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Final Fantasy Resonance – Recensione

Preparatevi a viaggiare assieme a dei compagni uniti dal destino in Final Fantasy Resonance, di cui vi parliamo nella nostra recensione. Square Enix torna alle origini e affida a Lancarse un progetto che guarda al passato ma nel contempo pensa al futuro. Aeronavi, cristalli, Esper e molto altro ancora attendono gli appassionati a Grandshelt.



If I Could Turn Back Time



Già, se solo potessimo riavvolgere le lancette, come cantava Cher in una sua nota hit, potremmo ritornare all'epoca d'oro dei giochi di ruolo, quando Square Enix (all'epoca Squaresoft) pubblicava su PlayStation capolavori come Final Fantasy VII. Gli anni però sono passati per tutti, anche per un genere che ha dovuto fare di necessità virtù e adattarsi a un mondo in continua evoluzione come quello dei videogiochi. I venti del cambiamento (sempre citando un'altra canzone, questa volta degli Scorpions) hanno iniziato a soffiare già su PlayStation 2, con la formula più dinamica pensata per Final Fantasy XII, sfociando nelle ultime rivisitazioni in salsa action.



Tra queste, gli apprezzati remake proprio di Final Fantasy VII, che, con il capitolo Revelation in arrivo il prossimo 8 aprile, completerà un trittico avvincente, seppur distante dai canoni classici della serie. Proprio questo senso di nostalgia per una tipologia di JRPG sempre meno diffusa ha spinto Square Enix a pensare a un filone parallelo a quello ricco di novità e innovazioni, in cui i giocatori di vecchia data potessero trovare tutti gli elementi da loro amati, senza rinunciare ai miglioramenti garantiti dalle console di nuova generazione. Questa lunga premessa ci porta a guardare con un occhio particolare Final Fantasy Resonance, progetto di Lancarse che si propone l'ambizioso obiettivo di aprire un ciclo vincente.



Prima di affrontare nel dettaglio tutti gli elementi peculiari dell'opera, è bene specificare che quello che abbiamo tra le mani è un classico gioco di ruolo a turni, in cui prenderemo il controllo di un gruppo eterogeneo di personaggi pronti a lottare contro il male che flagella il mondo. Concetti che si possono definire “classici”, affiancati a uno stile che strizza volutamente l'occhio alla storia di Final Fantasy. La grafica è quella denominata HD-2D, già vista anche nel remake di Dragon Quest III e simili: sprite bidimensionali in pixel art si fondono con scenari e ambienti tridimensionali. Uno stile unico (peraltro marchio registrato di Square Enix) che punta a rendere il gioco tanto familiare ai veterani quanto accattivante per i più giovani. Una scelta intelligente di unire la storia alla modernità, che in Resonance, come vedremo, splende ancora di più.



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The Rain Song



Detto dello spirito che muove Final Fantasy Resonance, è doveroso addentrarsi maggiormente nella trama, un punto focale di qualsiasi capitolo della serie che si rispetti. La narrazione ruota attorno a Rain, giovane capitano di aeronave del regno di Grandshelt, e al suo compagno Lasswell, con cui ha convissuto in giovane età e che è ,di fatto, un suo fratello acquisito. Se questi nomi aprono un cassetto della memoria nella vostra mente, si tratta probabilmente di quello dedicato a Brave Exvius, capitolo mobile di Final Fantasy. Resonance è una sua rielaborazione, tant'è che anche lo sprite del protagonista è fedele a quello visto sui nostri smartphone.



La storia segue le vicende della coppia, intenta a difendere una serie di Cristalli dalla distruzione per mano di un gruppo chiamato Sworn Six of Paladia. Gli antagonisti della storia ci vengono, in realtà, svelati mediante una narrazione che parte in medias res, mettendoci nei panni di una misteriosa strega dotata di grandi poteri, che soccombe innescando una serie di eventi che andremo a scoprire proseguendo nell'avventura. Non vi sveliamo, ovviamente, troppo, se non che tra colpi di scena e risvolti imprevisti saremo di fronte a un Final Fantasy in piena regola, un gioco in cui la storia è importante tanto quanto il gameplay, in grado di tenervi incollati alla sedia dall'inizio alla fine. Per arrivare ai titoli di coda sarà peraltro necessario mettere in conto un discreto numero di ore: almeno 40, che raddoppieranno se vorremo scoprire ogni segreto del gioco.



In pieno stile della saga, inoltre, Rain e Lasswell non saranno soli nel loro tragitto. Fin dalle prime battute, si unirà alla coppia anche Fina, una giovane misteriosa che ha perso la memoria. Sebbene la quantità di eroi sia relativamente limitata, il sistema unico denominato Vision è pensato per consentirci di creare team sempre diversi, adattandoli alle esigenze. Parlando di adattamento, è doveroso sottolineare che Final Fantasy Resonance propone quattro livelli di difficoltà: da Casual, per chi ama godersi la storia, fino a quelli più elevati per i veterani. A questi ultimi suggeriamo di scegliere una delle ultime due, per trovarsi di fronte a una sfida degna di questo nome, capace di mettere alla prova le abilità ruolistiche del singolo.




