Recensione di Max Payne 3
Grande ritorno di Max
Max Payne è uno di quei giochi che appena annunciati riescono a generare un hype a mille in milioni di videogiocatori, non è un caso infatti che il gioco abbia piazzato, in termini di vendite, nel giro di una settimana, ben 3 milioni di copie.
Era l’anno 2001 quando i ragazzi di Remedy, sfornarono il primo capitolo di un gioco che avrebbe fatto storia per diversi aspetti: la trama adulta, il gameplay che introduceva la meccanica del Bullet Time, il carisma del protagonista, l’atmosfera Noir e tanto altro.
Dopo un secondo eccellente capitolo pubblicato nel 2003, lo sviluppo di Max Payne 3, è passato da Remedy a Rockstar, famosa per capolavori quali GTA e Red Dead Redemption. Ma Rockstar sarà riuscita a riproporre il feeling dei primi due capitoli?
Non ci sono dubbi sul fatto che l’elemento cardine del gioco è il suo protagonista, Max Payne, un ormai ex agente della NYPD, che nonostante sia riuscito a vendicare la morte dei suoi cari, è ancora tormentato dal suo passato, tanto che vive il presente tra alcol e antidolorifici. Ma il prossimo futuro è destinato a cambiare, quando piomba nella vita di Max, in una movimentata sera al bar dietro l’angolo, Raul Passos che gli propone di lavorare come guarda del corpo in Brasile. Inizialmente titubante, in seguito a determinati eventi Max accetterà, ma capirà ben presto che ad attenderlo non c’è certo una vacanza tra sole, party e un buon drink di tanto in tanto, ma una cospirazione che lo coinvolge direttamente.
GAMEPLAY
Max Payne 3 è un TPS lineare senza se e senza ma, ci ritroveremo a percorrere ogni capitolo lungo una sola strada, facendo fuori decine e decine di nemici tra Bullet Time, Shootdodge e sparando di tanto in tanto da qualche copertura. Il Bullet Time, che rappresenta il focus del gameplay, si ricarica compiendo uccisioni e subendo danni, inoltre ogni qualvolta saremo in possesso di un antidolorifico, se dovessimo subire un colpo fatale, si attiverà automaticamente il Bullet Time e se riusciremo ad eliminare il nemico autore del misfatto, riusciremo a scamparla da una morte ormai certa. L’arsenale è abbastanza vario con diversi fucili d’assalto, pistole, UZI, fucili a pompa, con la possibilità di portare contemporaneamente due pistole o mitra, e un’arma di grosso calibro. Da apprezzare il realismo che Rockstar ha voluto portare nel gioco da questo punto di vista, infatti le armi in nostro possesso saranno sempre visibili e se volessimo tenere in mano entrambe le pistole, dovremmo necessariamente rinunciare al fucile, ma non si spiega l’assenza delle granate e di altre armi da lancio, che avrebbero comunque dato maggiori possibilità al gameplay e quindi anche più varietà. Proprio questo è uno dei maggiori difetti del gioco, certo ci sono varianti, come una sparatoria in barca, alcune sezioni con fucili di precisione, ma mai niente di molto incisivo, si tratterà sempre e solo di ripulire zone dai nemici, proseguire per qualche metro e ancora eliminare ondate di nemici.
Tutto questo viene però mitigato dall’incredibile taglio cinematografico che gli sviluppatori hanno conferito al titolo, infatti per certi versi il gioco ricorda la serie Uncharted, soprattutto nella capacità di passare da scene di giocato a scene di intermezzo con una naturalezza che si nota solo in pochi giochi.
Poco fa abbiamo menzionato il realismo che permea nel gioco, a tal riguardo risultano un po’ fuori dal contesto quei momenti in cui con Bullet Time attivato dovremo sparare a granate, molotov e razzi di RPG, anche se appesi ad un elicottero in volo, momenti che pur con la loro spettacolarità, fanno un po’ storcere il naso, ma che sicuramente molti videogiocatori meno esigenti apprezzeranno.
