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Fire Emblem Warriors – Anteprima

Fra le tonnellate di titoli in fase di sviluppo per Nintendo Switch rivelati durante il serratissimo Direct dello scorso 12 gennaio, i fan della saga targata Intelligent Systems non hanno potuto fare a meno di esultare all'annuncio di non uno, ma ben due titoli dedicati a Fire Emblem: il primo è un tradizionale strategico del quale al momento non conosciamo neanche il titolo, che riverserà tutta la tensione e la drammaticità degli originali in un nuovo episodio incentrato, come al solito, su profondità narrativa e combattimenti a turni, mentre il secondo nasce da un'altra collaborazione con Koei Tecmo dopo il fortunato Hyrule Warriors e mira ad inserire alcuni fra i personaggi più amati del franchise nel contesto hack ‘n' slash tipico dei popolari Musou sviluppati da Omega Force, con il supporto, così come avvenne per lo spin-off ambientato nell'universo di The Legend of Zelda, di Team Ninja. Fire Emblem Warriors (o Fire Emblem Musou) verrà invero suddiviso in due titoli distinti in uscita dopo l'estate, uno pensato per l'attuale console ammiraglia di Nintendo e l'altro per New 3DS, e la demo mostrata durante l'E3 ha messo in risalto buona parte delle caratteristiche riversate su Switch che, nelle intenzioni dei produttori, dovrebbero riuscire ad attirare gli appassionati di entrambi i mondi grazie al fascino intramontabile del crossover. Sì, quello che abbiamo avuto modo di vedere è indiscutibilmente un musou. Sì, i personaggi che andremo a controllare sono tutti volti conosciuti della serie, pescati perlopiù da Shadow Dragon, Awakening e Fates. E sì, tenetevi pronti a scambi di battute al fulmicotone, roboanti effetti visivi e battaglie epocali fra eserciti immensi che contrappongono vecchi alleati e nemici giurati, pizzicando le corde del fanservice in maniera tanto spudorata quanto efficace.



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Protagonisti delle vicende sono i due fratelli Rowan e Lianna, eredi del regno di Aytolis, costretti ad assistere alla distruzione di quest'ultimo in seguito alla repentina invasione di un gigantesco drago malvagio e delle armate sotto il suo comando. Ma non tutto è perduto poiché, lungo il loro cammino di riconquista, i due fratelli stringeranno un patto con diversi eroi provenienti da altri mondi per fondare così un sodalizio capace di respingere le forze che hanno invaso Aytolis. Per fare ciò, come vuole la consuetudine, dovremo scendere in campo in prima persona e affrontare orde smisurate di guerrieri avversari con la classica combinazione di attacchi leggeri, pesanti e speciali sia in terra che a mezz'aria, in una catartica danza di colpi al tempo stesso magnifica da vedere e soddisfacente da eseguire. Ma, oltre a falciare gli sciami di soldati nemici visibili sullo schermo, Fire Emblem Warriors richiede anche una costante supervisione della mappa del livello, perché il conflitto si estende simultaneamente in molte altre zone al di fuori della nostra portata e sarà nostro preciso compito difendere i territori conquistati, espugnare le basi occupate e soccorrere i compagni in difficoltà seguendo l'ordine delle missioni che verranno aggiornate attraverso una sequenza di pratici pop-up. I primi campioni che decidono di sposare la causa di Lianna e Rowan, almeno in questo spezzone dimostrativo, sono Chrom, uno dei tre personaggi principali di Fire Emblem Awakening, Marth, il leggendario principe guerriero di Fire Emblem Shadow Dragon, e Corrin, l'alter ego mutaforma del giocatore in Fire Emblem Fates, qui trasposto nella sua variante femminile: una rapida pressione della croce direzionale verso l'alto o il basso ci permette di ciclare fra i combattenti a nostra disposizione, normale routine per raggiungere le zone più concitate del campo di battaglia senza essere costretti ad attraversarlo a piedi da una parte all'altra, anche se talvolta non potremo sottrarci a un po' di sano jogging virtuale. Ryoma e Xander, leader delle due nazioni in conflitto di Fates, ci hanno invece affrontato come generali antagonisti: i due sembrano aver stipulato una tregua per misurarsi contro un nemico comune, solo che in questo caso si tratta di noi.



