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The Legend of Zelda: A Link Between Worlds 3DS

Sviluppato da Nintendo, The Legend of Zelda: A Link Between Worlds è un gioco d'azione e avventura uscito il 22 novembre 2013 per 3DS.

"A Link Between Worlds è una citazione continua al gioco del 1992, con strizzate d'occhio a tutti gli Zelda passati. Il design accattivante dei dungeon, unito alla completa possibilità di scegliere l'ordine con il quale affrontarli, per la prima volta dopo il primo capitolo, rende A Link Between World uno dei migliori Zelda portatili di sempre ed un titolo che non può mancare nella collezione di qualsiasi possessore di 3DS." da Mattsgames.it

9

Recensioni

80 utenti

daxter79
Cover The Legend of Zelda: A Link Between Worlds per 3DS

Bellissimo capitolo per 3ds,non il migliore ma cmq una piccola perla.Rispetto agli altri zelda pero' l'ho trovato abbastanza facile,sopratutto nel combattimento con i boss.L'effetto 3d e' un bel valore aggiunto che da' un ottimo senso di profondita' ai dungeon!L'abilita' di entrare nei muri e' bellissima e originale e vale da sola il gioco!bello bello😍😍

9

Voto assegnato da daxter79
Media utenti: 9 · Recensioni della critica: 9.3

Myggdrasil
Cover The Legend of Zelda: A Link Between Worlds per 3DS

Un collegamento fra passato e presente

The Legend of Zelda è una serie storica, sicuramente fra le più importanti di sempre, e non sarò certo io a spiegarvi i motivi del suo successo, perché credo che tutti, qui sopra, ne siate consci. O almeno lo spero. Nonostante sia una delle poche serie first party di Nintendo che mi interessi (l'altra è Metroid), ammetto di averla approfondita davvero pochissimo, limitandosi la mia esperienza ai soli A Link To The Past (iniziato ma non terminato su Game Boy Advance) e Phantom Hourglass.
Proprio allo storico capitolo per Super Nintendo si riallaccia questo A Link Between Words, la cui trama è ambientata nella stessa Hyrule di allora a qualche decennio di distanza. La storia non è particolarmente originale, e vedrà il nostro eroe alle prese con Yuga, il mago cattivo di turno, capace di trasformare la gente in inquietanti dipinti e deciso a risvegliare l'anima del solito Ganondorf per conquistare il potere della Triforza. Da qui intraprenderemo un viaggio che si prefigura come la classica quest cavalleresca tipica dei giochi di una volta, lungo la quale dovremo affrontare una sequela di dungeon grazie all'ausilio dei soliti accessori, come in tutti gli altri capitoli della saga.
Sebbene la trama parta abbastanza bene, mi duole ammettere come la sezione centrale sia assolutamente povera di avvenimenti, relegando i momenti più emozionanti al solo finale. In generale, non mi sento di criticare questa scelta, che ha permesso di creare un titolo rapido, giocoso e divertente, senza che continui filmati interrompanl l'azione e il ritmo di gioco. Un titolo adatto ad una console portatile, insomma. Mancano, però, dei personaggi davvero carismatici, in grado di imprimersi nella mente del giocatore a lungo, come accadeva in Phantom Hourglass (che non era certamente prolisso).
Le mappe di Hyrule e del Mondo Oscuro (cui potremo accedere dopo circa un paio d'ore) ricalcano pedissequamente quelle presenti in A Link To The Past, pur se con qualche differenza legata all'abilità di Link di trasformarsi in un quadro e scivolare lungo le pareti per raggiungere nuovi anfratti altrimenti inaccessibili. Questa soluzione aggiunge una profondità inaspettata sia all'esplorazione dell'overworld, sia alla risoluzione dei dungeon sparsi lungo di esso. Hyrule e Lorule saranno piene di compiti e attività secondarie cui potremo dedicarci in completa libertà. La struttura stessa dell'avventura, anzi, ci permette di affrontare nell'ordine che preferiremo i vari obiettivi principali, grazie alla possibilità di noleggiare o acquistare in qualunque momento tutti gli accessori necessari. Questo, unito alla visuale isometrica, ci riporta indietro nel tempo, all'epoca del capostipite, donandoci quella splendida sensazione di imbarcarci in un'avventura potendo contare solo sulle nostre gambe.
E' qui, purtroppo, che iniziano i problemi di A Link Between Worlds. Se l'esplorazione dell'overworld è divertente ed ho apprezzato molto la scelta di proporre uno svolgimento libero, non posso dire di essere rimasto colpito dai dungeon progettati dagli sviluppatori. La maggior parte di essi saranno di una semplicità disarmante, soprattutto quelli della seconda metà, e saranno privi di guizzi particolari (eccezion fatta per il Santuario dell'Ombra e per quello del Ghiaccio, che ho davvero apprezzato molto e che rappresentano, senza dubbio, il momento migliore di tutto il gioco, grazie al loro level design tridimensionale). Siamo ben lontani sia dai labirinti pieni di passaggi segreti visti in A Link To The Past sia dalla freschezza di Phantom Hourglass, il quale, è vero, risultava semplicissimo anch'esso, ma riusciva sempre a cambiare le carte in tavola e a non annoiare, grazie soprattutto all'uso intensivo che faceva della console su cui girava.
Ho apprezzato molto la possibilità di passare da un mondo all'altro grazie ad alcuni portali, la qual cosa ci spinge a ragionare sempre con due mappe nella testa per capire come fare a raggiungere un determinato luogo di uno dei due piani. Anche se gran parte del merito va, ancora, al titolo originale, c'è da dire che gli sviluppatori hanno fatto un buon lavoro con il level design del mondo esterno, il quale, paradossalmente, rimane il vero protagonista dell'opera, ricco com'è di caverne segrete, piccoli dungeon opzionali, quest secondarie e sporadici riferimenti alla passata avventura.
Nota a margine: sarò pignolo io, ma il passaggio alle tre dimensioni non ha giovato molto all'immersione nel mondo di gioco. Se una mappa ridotta funzionava benissimo in A Link To The Past, era perché il suddetto titolo era composto da pochi sprite che riuscivano a ricreare un'illusione di grandezza. La grafica tridimensionale, con le sue proporzioni corrette e credibili, ci fa rendere conto ancor di più dello spazio limitato di Hyrule, facendo assomigliare un regno fantastico ad un parco giochi, più che ad una vasta distesa da esplorare. Ma, ripeto, sarò pignolo io. L'aspetto estetico, tuttavia, è molto riuscito, così come l'accompagnamento sonoro, ricco di brani orecchiabili e trascinanti, talora dal taglio più epico, talora più sommessi e malinconici.
Insomma, pur essendo molto divertente, A Link Between Worlds dà l'impressione di essere stato sviluppato con poca voglia. Di difetti veri e propri non ve ne sono, e in generale, se avete un Nintendo 3DS, dovreste comprare questo gioco, ma non siamo di fronte ad un capolavoro paragonabile ai vecchi classici del passato cui si ispira palesemente.