Una nota anche alla difficoltà, Max Payne 3 è difficile, molto probabilmente altri tps così difficili, non se ne trovano in giro, il che non può che giovare al gioco se non fosse che la troppa legnosità del protagonista, nonostante le perfette animazioni, contribuisca a rendere il gioco frustrante in certi momenti. A ciò si aggiunge anche la mira fuori dal comune dei nemici che riescono a beccarti, con colpi anche fatali, da distanze ragguardevoli. Tutto comunque dipende da come ci si approccia al gioco, i giocatori che cercano un’ avventura più leggera potrebbero etichettare il tutto come frustrante, ed essere spinti a proseguire nel gioco solo per la trama.
TANTI PROIETTILI IN CANNA
Proprio la trama è uno degli elementi forti del gioco. Vivremo una storia adulta, cruenta e seppur priva di originalità, non manca certo di momenti da mascella a terra. Altro plauso alle ambientazioni, tutte molto varie e belle da vedere, con una cura maniacale nel dettaglio, non mancano alcuni capitoli ambientati a New York, in cui torna l’atmosfera Noir dei primi capitoli.
L’aspetto tecnico e grafico del gioco è eccellente, con un’ottima fisica dei proiettili, e con le ambientazioni che appaiono devastate dopo una sparatoria. Solo guardare il gioco, dà una certo appagamento, complimenti sinceri alla Rockstar da questo punto di vista. Da sottolineare anche la cura maniacale riposta su Max, sul cui corpo compaiono man mano i segni degli scontri.
Abbiamo già accennatio al taglio cinematografico del gioco, e sicuramente è questo l’aspetto più riuscito dell'opera, e che permette di definire Max Payne 3 un vero capolavoro, esaltanti anche i monologhi di Max, che lo riconfermano come uno dei personaggi più carismatici della storia videoludica.
Impeccabile anche il sonoro, sia per il doppiaggio che per l’accompagnamento sonoro, con pezzi davvero entusiasmanti. Nota dolente per i sottotitoli, a dir poco illeggibili, e che costringono a distogliere fin troppo lo sguardo dall’azione.
NON SOLO STORIA
Il titolo offre sicuramente una buona longevità, per portare a termine la campagna, sono necessarie almeno dieci ore a livello normale. Ma non finisce qui, infatti i capitoli della campagna, potranno essere rigiocati anche in due modalità Arcade, il classico “Sfida a Punti”, che consente di guadagnare punti e sbloccare moltiplicatori in base al tipo di colpi inflitti al nemico e l'ammontare di danni subiti; dall'altro “Ultimo Respiro”, una vera e propria corsa contro il tempo dove ci viene concesso un solo minuto per completare i vari capitoli del gioco ma uccidendo gli avversari possiamo guadagnare preziosi secondi.
A tutto questo si aggiunge una corposa modalità multiplayer per 16 giocatori, dove sarà possibile personalizzare il proprio avatar e l’equipaggiamento a nostra disposizione sulla base di molte possibilità, infatti le stesse armi con l’utilizzo, saliranno di livello, sbloccando potenziamenti e accessori vari. Per quanto concerne le modalità, oltre al classico deathmatch, sono presenti due modalità del tutto originali: Payne killer, dove due giocatori vestiranno i panni di Max e Passos, e dovranno resistere ed eliminare gli altri partecipanti alla partita, pena il passaggio di testimone, nel vestire i panni dei due, ad altri giocatori; e Guerriglia, una modalità ad obiettivi, il cui susseguirsi segue una linea narrativa, scandita dai risultati dei singoli match.
Ottime le mappe, abbastanza grandi e con un buon level design.