The Eye of the Tiger



Se chiudete gli occhi e pensate a un JRPG classico di Square Enix, avrete un'idea di ciò che vi attende anche in Final Fantasy Resonance. Le classiche WTB, ossia le barre che si caricheranno per indicarci quando sarà il nostro turno, sono sostituite da una barra posta in cima allo schermo che indica l'ordine di azione, simile a quella vista nel decimo capitolo della saga. Ogni personaggio sarà dotato di capacità standard: potrà attaccare, difendersi e usare skill e oggetti. Avremo anche la possibilità di utilizzare evocazioni (qui chiamate Esper) che sbloccheremo con il passare del tempo. Ogni eroe avrà abilità peculiari basate sulla sua natura: abbiamo difensori, curatori e i cosiddetti Breaker, specializzati nel rompere le difese avversarie.



Questo elemento rappresenta una delle peculiarità del combat system di Resonance: ogni nemico avrà una barra di resistenza, esaurita la quale cadrà in uno stato chiamato Stagger (traducibile come “barcollante”), che gli farà perdere il turno corrente e ne abbasserà le difese. Mandare i nemici in questo stato garantirà anche turni bonus agli alleati, senza contare che stordire tutti quelli presenti in battaglia genererà la cosiddetta Sweeping Stagger, regalandoci un'ulteriore azione speciale, di cui vi parleremo a breve. Si tratta, ovviamente, del modo più efficace per evitare di subire danni, massimizzando nel contempo quelli inflitti.



Non mancano nemmeno tutte le possibilità tipiche dei giochi di ruolo: potremo sfruttare magie elementali, come i classici Fire, Blizzard e Thunder, così come tecniche di cura, buff e abilità speciali peculiari di ogni personaggio. Riempendo poi un'apposita barra potremo attivare quelle che vengono chiamate Limit, ossia potenti mosse speciali in grado d'infliggere pesanti danni, perfette per tirarci fuori dai guai negli scontri più intensi. Una situazione in cui, soprattutto alle difficoltà più elevate, capiterà spesso di ricadere, dato che soprattutto cimentandosi in missioni secondarie capiterà di trovarsi di fronte ad avversari potenti e coriacei. Fortunatamente, a sostenere le nostre capacità mentali avremo anche un aiuto decisamente particolare.



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One Vision



Una delle scelte che rendono Final Fantasy Resonance unico nel suo genere è il sistema delle Vision. Questo non perché si tratti di un meccanismo totalmente inedito, quanto piuttosto perché i ragazzi di Lancarse sono riusciti a proporlo in una formula vincente. Dopo una breve introduzione, verremo in contatto con degli speciali cristalli, che ci consentiranno di metterci in contatto metafisico con una serie di personalità chiamate appunto Visions, con cui le nostre anime andranno in risonanza (da qui il titolo scelto per il gioco). Questa connessione consentirà di attingere a poteri aggiuntivi, basati sull'alleato che ci garantirà il suo aiuto.



Inizialmente avremo accesso soltanto al Black Mage e al White Mage, due “professioni” che i veterani conoscono bene. Basteranno però poche ore per scoprire la vera natura del sistema Vision, che è stato utilizzato per introdurre nel gioco i volti più noti dell'universo di Final Fantasy. Cloud, Terra, ma anche eroi come il potente Warrior of Light sono pronti a fornirci il loro aiuto a distanza. Sbloccando queste visioni in appositi santuari, che potremo trovare esplorando la mappa, avremo accesso a un numero sempre maggiore di abilità. Questo sistema è paragonabile al celebre Job System, offrendo però al giocatore una maggior versatilità. Man mano che otterremo Mastery Points con una visione, sbloccheremo infatti abilità che potremo utilizzare anche rimuovendo l'alleato. Sarà quindi possibile conservare le più potenti mentre testiamo altre strade per i nostri eroi.



Da un lato, questo metodo consente di strutturare il gruppo come meglio riterremo, mentre dall'altro porta a puntare semplicemente sulla massimizzazione dei danni e del Break inflitti. Questo discorso si enfatizza scoprendo che le nostre Vision ci permetteranno di usare un potere speciale nella Bonus Phase se avremo inflitto una Sweeping Stagger ai nemici. Queste saranno mosse speciali, spesso accompagnate da incredibili animazioni, in grado di attivare effetti utili a far pendere l'esito degli scontri dalla nostra parte. Spesso, dunque, rinunciare a una determinata Vision potrebbe penalizzarci eccessivamente, portandoci magari a fossilizzarci su quelle più potenti. Con 26 visioni disponibili, però, siamo certi che la voglia di cambiare e di sperimentare avrà il sopravvento.




