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Recensione Assassin's Creed: Brotherhood

La Confraternita degli Assassini recensita su Ludomedia

Attraverso i secoli la confraternita degli assassini resiste ed è pronta a rinascere dalla sue ceneri grazie alla saggia guida di Messer Ezio Auditore e del maestro Niccolò Machiavelli.



Assassin’s Creed: Brotherhood inizia esattamente dove finiva Assassin’s Creed 2 e ne conclude la trama, volutamente lasciata sospesa durante la prima avventura di Ezio Auditore. In questo nuovo capitolo la cui narrazione comincia nel 1499 e termina nel 1509, il fiorentino Ezio, divenuto ormai un grande assassino della confraternita, vedrà cadere la sua villa di famiglia nel borgo di Monteriggioni sotto l’attacco delle armate di Cesare Borgia. Sfortunatamente durante l’attacco, suo zio, Mario Auditore, morirà trafitto dalla lama di Cesare, che si approprierà della Mela dell’Eden, e anche l’amata Caterina Sforza verrà fatta prigioniera. Ezio invece riuscirà a fuggire insieme a sua madre e sua sorella pur perdendo tutto il suo equipaggiamento e i suoi fiorini. Grosso modo questo è l’incipit di Assassin’s Creed Brotherhood, un preludio che ci porterà a Roma per terminare la missione che avevamo solo cominciato in Assassin’s Creed 2: uccidere il pontefice Rodrigo e suo fratello Cesare Borgia, personaggio bramoso di conquista che aspira ad unire l’Italia sotto un unico regno.



Roma città eterna - Come intuibile da quanto scritto finora, in Brotherhood ci muoveremo per la maggior parte del tempo a Roma, solo all’inizio della storia visiteremo Monteriggioni, mentre in alcuni frangenti ci sposteremo in piccole località vicine alla capitale, come fortezze o villaggi, per svolgere missioni speciali o secondarie. Roma, sotto l’egida dei Borgia, sta passando brutti momenti, i cittadini sono stanchi di subire soprusi da parte delle guardie pontificie e di vedersi attaccare da una setta di falsi adoratori del Dio Romolo. Nostro compito sarà togliere ai Borgia il controllo dei quartieri cittadini, per fare questo dovremo uccidere una serie di Capitani e distruggere delle torri, sembrerebbe un passatempo piuttosto banale e ripetitivo ma in realtà è una delle prime cose che saremo portati a fare una volta entrati nel vivo della storia, anche perché solo liberando i quartieri dall’influenza dei Borgia sarà possibile far riaprire i negozi e ristrutturare i monumenti pagando delle somme di denaro che ci verranno restituite sotto forma di affitto ogni 20 minuti di gioco. Restaurare il Colosseo per la “modica” cifra di circa trentaquattro mila fiorini è una delle sfide che gli assassini-imprenditori-giocatori accoglieranno più di buon grado, anche se, purtroppo, dopo la restaurazione nulla cambia al livello visivo: i monumenti infatti rimangono esattamente come sono, discorso diverso per i negozi che possono essere banche, botteghe dei fabbri, sartorie, accessi alle gallerie sotterranee (con i quali potremo spostarci velocemente da un punto all’altro della città) e case di fazioni all’interno delle quali potremo sistemare ladri, mercenari o cortigiane. Roma, anche con molti negozi da riaprire si presenta come una città enorme e caotica, colpa (o merito) della possibilità, introdotta per la prima volta nella serie di Assassin’s Creed, di poter andare in giro con il cavallo anche in città. Ovviamente non è una possibilità della quale si può fregiare solo Ezio, infatti anche guardie e personaggi non giocanti andranno in giro a cavallo per i vicoli di Roma, dimostrando di essere un grosso impiccio che solo gli assassini più abili sapranno evitare al meglio. Se questo discorso può applicarsi alla zona centrale di Roma, per quanto riguarda i quartieri periferici, identificati all’interno del gioco come quartiere del foro e quartiere rurale, dobbiamo notare come a fronte di un impatto visivo apprezzabile, grazie ai tanti monumenti di età romana che ivi si trovano, il gioco perda, nei frangenti in cui saremo costretti ad aggirarci per queste zone, gran parte del suo verve: andare in giro a cavallo per lunghi tratti spesso sconnessi non è affatto divertente, dato che il nostro amico quadrupede è capace di saltare ostacoli anche considerevoli come muretti o cancelli, ma si trova completamente bloccato in presenza di dislivelli e scaloni, che purtroppo abbondano.



