Far Cry 3 | Recensione
Difetti e pregi della produzione.
Scegliere la meta della propria vacanza estiva non è mai troppo facile.
Quando ad attirare l’attenzione è poi una fantastica e paradisiaca isola tropicale dire di no diviene davvero difficile. Questo ha spinto Jason Brody, insieme alla sua ragazza, i suoi fratelli ed alcuni amici, a spingersi giù dall’aereo e paracadutarsi in un arcipelago -dalla fitta vegetazione- apparentemente deserto.
Peccato che non sempre la scelta più avventata risulti poi quella più giusta.
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Jason e la combriccola si trovano loro malgrado rapiti da un gruppo di pirati, capeggiati da Vaas e Hoyt i due antagonisti dell’avventura, nonché personalità fondamentalmente agli antipodi. L’unica cosa che accomuna le due menti fuori dagli schemi è una vena di follia decisamente marcata, che li ha spinti ad usare il visivamente appagante arcipelago come trappola di turisti, da imprigionare e da vendere spudoratamente come schiavi in un commercio florido e radicato a livello mondiale.
Dopo un incipit a dire il vero prevedibile verremo calati in un’avventura narrativamente interessante, arricchita da alcuni colpi di scena, ove il nostro scopo sarà quello di andare alla ricerca dei nostri amici, salvarli e fuggire a gambe levate da quella terra, rivelatasi ben presto fonte di terrore e meschinità riprovevoli. Al di là del decorrere della trama, che non vorrò di certo svelarvi, ciò che colpisce e su cui si sono concentrati evidentemente gli sceneggiatori è una forte introspezione e progressione psicologica del nostro protagonista: Jason partirà come un classico figlio di papà, probabilmente reduce da una vita spassosa ed esente fatiche; gettato in mano ai pirati, e posto dinnanzi al bivio “SEGUIRE ED ASSECONDARE L’ISTINTO O MORIRE”, il giovane farà uscire fuori un’anima ben diversa, che saprà prendere –nel corso della storia- addirittura una piega inaspettata. Tale evoluzione si compirà con la nostra scelta finale, che –al termine dell’avventura- potrà condurci a due epiloghi differenti. Ad una storia complessivamente interessante e che sa decisamente intrattenere ed incuriosire si affianca una lacuna, nata dell’utilizzo di un espediente narrativo eccessivamente stereotipato, simile tra l’altro a quanto visto nell’”Avatar” di Cameron. Il modo in cui Jason verrà accolto dai ribelli locali, il modo in cui verrà erto a Guerriero, sino a divenire addirittura guida spirituale delle tribù locali, appare troppo surreale e poco credibile, non riuscendo a trasmettere quel senso di conflitto o diversità che ci si sarebbe aspettati dal contatto di due culture e popolazioni fondamentalmente molto distanti. L’ingresso e l’inserimento di Jason nel mondo di gioco potevano –insomma- essere sviluppati con maggior accuratezza.
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Far Cry 3 è un FPS free-roaming che si avvicina incredibilmente all’essere un’avventura in prima persona a tutto tondo. Il mondo di gioco che ci troveremo ad esplorare durante la Campagna sarà a dir poco enorme e ci offrirà una miriade di possibilità di gioco e missioni da portare a termine. Seguendo esclusivamente la storyline, dovremo completare con successo una serie di 38 Missioni principali molto varie e divertenti, affidateci perlopiù dal nostro alleato di turno. Peccato -e fortuna- che, dedicarci solo alle quest primarie non ci porterà molto lontano, essendo innanzitutto indispensabile conoscere l’area e le strade su cui ci si dovrà muovere; ecco che i nostri primi passi ci porteranno probabilmente ad attivare le numerose torri di controllo sparse per la mappa, attraverso mini rampicate dal -non forte ma- presente sapore platform. In questo modo avremo accesso alla posizione dei vari percorsi, degli accampamenti e di alcuni punti interessanti dell’area di gioco. Tutto ciò non sarà ancora sufficiente per dormire sonni tranquilli. Gli sviluppatori hanno infatti inserito una componente survival molto interessante, dandoci la possibilità di procacciare la selvaggina e raccogliere alcune erbe, in un sistema molto vicino a quanto già visto in Red Dead Redemption; tali attività non saranno assolutamente fini a se stesse, dimostrandosi anzi indispensabili per creare un buon equipaggiamento. Per costruire zaini più ampi, borse per munizioni, cartucciere per le cure, sacca per gli esplosivi e siringhe di ogni genere non potremo far altro che imbracciare il nostro arco, o fucile se preferite, e dedicarci alle interessanti sessioni. La mole di obiettivi secondari da portare a termine è spropositata riuscendo probabilmente a superare anche quella già appurata In Assassin’s Creed 3.
