Day of Infamy – Recensione
Siamo ormai abituati a vederne di cotte e di crude negli FPS di queste ultime generazioni e forse, in questo marasma di idee fac-simile l'una con l'altra, si è perso il concetto fondamentale di sparatutto in prima persona: l'abilità fa da padrona, sempre e comunque. Ok, con l'avanzare del fenomeno eSports, osserviamo giornalmente nelle varie livestream o eventi veri e propri, pro gamer darsene di santa ragione sul Call of Duty della situazione o su tutti gli altri FPS del momento come Battlefield 1, Counter Strike, Overwatch e molti altri ancora. Tra le costanti rivoluzioni di questo genere videoludico però è arrivata, per assurdo, una controtendenza alquanto inusuale ed inattesa che prende il nome di Day of Infamy: nuovo lavoro di New World Interactive, team di sviluppo già noto per aver sviluppato il celebre Insurgency. In una ricerca sempre più dello stupore, uno sparatutto vecchia scuola sarà realmente in grado di emergere e farsi valere? Scopritelo all'interno della nostra recensione!
NON SERVONO ISTRUZIONI, PRENDI IL FUCILE E SPARA!
Precisiamo subito una cosa. Se vi ritenete abili negli FPS odierni, in Day of Infamy dovrete cospargevi il capo di cenere e farvi un bel bagno d'umilità: o sei sveglio, o muori senza neanche accorgertene. Scordatevi qualsiasi tipologia di aiuto, in questo titolo non esiste un benché minimo Tutorial (se non alcuni utili filmati pubblicati sul canale ufficiale di YouTube) ne soprattutto alcuna agevolazione che possa aiutarvi a compiere la vostra missione. In Day of Infamy infatti sarà assente il conteggio delle vostre munizioni disponibili (se non i caricatori che però, malvagiamente, non vi diranno esattamente quante pallottole avrete), mini-mappa, mira agevolata e una lunga serie di feature le altre varie case di sviluppo ci hanno concesso fino ad oggi.
Bisogna anche sottolineare che, seppur inizialmente i giocatori verranno “battezzati” con partite miste ad utenti veri e bot, quando si verrà catapultati all'interno dei server che contano, dove incontrerete gente ormai già navigata ed esperta, la cose si faranno veramente complicate e, sfortunatamente, il fattore frustrazione inciderà. La curva di apprendimento è veramente ripida e, onestamente parlando, ritengo che sia praticamente impossibile per un nuovo utente fronteggiare giocatori già esperti: è assente purtroppo la concezione di un matchmaking utile ad associare squadre equilibrate per grado e abilità. Riprendono una componente fondamentale presenta precedentemente, Day of Infamy è vero e proprio simulatore di guerra che non darà adito a potenziamenti, bonus e se non si sarà attenti a tutto ciò che ci circonda, difficilmente la vittoria potrà essere vostra. Rispetto al concetto di FPS moderno, dove la frenesia e i riflessi sono all'ordine del giorno, qui vigerà invece un vero e proprio dogma: la calma è la virtù dei forti e, come è facile intuire, dovrete essere ben attenti nel capire realmente cosa dovrete fare.
CHIAMATA ALLE ARMI
Proprio come accadeva nella triste e cruda realtà della Seconda Guerra Mondiale, anche qui la gerarchia di comando sarà fondamentale per poter salvare la pelle. Day of Infamy vi permetterà di scegliere nove classi diversi per il vostro personaggio, ciascuna diversificata per armi e abilità: il tutto però porterà ad una componente tattica decisamente “antica” per gli standard odierni. Vi ritroverete in cuffia infatti o nella chat di gioco, un pubblico alquanto maturo che, anziché insultare le vostre famiglie o inveire contro la santità di turno, si concentrerà a comunicare ordini e consigli utili per vincere e, l'esempio cardine di quanto detto, è quello del rapporto tra il Comandante e l'ufficiale con la Radio. Le persone che selezioneranno infatti queste figure dovranno vivere in simbiosi, poiché solamente l'uomo con la radio potrà trasmettere a tutto il resto della squadra i solenni ordini del Comandante.
Se sulle idee e il gameplay il titolo, pur essendo rivolto ad una nicchia di utenza, risulta essere soddisfacente, sotto l'aspetto tecnico è invece alquanto deficitario. Il voluto realismo viene meno nella grafica, con modelli e texture antiquate che ne fanno da padrone, e complessivamente sia sotto l'aspetto del sonoro che in altro il titolo è alquanto scarno, non ai standard a cui siamo abituati oggi. Non dovete però farvi suggestionare da questa pecca, poichè Day of Infamy, grazie alle sue peculiari feature, vi permetterà in un batter d'occhio di fare un balzo nel passato degli FPS e godervi, ne sono convinto fermamente, l'essenza vera di questo genere: dategli una chance.
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