7.9

Voto assegnato da Myggdrasil
Media utenti: 9 · Recensioni della critica: 9.3

Myggdrasil

Non sono nintendaro MA: che bello l'overworld di questo gioco, che bella la struttura libera della quest, che bello lo stile grafico, che bella la trama retrò, che belle le musiche, che bello esplorare. Sento sempre dire, all'annuncio di un gioco: "La mappa sarà tre volte quella di The Witcher 3", e poi sono distese piene di indicatori, con quest strutturate a mo di lista della spesa. Qui abbiamo una mappa piccolissima, non strapiena di roba, ma tutto quello che c'è è di qualità. E poi, per quanto i dungeon, per ora, siano semplicissimi, il gioco non ti prende per mano, anzi. Sto gioco, in una cartuccia, è più libero di qualsiasi GTA.
Ogni volta che gioco uno Zelda mi ricordo perché i nintendari se la tirino così tanto.

Vauxhall
Cover The Legend of Zelda: A Link Between Worlds per 3DS

Non sbaglia un colpo

Come ogni nuovo capitolo, la serie Zelda non delude mai. A volte meno innovativa o differente ma sempre ha sfornato episodi di ottima qualità. E questo Between Worlds non fa eccezione. Anzi a dirla tutta è uno dei capitoli che maggiormente mi hanno coinvolto. Forse la trama non è eccelsa ma la giocabilità è massima. Diciamo che la difficoltà seppur ben calibrata non lo rende mai troppo impegnativo, specialmente nelle boss fight. Però è più ingegnoso negli enigmi ed ecco quindi come si bilancia. La durata non viene conteggiata in nessun modo ma, non so se per il forte coinvolgimento, mi è sembrata inferiore ad altri capitoli ma comunque su buoni livelli.
Insomma, un titolo che non può mancare nelle nostre collezioni!

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