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Gamescom 2019: Trials of Mana - prova

Molto spesso, Square-Enix ricorda la classica nonna del Sud Italia: sempre indaffarata, sempre ai fornelli per cucinare qualcosa di nuovo, ma contemporaneamente ben attenta a non buttare via nulla e ripresentare gli avanzi dei giorni passati in una nuova forma, più o meno appetitosa in base al suo umore.



Ciò che ci ha insegnato l'azienda nipponica in questi anni, infatti, è che non si butta via nulla (almeno, non intenzionalmente, vista la triste perdita degli asset originali di Final Fantasy VIII) e che anche a distanza di decenni c'è sempre il modo di prendere una buona idea, scuotere via la polvere e cavar fuori un titolo valido da dare in pasto a un pubblico sempre nostalgico, sempre affamato.



È questo il caso di Trials of Mana, previsto come titolo multipiattaforma durante i primi mesi del 2020. Se il nome dovesse far suonare qualche campanellino in testa, non c'è da stupirsi: il progetto è infatti un remake dell'originale Seiken Densetsu 3, pubblicato il 30 settembre 1995, ma mai rilasciato fuori dal Giappone. Il terzo Seiken Densetsu è seguito di un titolo ben più celebre, conosciuto dal mondo come Secret of Mana e il cui remake 3D è già stato pubblicato da Square-Enix lo scorso anno... purtroppo con giudizi contrastanti da parte di critica e pubblico: modelli poligonali colorati, ma spesso poco fedeli allo stile degli sprite originali, animazioni povere, IA carente e cattiva gestione dell'inedita terza dimensione sono stati solo alcuni dei problemi riscontrati in sede di recensione.



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25 agosto 2019 alle 10:00