Tra gli elementi facoltativi, ma maggiormente di peso non si può non parlare della Liberazione degli Avamposti. Si tratta di sessioni dal tono fortemente SandBox nelle quali dovremo liberare diverse aree dai nemici, scegliendo l’approccio considerato più consono alla situazione. Il punto di forza di queste sessioni è indubbiamente il loro sapersi distinguersi l’una dall’altra, con accampamenti sempre differenti tra di loro, forti di una conformazione geologica sempre distinta, ed aperta a soluzioni diverse. Starà a noi scegliere se fare irruzione ad armi spianate, con fucili, bazooka o veicoli carichi di C4, ovvero prediligere un approccio Stealth, disattivando gli allarmi e passando inosservati dinnanzi agli occhi dei nemici. Liberando gli Avamposti, faremo nostra l’area, sbloccando un punto di trasporto automatico ed un distributore locale di munizioni. Ciò rappresenta una svolta rispetto al precedente capitolo, il quale vedeva l’eccessivo susseguirsi di sessioni a bordo di veicoli, troppo prolungate e noiose. In Far Cry 3 viaggio ed esplorazione saranno sempre a nostra discrezione, concedendoci finalmente, liberando le aree succitate, più frequenti punti di spostamento automatico.
Nelle bacheche degli avamposti conquistati ed in giro per la mappa di gioco saranno poi presenti diverse sfide secondarie di diversa natura: caccia di animali rari, assassinii di pirati, sessioni di guida a tempo, alcuni mini-giochi e le prove rakyat, prove fisiche legate alla tradizione dei guerrieri del luogo. Il vero punto di forza comune a tutte queste attività è la loro essenzialità; oltre a mettere alla prova la nostra mira, precisione, velocità o distruttività riescono a sorprendere per il loro saper essere sempre concise e brevi quanto basta per risultare godibili e mai appesantire l’esperienza già longeva offerta dalle missioni principali.
A condire una vastissima esperienza di gioco, contribuisce un impianto ruolistico interessante, seppur molto basilare; portando a termine le quest e compiendo uccisioni di diverso tipo, acquisiremo esperienza e punti abilità da spendere nei tre rami disponibili -Airone, Squalo e Ragno- a seconda naturalmente dalle abilità che ci interessano maggiormente e che meglio si adattano allo stile di gioco che vorremo adottare. Tale scelta non sarà in fin dei conti così ardua né tantomeno incisiva, in quanto non solo sarà possibilissimo creare un personaggio dotato di un miscuglio tra le varie abilità, ma anche perché molto probabilmente già la sola quest principale ci consentirà di acquistare tutte le skill di due dei tre rami disponibili.
Il tutto risulta immediato e divertente, complice un feeling piacevole con le armi e meccaniche di guida mai frustranti. Nonostante un mondo enorme a disposizione le varie missioni non risultano mai dispersive, mantenendo una certa linearità di fondo, utile in titoli come quello in questione. Unico neo può esser scorto nella calibrazione dei danni al nostro protagonista; da un lato infatti saremo resistenti a pallottole, esplosivi e fiamme dirompenti, mentre per converso succederà spesso di subire ingenti perdite di salute anche dopo una piccolissima caduta, elemento che ci consente di affibbiare al nostro caro Jason l’appellativo di “uomo di marzapane”.
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Accanto alla Modalità campagna non possono essere ignorate le componenti Cooperativa e Multigiocatore. La prima ci consentirà di affrontare una serie di missioni ben scisse fra loro, in locale, o online fino a 4 giocatori. La modalità si pone perfettamente a metà strada tra il Single Player ed il Multiplayer; ogni sessione si aprirà con la creazione e scelta della classe e ci vedrà affrontare sparatorie abbastanza lineari e limitate, specie se confrontate con quelle della campagna. Il tutto sarà sorretto anche da una trama, abbastanza abbozzata a dire il vero, ma che quantomeno renderà più credibile e piacevole l’incorrere delle missioni, con alcune scene di intermezzo e personaggi presentati tra una sessione e l’altra.
