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Planet Zoo 2 – Recensione

A distanza di oltre due anni dal primo capitolo, Frontier Developments ci riporta nei parchi naturalistici con Planet Zoo 2. Questo affascinante gestionale darà modo agli appassionati di creare un mondo ancora più selvaggio, realizzando e amministrando lo zoo dei nostri sogni. Rimboccatevi le maniche, perché quegli animali hanno bisogno di voi!



Du is megl che uan



Come recitava lo storico slogan del Maxibon, con protagonista un giovane Stefano Accorsi, solitamente due sono meglio di uno. Un'affermazione che risulta però molto rischiosa per i videogiochi, dove di tanto in tanto seguiti frettolosi o mal progettati rovinano un'ottima esperienza originale (Dragon Age, Dead Space e Devil May Cry ne sanno qualcosa). Ecco perché quando ci si approccia al secondo capitolo di una saga, solitamente lo si fa con un certo timore: meglio sperare in un prodotto che ampli quanto già visto in passato, o che si svincoli per proporre un'esperienza più fresca? Frontier Developments non ha avuto molti dubbi, considerata anche la natura del suo titolo. Annunciato per il sesto anniversario del gioco originale, Planet Zoo 2 ci mette nuovamente nei panni di costruttori e responsabili di zoo volti alla conservazione della fauna selvatica.



Data l'eccellente base di partenza, il team si è focalizzato sul migliorare gli elementi critici del primo capitolo, che abbiamo anche sottolineato nella nostra recensione. Non si è però soltanto limitato a questo, ma ha ampliato le tipologie di animali presenti, introducendo le specie acquatiche e quelle volanti, collegate ovviamente alla costruzione rispettivamente di acquari e voliere. Andiamo però con ordine, partendo dalle modalità di gioco. Queste sono rimaste invariate, offrendo al giocatore l'immancabile carriera, la modalità sandbox per dare spazio alla propria creatività e quelle in rete, ossia Franchise e Planet Hub. Il focus è ovviamente sulla carriera, in cui dovremo ripristinare una serie di habitat e fare in modo che le varie specie presenti ritrovino l'armonia. Il tutto, senza dimenticarci del profitto, è fondamentale per proseguire efficacemente la nostra attività.



Chi ha affrontato il primo Planet Zoo non farà fatica a sentirsi a casa, dato che questo secondo capitolo ne eredita la struttura e i controlli. L'ottimizzazione su PlayStation 5 rimane ottima, tanto da riuscire a non farci rimpiangere mouse e tastiera, un punto critico per molte opere simili. Esperti o neofiti, inoltre, i primi mondi che andremo a completare svolgeranno anche la funzione di tutorial interattivo, durante il quale impareremo le basi del gioco. Alcuni punti, prima nebulosi e confusionari, sono stati meglio chiariti, permettendo a chiunque di lanciarsi senza problemi nella gestione. Farlo però in maniera efficace sarà una sfida ben più complessa di quanto ci si possa aspettare.



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Il gameplay di Planet Zoo 2



I sei anni che separano Planet Zoo 2 dal suo predecessore si azzerano non appena, DualSense alla mano, ci si lancia nella realizzazione dei propri habitat. Come abbiamo anticipato, infatti, Frontier Developments ha scelto di non stravolgere le meccaniche tanto amate dai fan, ma piuttosto di integrarle con nuovi elementi. L'obiettivo del giocatore sarà sempre quello di creare zone per agevolare la vita di una serie di specie animali più o meno a rischio, attirando visitatori nella propria struttura per guadagnare denaro, necessario a finanziare le nostre attività.



I nostri zoo, infatti, non vivranno soltanto d'amore, ma avranno bisogno di staff dedicato che si occupi di tutte le necessità degli animali e della gestione della struttura stessa. Anche Planet Zoo 2 propone sei diversi specialisti, che potremo assumere per tenere in funzione al meglio ogni elemento. Dovremo nel contempo tenerne d'occhio l'umore e ovviamente valutare le richieste dei visitatori, così da mantenere alto il tasso di felicità e garantirci introiti costanti. Facile sulla carta, meno all'atto pratico. A differenza di altri gestionali (compreso l'amato Planet Coaster), riuscire a far quadrare i conti sarà una discreta impresa, che imporrà un'attenta pianificazione e la riduzione al minimo degli sprechi.



Planet Zoo 2 propone anche un sistema di personalizzazione degli edifici rivisto, utile a dare alle nostre strutture un'identità. I più pigri invece potranno affidarsi a quelle precostruite oppure tuffarsi nel mondo del Workshop, uno dei fiori all'occhiello di Frontier, per scaricare progetti realizzati da altri giocatori. Tutto questo, nella campagna, verrà supportato da una semplice trama incentrata sulla nostra rivalità con un'azienda solo a parole ecologica, ma intenta a distruggere preziosi habitat. Nulla di clamoroso, ma comunque adatto a giustificare il passaggio da uno zoo all'altro e a dare un senso di continuità all'esperienza.




