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Il mercato PC crolla del 21%: RAM e componenti sempre più costosi frenano gli acquisti

Il mercato mondiale dei PC attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni. Secondo un nuovo rapporto pubblicato il 22 ottobre da Counterpoint Research, nel terzo trimestre del 2026 le spedizioni globali di computer sono diminuite del 21% rispetto allo stesso periodo del 2025, fermandosi a circa 57 milioni di unità.



Un calo particolarmente significativo, che interrompe una lunga fase di crescita e conferma le difficoltà di un settore alle prese con l'aumento dei prezzi dei componenti. A pesare maggiormente sono i rincari delle memorie RAM, degli SSD e di altri elementi hardware, che stanno rendendo sempre più costoso acquistare un nuovo computer.
Lenovo resta leader, ma tutti i principali produttori perdono terreno



La contrazione coinvolge praticamente tutti i grandi marchi del settore, anche se con differenze importanti.



SPEDIZIONI MONDIALI PC · TERZO TRIMESTRE 2026



Produttore
Unità spedite
Variazione annua



Lenovo
15 milioni
−23%



HP
10,3 milioni
−31%



Dell
7,6 milioni
−25%



Apple
5,6 milioni
−11%



ASUS
5,2 milioni
−7%



Stime di mercato per il trimestre luglio–settembre 2026.



Lenovo mantiene la leadership mondiale, con circa 15 milioni di computer distribuiti, nonostante una flessione del 23%. La situazione più difficile riguarda HP, che registra un calo del 31%, seguita da Dell con il 25%.



Apple e ASUS riescono invece a contenere maggiormente le perdite, registrando rispettivamente diminuzioni dell'11% e del 7%. Entrambe guadagnano così quote di mercato rispetto ai concorrenti, pur vendendo meno computer rispetto all'anno precedente.
RAM e SSD sempre più cari: l'intelligenza artificiale pesa sul mercato



Uno dei principali responsabili della crisi è l'aumento dei costi delle memorie. La crescente domanda di hardware destinato ai data center e all'intelligenza artificiale sta assorbendo una parte significativa della capacità produttiva mondiale, riducendo la disponibilità di componenti per il mercato consumer.



Le conseguenze si fanno sentire soprattutto sui prezzi di RAM e SSD, ma coinvolgono anche processori e schede grafiche.



Secondo le analisi di Omdia, il peso economico di RAM e SSD sul costo dei componenti di un PC è passato da circa il 15% a quasi il 40%, rendendo molto più difficile per i produttori mantenere prezzi accessibili.



Per contenere gli aumenti, alcune aziende stanno privilegiando configurazioni più costose, capaci di assorbire meglio i rincari, mentre diminuisce la disponibilità di computer economici.



Il confronto annuale risente anche di un altro fattore: nel 2025 molti consumatori e aziende avevano anticipato gli acquisti in vista della fine del supporto a Windows 10 e delle incertezze legate ai dazi commerciali. Questo contribuisce a rendere ancora più marcata la contrazione registrata nel 2026.
Cosa cambia per chi gioca su PC?



Per gli appassionati di videogiochi, la situazione potrebbe tradursi in costi sempre più elevati per assemblare o aggiornare un PC da gaming.



Chi desidera passare a 32 GB di RAM, acquistare un SSD più capiente o sostituire la propria scheda grafica deve fare i conti con prezzi sensibilmente superiori rispetto a quelli degli anni precedenti.



Il problema riguarda anche i computer preassemblati e i notebook gaming. I produttori potrebbero essere costretti a proporre configurazioni meno generose, limitando memoria e spazio di archiviazione per mantenere il prezzo finale entro una fascia accettabile.



Non significa necessariamente che ogni componente continuerà ad aumentare di prezzo, ma la pressione sull'intera filiera rende difficile prevedere un ritorno rapido ai livelli precedenti.
Il 2027 non promette una ripresa immediata



Le prospettive a breve termine non sono incoraggianti. Counterpoint Research prevede che le spedizioni mondiali di PC possano diminuire del 27% nel quarto trimestre del 2026, sempre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.



Anche il 2027 potrebbe rivelarsi complicato, con un mercato sostanzialmente stabile sui livelli ridotti raggiunti nel 2026.



Si tratta naturalmente di previsioni, non di risultati già acquisiti, ma il quadro delineato dagli analisti suggerisce che le difficoltà potrebbero proseguire ancora per diversi mesi.



Per chi gioca su PC, il rischio è che aggiornare il proprio hardware diventi un investimento sempre più impegnativo, soprattutto per chi cerca prestazioni elevate senza spendere cifre eccessive.



La crisi non riguarda soltanto il numero di computer venduti: potrebbe influenzare anche le configurazioni hardware che gli utenti potranno permettersi nei prossimi anni.



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1 ora fa

Condiviso da Sam Fisher.Piace a 2 persone

 

Occhio che non conta più quello degli user - come se avesse mai fatto la differenza - ma quello dei producer. Solo che prima i ricavi erano maggiori nei producer ma i soggetti che acquistavano erano prevalentemente user, ora quasi quasi in entrambi i parametri restano solo i producer.