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Bloodborne, Shawn Layden spiega perché un ritorno è così complicato

Il ritorno di Bloodborne potrebbe essere complicato soprattutto dalla gestione dei diritti coinvolti. A sostenerlo è Shawn Layden, ex dirigente di PlayStation, secondo cui un eventuale nuovo progetto dovrebbe ottenere il consenso di diverse realtà, tra cui Sony, FromSoftware e la società proprietaria dello studio giapponese, Kadokawa.



Intervenuto nel podcast The Trophy Room, Layden ha parlato delle difficoltà legate alla possibilità di riportare in vita un gioco così amato, sia attraverso un remake sia con un eventuale seguito. Non si tratta soltanto di rispettare l'opera originale, ma anche di riuscire a ricreare l'impatto che ebbe al momento della pubblicazione.



«Riprendere in mano i vecchi giochi presenta alcune difficoltà. Si può realizzare qualcosa che rispetti l'originale e, allo stesso tempo, ricreare quel fenomeno che è stato?»

L'ex dirigente ha poi individuato nella gestione dei diritti uno degli ostacoli più importanti:



«Ci sono molti diritti coinvolti. In un caso come questo, in cui sono presenti Sony, FromSoftware e la società proprietaria di FromSoftware, ottenere il consenso di tutti è probabilmente la sfida più grande».

La questione è particolarmente interessante perché Bloodborne è una proprietà intellettuale di Sony, ma il gioco è stato sviluppato da FromSoftware, mentre Kadokawa è la società che controlla lo studio giapponese. La collaborazione tra queste realtà rende più articolata qualsiasi decisione relativa a un nuovo capitolo o a una versione aggiornata.



Le parole di Layden non confermano l'esistenza di trattative bloccate né dimostrano che una delle società abbia rifiutato un progetto. Offrono piuttosto una possibile spiegazione delle difficoltà che potrebbero emergere nel tentativo di riportare la serie sul mercato.



Nel corso dell'intervista, Layden ha anche ricordato positivamente la collaborazione con FromSoftware, definendo fantastica l'esperienza di lavoro su Bloodborne e sul primo Demon's Souls.



A oltre dieci anni dall'uscita originale, avvenuta nel 2015, Bloodborne non ha ancora ricevuto una versione nativa per PS5, un porting ufficiale per PC o un sequel. Il gioco rimane disponibile su PS4 ed è giocabile anche su PS5 tramite retrocompatibilità.



Per ora, quindi, non ci sono annunci che facciano pensare a un ritorno imminente. Le dichiarazioni di Layden aggiungono però un elemento importante alla discussione: anche con una forte domanda da parte dei fan, mettere d'accordo tutti i soggetti coinvolti potrebbe essere una delle sfide più difficili.



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