Terra, cielo e mare



Abbiamo già parlato delle novità più radicali introdotte da Planet Zoo 2, ossia l'aggiunta di animali acquatici e volanti. La loro gestione è stata fatta con grande cura, proponendo al giocatore una serie di opzioni per realizzare voliere e acquari. Saranno presenti, ad esempio, sia creature d'acqua salata che d'acqua dolce, il che obbligherà a gestire strutture separate, applicare filtri e molto altro ancora. Dovremo anche valutare la profondità dell'acqua e, come già visto in passato, la compatibilità tra varie specie per evitare che alcune tentino di mangiarne o aggrediscano altre. Allo stesso modo, i volatili avranno bisogno di spazi e cure adeguati. I nostri zoo saranno così ancora più ricchi e animati, pieni di dettagli accentuati dalla spettacolare grafica e dalla grande cura del team nella realizzazione dei modelli poligonali.



Le 136 specie di animali sono poi divise in due tipologie: quelle da habitat andranno, com'è facile intuire, all'interno di zone ampie, all'interno delle quali muoversi liberamente, giocare e socializzare con i loro simili. Diverso discorso per gli animali da mostra, una delle nuove funzioni introdotte in questo secondo capitolo. Si tratta infatti di animali che potremo esporre sfruttando un sistema ridisegnato appositamente per Planet Zoo 2, utile per consentire ai giocatori di realizzare percorsi unici sulla base del loro gusto personale.



Anche questo capitolo propone un ciclo vitale per i nostri animali e la possibilità di liberarli in natura. Questo ci porta a una funzione inedita del gioco, ossia la gestione dei biomi esterni. Potremo infatti creare delle aree per gli animali che riporteremo allo stato selvatico, gestendo la vegetazione e i corsi d'acqua. Alcuni strumenti, come un apposito pennello per piantare rapidamente alberi, agevoleranno il compito su vasta scala. Si tratta di un sistema per certi versi ancora poco pratico, ma molto efficace, grazie al quale potremo persino girovagare nelle zone create e scattare foto dei precedenti inquilini del nostro zoo, liberi ora di muoversi all'interno di un mondo creato ad hoc per loro. Tutto è improntato a dare un senso di responsabilità al giocatore, facendolo sentire parte della salvaguardia degli animali. Un intento nobile, che non possiamo che apprezzare e condividere.



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Il comparto tecnico di Planet Zoo 2



Se quindi le meccaniche, seppur con qualche interessante aggiunta, rimangono fedeli allo stile della serie, è a livello grafico che Planet Zoo 2 ha fatto l'evoluzione più importante. Pur mantenendo l'impronta che abbiamo imparato ad apprezzare negli anni, ogni elemento del gioco è stato rifinito con grande cura, per restituire la sensazione di ecosistemi vivi e dinamici, ma nel contempo realistici. A rubare la scena sono però gli animali, i cui modelli poligonali sono davvero strabilianti. Lo stesso dicasi per le animazioni, ricercate e studiate nei minimi dettagli: dagli sbadigli alla corsa per arrivare, con le nuove specie, a nuotate e voli che faranno invidia alle controparti non digitali.



Lo stesso impegno è stato riposto nel realizzare la campionatura dei suoni, che ci faranno davvero sentire all'interno di un habitat vivo e pulsante, con un'invidiabile biodiversità. Il tutto è supportato da una colonna sonora di altissimo livello, che ha il merito di accompagnare la nostra gestione senza mai diventare invasiva. Una scelta precisa da parte di Frontier, che rispecchia quanto già fatto in passato e che si conferma vincente. Encomiabile anche la fluidità del gioco, che anche nei momenti più concitati e con zoo ed ecosistemi pieni di dettagli non sussulta mai, salvo rari e occasionali rallentamenti. Ottima, come già evidenziato, anche la mappatura dei comandi, che rende la gestione agevole anche utilizzando un controller.



Parlando invece della longevità, completare la campagna richiederà circa 40 ore, ovviamente a patto di non voler da subito ottenere la valutazione massima in ogni zona. Terminati tutti i 18 scenari disponibili, sarà comunque possibile affrontare la modalità Sandbox, dando sfogo al proprio estro creativo, così come la modalità Franchise e quella online. Se vorrete esplorare ogni angolo del gioco e magari puntare a ottenere tutti i trofei, di cui vi parleremo a breve, sarà necessario mettere in conto almeno un centinaio di ore. Un ultimo doveroso accenno va invece fatto alla localizzazione del gioco, che vanta la traduzione di tutti i testi e persino un ottimo doppiaggio in italiano. Questo, assieme alle varie opzioni di accessibilità, si rivela fondamentale per fruire al meglio dell'esperienza, senza possibilità di fraintendimenti.



Il Platino di Planet Zoo 2



Pur proponendo delle modalità online, i cacciatori di trofei saranno felici di sapere che nella lista di Planet Zoo 2 non ci sono richieste che premieranno chi gioca in rete. Per sbloccare il Platino del gioco sarà comunque necessario mettere in conto una discreta quantità di ore, dato che sarà necessario ottenere l'Oro in tutti gli scenari della modalità Carriera. Oltre a questo, bisognerà completare una serie di azioni di miscellanea: alcune saranno praticamente automatiche, come piantare 1000 alberi o far nascere un cucciolo, mentre altre richiederanno più impegno. Dovremo ad esempio completare la ricerca di 80 specie, oppure creare una lezione per ogni aspetto di un animale. Nulla comunque d'impossibile, soprattutto per chi ama il genere e non avrà problemi a investire almeno una cinquantina di ore nella gestione di zoo e habitat.




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49 minuti fa