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The Division: storia di una rinascita - editoriale

Una letale epidemia che sconvolge fino alle basi la nostra città, una spettrale New York popolata da bande di fanatici e da opportunisti di ogni tipo, un gruppo di agenti dormienti chiamati a difendere quel poco di normalità che rimane nella Grande Mela: le premesse di The Division colpirono milioni di giocatori in tutto il mondo sin dall'ormai lontano 2013, quando il titolo venne mostrato per la prima volta durante l'E3. Uno sviluppo più lungo del previsto causò però diversi ritardi nell'uscita, tanto che Tom Clancy's The Divison uscì nel marzo 2016 accolto da un alto tasso di hype generale.



I giocatori si riversarono a New York (ricordo benissimo la congestione di traffico che impediva di attivare il proprio status di agente presso l'apposito terminale) trovandosi d'innanzi un'ambientazione maestosa, seppur soggetta a un evidente downgrade grafico, che però non riuscì a sopperire ad alcune mancanze del titolo, in particolare per quanto concerne l'endgame.



Oggi, a quasi due anni dal lancio, The Division è un gioco completamente diverso, gratificante e divertente da (ri)prendere in mano. Abbiamo accennato poco fa al problema relativo all'endgame del gioco "base": una volta potenziato al massimo il QG e dopo aver sbloccato tutte le abilità dei nostri agenti, rimaneva infatti ben poco da fare se non la Zona Nera, l'unica vera attività endgame.

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17 febbraio 2018 alle 17:20