Missioni principali e secondarie - L'ambiente cittadino, insieme alle possibilità imprenditoriali e alle numerosissime missioni secondarie, come di consueto della serie, fa da sfondo alle missioni principali che, fatti due conti, sono piuttosto brevi e ispirate tanto quanto basta, niente di sorprendentemente divertente o nuovo, tant’è che anche rispetto ad Assassin’s Creed 2 notiamo come i personaggi importanti da assassinare siano diminuiti di numero. Una nota di eccezione va spesa per le quattro missioni commissionate da Leonardo Da Vinci, il quale anche questa volta ci offrirà il suo aiuto riproponendoci i soliti congegni e un interessante quanto inutile paracadute, in cambio però dovremo distruggere alcune macchine da guerra, una mitragliatrice, un carro armato, una macchina volante con bombarda e una gondola pesantemente armata, che si trovano attualmente in mano ai Borgia: il bello è che durante le missioni è possibile utilizzarli! Fortuna che appunto ci sono le missioni secondarie ed un nuovo sistema che per ogni missione imporrà una condizione opzionale da portare a termine. Queste condizioni speciali, che possono sembrare facili a dirsi, sono spesso un vero e proprio fattore di sfida e variano dal completare una missione in pochi minuti, non farsi individuare, non farsi ferire oppure uccidere il bersaglio con determinate armi.



Le novità - A proposito di armi, segnaliamo come l’introduzione della balestra sia uno dei principali fattori di novità in Brotherhood, si tratta di un’arma silenziosa, che uccide con un colpo e con un’ottima gittata, praticamente l’arma perfetta per un assassino, tant’è che una volta acquistata da un qualsiasi fabbro non potremo più farne a meno. La fondamentale assenza di grosse novità ci fa capire perché questo gioco non si chiami Assassin’s Creed 3, ma allora perché Brotherhood, ovvero la Confraternita? Semplicemente perché, una volta sistematosi nella città eterna, il nostro amico Ezio, sotto la guida di Machiavelli, comincerà a reclutare nuovi assassini diventando egli stesso il nuovo anziano della Confraternita degli Assassini. In termini di gameplay, questo ci consentirà di richiamare, in qualsiasi momento durante il gioco, uno degli assassini della confraternita che comparirà praticamente dal nulla e attaccherà il bersaglio indicato oppure ci aiuterà in combattimento.
Ovviamente, trattandosi di un videogioco e quindi di un’opera di finzione, tralasciamo completamente quelle che sono le incorrettezze storiche, anche se, vedere Machiavelli fra la confraternita degli assassini che complotta contro Cesare Borgia, del quale invero fu grande ammiratore, fa un po’ di ribrezzo.




GAMEPLAY
Assassin’s Creed continua a dimostrare come sia possibile alternare all’interno di un gioco solo più fasi che variano dal platform, all’action/stealth. Arrampicarsi in cima ai punti di osservazione e buttarsi nei voli della fede continua ad essere divertente anche se già visto. La componente stealth in Brotherhood fa la sua parte e riuscire a passare inosservati anche all’interno di zone pesantemente sorvegliate rappresenta un livello di sfida sempre adeguato.



LONGEVITA’
Completare il gioco seguendo la trama principale richiede ben poco tempo. Fortunatamente le missioni secondarie lo allungano di molto e sono divertenti e variegate per cui è lecito aspettarsi che ogni giocatore ne affronti la maggior parte di buon grado. Altro discorso va fatto per gli item collezionabili, ovvero piume e bandiere, che rappresentano una sfida solo per i più pazienti e incalliti.



GRAFICA
Niente di nuovo rispetto ad Assassin’s Creed 2, qualche problema di calo di framerate nei momenti più concitati e un lievissimo tearing in alcune fasi. L’impatto grafico è comunque all’altezza e riesce a trasmettere grandi emozioni sia grazie ai modelli poligonali di edifici e personaggi che alla scala cromatica scelta dagli sviluppatori.



AUDIO
Il comparto audio in quanto a colonna sonora vera e propria non è molto vario, solitamente saremo accompagnati nei momenti più concitati e durante le battaglie più impegnative. Dove non arriva la musica però lo fa il parlato, infatti è un piacere fermarsi ad ascoltare le comunicazioni dei banditori ad ogni angolo di strada, oppure ascoltare cosa hanno da dire i vari personaggi non giocanti durante le varie situazioni. Per quanto riguarda invece il doppiaggio dei personaggi principali il nostro parere è che si poteva fare di meglio ma anche di peggio, insomma: così così.



CONCLUSIONI
Assassin’s Creed Brotherhood diverte, non per molto ma quanto basta a consigliarne l’acquisto un po’ a tutti. Se non avete ancora giocato Assassin’s Creed 2 vi conviene procurarvelo prima di cimentarvi in questa nuova sfida che ne rappresenta il completamento, né più né meno.



Voto 9

come la media voti, perché su Ludomedia la media è la verità assoluta

pubblicato alle 19:21 del 06/12/2010

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