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I comandi mappati di default sul controller Pro sono sufficientemente intuitivi, benché la necessità di tenere premuto ZR per accedere alle tecniche speciali assegnate ai pulsanti frontali necessiti di un minimo di pratica per essere padroneggiata, ma la generosa finestra temporale richiesta per l'esecuzione degli attacchi più elaborati concede ampio margine di tolleranza e garantisce risultati apprezzabili sia con la pressione forsennata dei tasti che con l'esecuzione di sequenze più precise e ponderate. Tutti i personaggi condividono il medesimo schema di mosse basilare, con la portata dei colpi normali ed avanzati che costituisce la differenza fondamentale tra gli stessi: i fendenti di Chrom e Marth possiedono una gittata significativa e sono in grado di tenere a bada un gran numero di nemici, mentre Corrin compensa il suo raggio d'azione ridotto con i poteri devastanti della sua forma draconica. Nulla di nuovo sul fronte occidentale per gli estimatori dei picchiaduro di casa Koei Tecmo, insomma, che ritroveranno qui la frenesia dei titoli migliori unita al fascino del mondo di Fire Emblem in un tripudio di esplosioni colorate, fasci di luce ed effetti particellari, sorretti da un motore grafico abbastanza robusto che infonde nei modelli tridimensionali, scolpiti una volta tanto con proporzioni realistiche e non super deformed, un vago sentore di cel shading grazie alle tonalità morbide della pelle ed alla lucentezza marcata di armi e corazze, facendosi perdonare qualche pop-in di troppo. Particolarmente gradevoli sono gli attacchi speciali che scimmiottano i colpi critici degli originali, interrompendo l'azione con un intenso primo piano del personaggio che li esegue per poi allargare l'inquadratura sulla devastazione perpetrata dal suo assalto.



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Come già accaduto in Hyrule Warriors, i richiami alle meccaniche presenti nella serie originale sono molteplici e non mancheranno di strappare un sorriso: dalle icone sulla mappa che riprendono lo stile degli strategici all'inconfondibile melodia che riecheggia quando un personaggio guadagna un livello, interrompendo per un attimo l'azione con la caratteristica schermata di incremento delle statistiche (un pelo troppo generoso, in effetti), passando per un accenno al sistema relazionale introdotto in Fates e Awakening grazie al quale due alleati vicini possono beneficiare di una serie di bonus offensivi e difensivi, tutto sembra essere stato costruito per far sentire a proprio agio i giocatori più devoti. Qualche critica può essere mossa alla diversità di soldati che si frapporranno tra noi ed i generali nemici o, piuttosto, alla mancanza totale della stessa: benché quanto visionato sia una piccolissima porzione del prodotto finale, che presumibilmente offrirà qualche variazione supplementare sul tema, le schiere di fanti generici non mostrano il benché minimo accenno di personalità, ancora meno che in altri Musou, e contrastano fin troppo (ma forse in maniera voluta) con le fattezze e le uniformi oltremodo particolareggiate degli eroi principali, ma è pur vero che si tratta di carne da macello pensata in primis per alimentare il contatore di combo e non staremo certo a guardare il colore del loro tabarro quando ne sbalzeremo via a centinaia sotto le raffiche impietose dei nostri colpi. Fire Emblem Warriors quindi non rivoluziona la formula standard del genere, né del resto era sua intenzione farlo, ma accoppia ancora una volta un sistema di gioco ben collaudato con il carisma dello strategico di Intelligent Systems in un agglomerato chiassoso, dinamico e coinvolgente al punto giusto. Resta ancora qualche interrogativo in sospeso prima dell'uscita del titolo, prevista a fine settembre per Switch e 3DS: quanti giocatori sono previsti per il gioco cooperativo? Sarà possibile controllare qualche unità a lungo raggio, come maghi o arcieri? Vedremo il ritorno di boss e mini-boss, che in Hyrule Warriors rappresentavano un eccellente diversivo? Ma soprattutto, potremo brandire un carotone gigante in battaglia con Xander? A questo punto, appurata la bontà del lavoro svolto da Omega Force/Team Ninja fin qui, non possiamo che augurarcelo!



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4 luglio 2017 alle 15:41