Interessante anche l’implementazione e il supporto alle cricche, le Crew, veri e propri clan che sarà possibile gestire direttamente dal sito della Rockstar, e della feature Vendetta, che una volta attivata ci consentirà di acquisire maggiori xp eliminando un avversario che ci ha precedentemente eliminato almeno due volte, ma se sarà lui ad eliminare noi, allora gli xp andranno a lui.
CONCLUSIONE
Sicuramente Rockstar, con Max Payne 3, ha fatto nuovamente centro, sfornando un gioco che con la sua profondità e il carisma del protagonista, riuscirà a fare breccia nel cuore di molti videogiocatori, nonostante la linearità delle missioni e una difficoltà sicuramente fuori dal comune.

piroteca
Lex è davvero un'ottima recensione, i miei complimenti. Hai parlato di tutti gli aspetti del gioco nel dettaglio e offri un punto di vista chiaro su quelli che secondo te sono i difetti. A tal proposito mi trovo piuttosto d'accordo anche se noto che non hai citato i sottotitoli minuscoli.
Sparare alle granate per farle esplodere in volo è un po' una stupidaggine, è vero, però anche muoversi alla velocità dei proiettili per schivarli non è proprio un sinonimo di realismo. Io penso infatti che Rockstar abbiamo voluto mettere dei paletti al numero di armi trasportabili per aumentare la difficoltà complessiva del gioco. Questo si spiega anche considerando il realismo dei danni incassati: un proiettile in testa uccide Max senza possibilità d'appello. Insomma, è un po' un mix di realismo e cinematografia messo lì per aumentare la spettacolarità e rendere il gioco un po' più difficile rispetto a tutti gli altri TPS. Il risultato è buono senza dubbio ma effettivamente non penso che MP3 sia un gioco realistico.
Che altro... uhm... Leggendo la conclusione mi sembra di capire che per te la difficoltà sia un difetto. Come mai?
Lex
innanzitutto ragazzi, grazie per i complimenti
. Forse non sono stato chiaro su una cosa! io amo i giochi difficili, tutti i giochi di qst gen, tranne rare eccezioni (max payne 3 è una di queste
) li ho giocati direttamente a difficile, Demon's Souls e Dark Souls, sono due dei miei giochi preferiti. Tutto questo per dirvi che lungi da me criticare la difficoltà di un gioco, ben venga. Però come ho scritto nell'ultima parte del gameplay, in alcune situazioni ho trovato il gioco frustrante perchè i movimenti di Max sono troppo legnosi: una corsa inesistente, incredibile lentezza nell'entrare e uscire dalle coperture per non parlare di quando si cerca di passare da una copertura all'altra, insomma avrei gradito una maggiore fluidità....nella conclusione ho detto "nonostante la difficltà fuori dal comune" in collegamento al fatto che comunque sarebbe piaciuto a tantissimi videogiocatori, anche quelli meno smaliziati, quindi in realtà non criticavo la difficoltà ma premiavo il gioco nel suo complesso
Lex
Riguardo il realismo, parliamoci chiaro, nessun gioco sarà mai reale del tutto, il solo fatto che un solo uomo possa sopravvivre ad uno scontro a fuoco contro altri 100 è impossibile, ma veramente ogni volta che dovevo sparare ad una granata o altro, mi veniva da sorridere...
Spank
Bravo Lex! Anche tu hai capito che nei videogiochi di oggi la profondità è FONDAMENTALE!!!!
Sephira
Concordo sui momenti in cui dovevi sparare alle granate
Anche a me veniva da sorridere 


Penso che la "legnosità" dei movimenti di Max sia voluta, anche io ho notato questa cosa, ma l'ho trovata realistica. Non è più un giovincello.
Ho apprezzato moltissimo la storia, man mano che si va avanti diventa sempre più interessante.
Per il resto ottima recensione Lex, una delle migliori che abbia letto.
LittleRoby
Complimenti!!!
Lex
Grazie a tutti
Damus
Ottimissima recensione! Non vedo l'ora di giocare questo giocone.