla gestione delle risorse.



La costruzione del maniero rappresenta pertanto un elemento fondamentale. Ampliare la struttura significa avere maggiori possibilità di organizzare la difesa, predisporre percorsi insidiosi e sfruttare le caratteristiche delle diverse stanze. Il cuore della casa rimane il nostro punto debole, ed è proprio attorno alla sua protezione che ruota l'intera esperienza: ogni decisione deve essere presa considerando non soltanto l'efficacia immediata di una trappola, ma anche le conseguenze che potrebbe avere sul percorso degli intrusi.



L'impostazione roguelike contribuisce a rendere la progressione una sfida da affrontare con attenzione, premiando la capacità di adattarsi alle situazioni e di sfruttare al meglio ciò che si ha a disposizione. Deck of Haunts costruisce così un'esperienza nella quale strategia, gestione degli spazi e utilizzo delle carte si intrecciano, mettendo al centro un concetto tanto semplice quanto efficace: trasformare la casa stessa in un'arma.




Un maniero ricco di personalità



Dal punto di vista grafico, Deck of Haunts propone una visuale isometrica che permette di osservare gli ambienti dall'alto e di seguire gli spostamenti dei personaggi all'interno della struttura. L'inquadratura si presta bene alla natura strategica del gioco, consentendo di leggere la disposizione delle stanze e di tenere sotto controllo ciò che accade durante le incursioni. Il comparto visivo si dimostra curato e piacevole, con modelli riconoscibili e una buona varietà di ambienti. Le stanze presentano caratteristiche differenti e contribuiscono a dare personalità al maniero, mentre le creature evocabili arricchiscono ulteriormente l'identità visiva dell'esperienza. Il risultato è un mondo di gioco che riesce a sostenere il tema horror senza rinunciare alla chiarezza necessaria per gestire efficacemente le diverse situazioni.



Anche la possibilità di osservare la casa nel suo insieme contribuisce a rafforzare il legame tra componente estetica e gameplay. Gli ambienti non rappresentano soltanto uno sfondo sul quale si svolgono gli eventi, ma costituiscono il fulcro delle nostre strategie, diventando parte integrante del sistema di difesa. Sul fronte sonoro, invece, la produzione non riesce a distinguersi con la stessa incisività. Gli effetti audio svolgono comunque il proprio compito e accompagnano adeguatamente le azioni, mentre la colonna sonora sostiene l'atmosfera senza diventare un elemento particolarmente memorabile. Si tratta di un comparto funzionale, che accompagna l'esperienza senza raggiungere le vette qualitative della componente visiva.



Tra gli aspetti meno convincenti di Deck of Haunts troviamo l'assenza della lingua italiana, sia a livello di parlato che soprattutto di sottotitoli. Una mancanza che può rappresentare un ostacolo, considerando anche la natura strategica del titolo e l'importanza di comprendere le carte, le abilità e le caratteristiche delle diverse minacce. In un gioco nel quale la pianificazione e la conoscenza delle proprie possibilità sono fondamentali, la comprensione degli effetti e delle informazioni fornite a schermo assume un ruolo tutt'altro che secondario. Chi non possiede una buona familiarità con l'inglese potrebbe quindi incontrare qualche difficoltà nell'approcciarsi pienamente alle meccaniche e nello sfruttare tutte le opzioni disponibili.



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Una casa piena di sfide



Il percorso verso il trofeo di Platino di Deck of Haunts richiede di approfondire le diverse meccaniche del gioco, sperimentando strategie e sfruttando le peculiarità delle stanze e delle carte a disposizione. La lista comprende 42 trofei complessivi, suddivisi in un Platino, 3 Ori, 11 Argenti e 27 Bronzi. Gran parte degli obiettivi è legata alla sperimentazione: dovremo eliminare gli intrusi in modi specifici, farli impazzire, sfruttare particolari stanze e concatenare gli effetti delle carte per soddisfare determinate condizioni. Non mancano obiettivi legati alla crescita del maniero, come raggiungere 30 stanze o costruirne una per ogni tipologia, e altri che richiedono di padroneggiare le meccaniche più particolari del titolo.



La lista comprende anche sfide legate agli scontri con le diverse fazioni e alla modalità Nightmare, nella quale sarà necessario completare tutti e 13 i livelli. Quest'ultimo obiettivo rappresenta uno dei traguardi più significativi del percorso, perché richiede di dimostrare una buona conoscenza delle dinamiche di gioco e una certa capacità di adattamento. Nel complesso, il Platino sembra pensato per chi desidera esplorare a fondo tutte le possibilità offerte da Deck of Haunts, andando oltre la semplice conclusione della campagna.




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