On the Road Again



Tutto quello che vi abbiamo raccontato sino ad ora rappresenta il cuore pulsante di Final Fantasy Resonance: una storia intensa, combattimenti avvincenti e la possibilità di cercare e sbloccare visioni per diventare più forti. Questa struttura è calata su uno scheletro di un classico gioco di ruolo: potremo girovagare per la mappa e scoprire varie location, cavalcare gli immancabili chocobo e perderci cercando oggetti e segreti. Non mancano nemmeno frammenti nascosti da consegnare in un tempio per ottenere ricompense speciali. Tutto è studiato nei minimi particolari, pensato per farci spostare costantemente sulla vasta mappa, che osserveremo con visuale dall'alto.



Un ruolo fondamentale è rivestito dai viaggi rapidi, utili quando non vorremo perderci sulla strada del ritorno e, soprattutto, non farci flagellare dagli scontri casuali. Questi sono di tipo classico: dopo un certo numero di passi troveremo un gruppo di mostri da abbattere, che ci fornirà punti esperienza e maestria per salire di livello. Nulla, quindi, vieta di crescere a dovere prima di affrontare le aree più complesse oppure di guadagnare denaro per ottenere un equipaggiamento migliore, disponibile nel negozio della nuova città. Tutto è squisitamente classico, così come lo è la presenza di una serie di missioni secondarie che portano a rivisitare vecchie zone, fare la spola tra varie zone e scoprire intriganti retroscena.



Non si tratta quindi di un corpo estraneo, ma piuttosto di qualcosa che faremo come piacevole intermezzo tra le missioni della storia. Questo anche perché ci si accorgerà molto rapidamente che le ricompense fornite dalle sub quest sono decisamente “golose”, dunque, se vorremo sopravvivere con meno patemi, potrebbe essere utile ascoltare cosa ha da dirci la guardia cittadina, piuttosto che il nostro vecchio alleato. Insomma, una struttura vincente, che riesce a creare un tessuto in cui è piacevole rimanere intrecciati e che porterà i giocatori a esplorare ogni angolo delle mappe e delle aree ideate dal team.



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Englishman in New York



Final Fantasy Resonance è dunque un gioco che riesce a brillare, spinto da una gestione impeccabile di ognuno dei suoi elementi, che si amalgamano intelligentemente e che creano nel giocatore quella sana voglia di voler continuare a esplorare, per potenziarsi e proseguire nella storia. Una sensazione che ultimamente va sempre più spesso scemando, tra mondi enormi pieni di tediose fetch quest e personaggi insipidi che non aggiungono nulla alla narrazione. In Resonance, complice anche un'ottima scrittura generale, questo problema scompare. Non vedremo l'ora di tornare a Grandshelt e vedere cosa il regno ha da offrirci, quali boss secondari potremo affrontare e quali Visioni ci accompagneranno nel nostro viaggio verso la salvezza del mondo.



Proprio per questo motivo, dobbiamo però anche citare quella che a nostro avviso è una nota dolente della produzione, ossia l'assenza di localizzazione in italiano. L'ottimo doppiaggio e i testi a schermo, così come menu e affini, saranno infatti proposti soltanto in inglese, il che potrebbe tagliare fuori chi è meno pratico della lingua. Un vero peccato, perché come detto le vicende di Rain e compagni sono incredibilmente avvincenti e avrebbero meritato di poter essere comprese da chiunque. Resta la possibilità (remota) di una possibile patch che in futuro aggiunga anche una traduzione nella nostra lingua, ma per ora chi vorrà cimentarsi nell'impresa dovrà avere una conoscenza discreta dell'inglese.



Chiudiamo la nostra recensione parlando del comparto tecnico, un altro punto a favore della produzione. Abbiamo già citato la grafica HD-2D, che riesce a risuonare (passateci il gioco di parole) al meglio con la struttura di stampo classico del gioco. I modelli in pixel art calati su ambientazioni ricche di dettagli riescono davvero a emergere, andando poi a creare un contrasto azzeccatissimo con le cutscene dedicate alle visioni, in cui i personaggi sono proposti con una grafica moderna. Un mix perfetto che porta a una resa finale spettacolare. Allo stesso modo, abbiamo apprezzato una colonna sonora che strizza l'occhio al passato, con i classici brani orchestrali ad accompagnare esplorazioni e scontri. In particolare, il tema dell'Oblivion Palace (per citarne uno) ci ha davvero fatto tornare con la mente ai primi Final Fantasy. Un lavoro anche in questo eccellente, che completa un gioco a nostro avviso davvero imperdibile.



Platinum



Siamo giunti alla fine della nostra corsa ed è doveroso parlare della lista trofei di Final Fantasy Resonance, che racchiude al suo interno una serie d'interessanti ricompense. Oltre a quelle, immancabili, legate alla storia, ve ne saranno infatti alcune che ci premieranno per aver sconfitto determinati boss, completato una serie di azioni in game e ovviamente terminato le varie sfide secondarie. Dovremo anche raccogliere tutte le Visioni, dimostrandoci dei veri maestri del gioco, e sconfiggere la potente Ultima Weapon. Fortunatamente però non vi saranno coppe legate alla difficoltà, dunque seppur lungo si tratta di un Platino alla portata di qualsiasi cacciatore.




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ieri alle 15:50

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