Il multigiocatore si presenta invece come una modalità delle più classiche, non riuscendo purtroppo né a portare qualcosa di fresco al genere, né a raggiungere i livelli della concorrenza. Pur presentando meccaniche molto semplici e divertenti e l’ambientazione accattivante della modalità madre, il multiplayer non riesce a lasciare il segno, rappresentando probabilmente l’unica feature dimenticabile della produzione. Nel tentativo di offrire qualcosa in più rispetto agli altri Fps del mercato, la Ubisoft ha inserito il classico Editor Mappe già visto in Far Cry 2. Attraverso un Tool fornito dagli sviluppatori, ogni utente potrà plasmare le proprie aree, da condividere e far provare agli altri videogiocatori. Una caratteristica sicuramente interessante, seppur di nicchia, fondamentale per fornire al comparto un minimo di personalità, che di base -purtroppo- non riesce a possedere.
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ll comparto tecnico di Far Cry 3 si pone complessivamente ai vertici di questa generazione, specie considerando i canoni dei free roaming odierni. Le texture sono abbastanza dettagliate, ed alcuni effetti particellari riescono a sorprendere quanto a qualità e spettacolarità. Il comparto illuminazione è di tutto rispetto, riuscendo a fornire scorci memorabili, complice una palette cromatica dai toni molto intensi e vividi. La versione console è chiaramente dovuta scendere a compromessi, e se la versione Ps3 soffre di alcuni cali di frame-rate -frequenti specialmente durante le cut-scene-, la controparte per Xbox360 subisce alcuni fenomeni di tearing, specie nelle zone all’aperto.
L’unica e consistente pecca del comparto grafico è indubbiamente la staticità dei fondali; le isole, il mare e le montagne in lontananza appaiono talvolta ombre locate sul nulla, perdendo di consistenza e definizione anche da distanza non incredibilmente eccessiva. Il colpo d’occhio resta comunque sopra la media, ed è innegabile che il tutto riesca in certi frangenti a stupire.
Sorvolare in deltaplano l’arcipelago, magari all’imbrunire, superando la giungla zeppa di animali salvatici e l’oceano popolato da temibilissimi ed affamati squali, sarà un’esperienza da vivere semplicemente perché piacevole da assaporare al di là dei succitati difetti. L’isola è stata riprodotta con dovizia di particolari; non mancheranno cascate, grotte e villaggi sparsi per il territorio.
Sarà anche presente il doppiaggio in italiano, assolutamente non alla pari di quello realizzato in lingua originale, ma complessivamente di discreta fattura. Probabilmente chi di voi ha amato Yu gi oh potrà apprezzare in maggior misura alcune voci che, al dire il vero, risultano in molte occasioni fuori luogo.
Uno dei maggiori difetti del precedente capitolo era -poi- rappresentato dall’Intelligenza artificiale dei nemici. In Far Cry 3 finalmente tale aspetto è stato portato ai livelli qualitativi dell’intera produzione, con nemici, alleati e fauna che si muovono sempre in modo credibile, mostrando solo raramente alcune défaillance.
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Far Cry 3 è un titolo vasto come pochi. La produzione è riuscita a raggiunge vette qualitative molto alte, grazie ad una campagna che ha saputo accostare sapientemente la componente open-world ad una linearità sottile ed azzeccata. Raramente capita di imbattersi in un videogame così longevo e corposo, senza cadere in tempi morti o cali d’intensità. Far Cry 3 riesce in tutto ciò, non rinunciando -tra l’altro- ad una profondità garantita dal sistema esperienza, di per sé non molto realistico, ma che riesce comunque a fornire un senso di progressione costante e necessario in un’avventura del genere. Poco importa se il Multigiocatore non sa essere rivoluzionario o la Modalità Cooperativa non arriva ai livelli della Campagna in singolo. Lì fuori c’è un mondo che vi aspetta; un mondo credibile e modellato con accuratezza.
Questo è Far Cry 3: un’avventura forte ed incisiva come uno squarcio in muro ed incalzante come una pellicola d’azione.
9.0
