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Cover Kingdom Hearts: Chain of Memories

Kingdom Hearts: Chain of Memories GBA

Sviluppato da Jupiter Corporation e prodotto da Square Enix, Kingdom Hearts: Chain of Memories è un gioco di ruolo uscito il 6 maggio 2005 per Game Boy Advance.

8.3

Recensioni

23 utenti

GallusConPatatus

ha pubblicato un'immagine nell'album collezione

Un grazie di cuore a mio fratello e alla sua ragazza che mi hanno regalato questo pezzo che mi mancava nella collezione <3 (ora manca sono re:coded)


Ne approfitto per chiedere se qualcuno vende una copia di Kingdom Hearts Re:coded per nintendo ds asd

il fuoco
Cover Kingdom Hearts: Chain of Memories per GBA

2 anni e mezzo ed esce il primo sequel di Kingdom Hearts... su Game Boy Advance. Chain of Memories non pretende di essere Kingdom Hearts II, quello arriverà un anno dopo, ma si posiziona comunque fra i due giochi, ponendosi come un capitolo necessario per fruire dei successivi. E per quanto non sia ambizioso quanto i giochi su PlayStation Square non scende a compromessi con i limiti della console, sperimentando dove in molti si sarebbero limitati a sfornare il classico RPG a turni.

La storia riprende appunto direttamente dal finale del primo capitolo, con Sora, Pippo e Topolino che finiscono nel "Castello dell'Oblio" alla ricerca di Riku. Questo castello è la base della "Organizzazione XIII", un gruppo di combattenti molto particolari di cui non si conosce esattamente l'obiettivo. Sora & co. esplorano il castello, che ad ogni piano li porta a rivivere le avventure di un mondo del gioco precedente, ma più salgono più la loro memoria perde pezzi. Dimenticando robe Sora arriva però a ricordare una ragazza di nome Naminé, ora prigioniera nel castello. Nel frattempo anche Riku si ritrova nel Castello dell'Oblio, mentre combatte con le tenebre che continuano a tormentarlo.
Inizialmente sembra solo un pretesto per ripassare le avventure di Kingdom Hearts, ma si sviluppa in una trama interessante che getta le basi per il II. Perché presa da sé sembra quasi filler, ma nei sequel l'Organizzazione XIII diventa un pilastro della serie.

Dove Chain of Memories sorprende è invece nel gameplay. Le limitazioni del GBA, lato hardware ma soprattutto lato pulsanti, sembrano impedire la realizzazione di un gioco anche vagamente simile al primo Kingdom Hearts, ma si è scelto comunque di proporre dei combattimenti in tempo reale. Quando Sora fa contatto con un nemico parte la battaglia in un arena 2.5D, e si sfrutta un battle system basato su delle carte: Sora ha un mazzo di carte che può scorrere a destra e sinistra, ogni sua mossa utilizza una carta o una combinazione di carte specifica. Tutto è una carta, i componenti del suo party, le Summon, le spell, persino l'attacco base. Lo stesso vale per le mosse dei nemici, e quando due carte vengono giocate contemporaneamente vince quella dal numero più alto. C'è però anche la possibilità di giocare due o tre carte insieme sommandone il valore, per poi vederle attivate in successione. Meccaniche davvero interessanti, che da una parte riproducono parte di ciò che era il combattimento del primo Kingdom Hearts, dall'altro portano a giocare ragionando continuamente sugli spazi e sui movimenti dei bersagli, dovendo spesso utilizzare serie di tre carte. Il risultato è qualcosa di più dinamico e divertente di quanto lasci intendere la descrizione, ma questo battle system si scontra con un giocatore che nel titolo precedente era abituato a mashare X per la maggior parte del tempo, a cui ora si chiede di pensare velocemente e valutare ogni singola mossa. È dura, servono ore per cominciare ad apprezzare questa formula, che non diverte comunque quanto quella originale.
Fatta l'abitudine però dà gusto, specialmente nelle boss battle, con un problema: le carte 0, che i boss giocano di continuo. Una carta con numero 0 vince a prescindere sulla carta giocata prima, ma non su quelle giocate dopo. Bene, basta aspettare che il boss faccia la sua mossa e poi scatenare la combo, no? No, perché le carte 0 bloccano anche una combo già cominciata, portando a perdere carte anche potentissime senza che si possa fare nulla. Per il resto è un battle system che nella sua complessità funziona soprendemente bene, forse avrei evitato che la meccanica del confronto fra numeri si applicasse anche alle carte per curarsi.
I mondi in sé sono molto ripetitivi, fai su e giù per una serie di stanze piene zeppe di Heartless finché non puoi accedere al boss, ma è anche un gioco portatile dotato di salvataggio rapido, pensato per essere giocato un po' alla volta. I boss meritano davvero tanto, anche se con questo problema delle carte 0 e con l'eccezione di Malefica Drago, che in questa versione 2.5D diventa un incubo, quasi peggio di Ursula nel primo. E a proposito di Ursula, in Atlantica non si nuota, i mondi sono tutti estremamente semplificati e almeno non presentano tutte le sezioni frustranti degli originali.
In termini di difficoltà non siamo sui livelli del precedente, anche nella campagnia di Riku, sbloccabile finendo quella di Sora. Mi piace molto il fatto che la quantità enorme di Heartless in ogni mondo permetta, battendoli tutti, di non dover MAI grindare, rimanendo sempre pronti al mondo successivo.

E con tutti questi Heartless la longevità raggiunge anche qui la trentina di ore, contando entrambe le campagne (oltre venti ore quella di Sora, neanche una decina quella di Riku). Ovviamente la mole di contenuti non è paragonabile al primo, ma non parliamo assolutamente di un gioco misero. Nonostante tutto Chain of Memories è un gioco che fa sul serio, e lo si vede anche dal lato tecnico MOSTRUOSO. Mostruoso nel sonoro, ma soprattutto negli sprite, da questo punto di vista uno dei lavori migliori di sempre e sicuramente il migliore su GBA. Da Sora al più sfigato degli Heartless, tutti bellissimi e animati da dio. Già il solo vedere i personaggi e gli scenari del primo Kingdom Hearts rifatti così bene in 2D può essere un motivo per giocarlo, nonostante qualche rallentamento nelle situazioni più caotiche che non mina l'esperienza generale.

Insomma, Chain of Memories aggira le limitazioni della console con un battle system interessante ma complesso, e ricicla molto dal predecessore, ma è comunque un'avventura più che godibile ed un lavoro impressionante per la console su cui gira. Magari risulta pesante se giocato tutto d'un fiato, ma un po' alla volta merita. Dopo trenta ore devo però amettere che non vorrei mai e poi mai un Chain of Memories 2 (non che sia probabile).

7

Voto assegnato da il fuoco
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