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Baseless – Recensione

Se siete alla ricerca di una nuova prospettiva sul mondo, la recensione di Baseless potrebbe fare al caso vostro. Il team di First Break Labs ha infatti progettato un jumping shooter molto particolare, in cui dovremo sfruttare a nostro vantaggio la gravità, ma non solo. Unitevi al Culto del Nilo e lanciatevi in un'intensa avventura spaziale.



Prima spara, poi fai le domande



Il mondo degli sparatutto, seppur basato su alcuni pilastri fondamentali, ha sempre cercato di diversificarsi, sfruttando vari elementi e meccaniche. I più famosi sono senza dubbio quelli in prima persona, come Call of Duty e Battlefield, ma ve ne sono anche su rotaie, con visuale dall'alto e chi più ne ha più ne metta. A una prima occhiata risulta decisamente facile catalogare anche Baseless, che si propone come uno sparatutto orizzontale arcade, in cui si uniscono anche elementi roguelite.



Il protagonista del gioco è un misterioso essere senza nome, una sorta di strano alieno cornuto che viene salvato da delle altrettanto strane creature spaziali vermiformi (ma non solo). Queste si dichiarano appartenenti al Culto del Nilo, una s̶e̶t̶t̶a congrega di fedeli che combatte contro degli invasori che stanno mettendo a soqquadro l'universo e rapendo varie creature. Seguendo le indicazioni del capo del culto, l'Anziano e dei suoi sottoposti, dovremo avventurarci fuori dalla base e combattere per la nostra salvezza. O almeno, questo è ciò che tutti vogliono farci credere.



Senza lanciarci in spoiler esagerati sulla semplice trama che fa da contorno all'esperienza, possiamo dirvi che in Baseless prima spareremo, poi faremo le domande. Dovremo sfruttare un vasto arsenale non solo per eliminare i nemici, ma anche per completare alcune richieste più particolari. Nel nostro peregrinare potremo anche salvare degli alleati che ci forniranno sfide e missioni secondarie, oltre a darci accesso a simpatici minigiochi.




Il gameplay di Baseless



Ma dove sta la particolarità di Baseless? Ebbene, il nostro eroe per un qualche motivo non è in grado di muoversi autonomamente. Dovrà invece sfruttare la sua arma da fuoco per spostarsi nella direzione opposta rispetto a quella del colpo. Questa dinamica può sembrare inizialmente disorientante, ma presto si dimostrerà incredibilmente sfidante e divertente. Il fucile base, che avrà colpi infiniti, potrà inoltre essere temporaneamente sostituito da armi più potenti con munizioni ridotte. Dai bazooka ai proiettili traccianti, passando per shotgun e simili: l'arsenale, nel suo piccolo, è decisamente vasto.



Il nostro eroe potrà anche usare alcuni gadget, come una spada e un rampino, per stordire i nemici o spostarsi più agilmente. Sarà anche possibile richiamare uno scudo dalla durata limitata, che avrà il pregio di bloccare gli attacchi e generare un effetto “freeze” grazie al quale arrestare il movimento. Come se tutto ciò non bastasse, pianeti e asteroidi ci influenzeranno con la loro gravità, portandoci spesso a orbitarci attorno. Sfruttando tutte queste peculiarità, dovremo avventurarci in una serie di rapidi schemi, in cui completare varie richieste.



Solitamente dovremo semplicemente eliminare ogni mostro, ma a volte ci verrà chiesto di raccogliere gemme, ingranaggi o altro ancora. Terminata una sequenza di livelli, affronteremo un potente boss, sconfitto il quale solitamente salveremo un membro del Culto e torneremo alla base. Qui sarà possibile potenziarci investendo gemme e bonus, oltre a completare varie side quest e affrontare i già citati minigiochi. Tutto è ben calibrato e anche le eventuali sconfitte non saranno esageratamente punitive, per un'esperienza generale che riuscirà a regalare grandi soddisfazioni una volta presa la giusta manualità con i comandi.



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All your base are belong to us



Baseless si è rivelato un jumping shooter molto semplice nel suo core, ma nel contempo decisamente sfidante. Riuscire a padroneggiare la gravità del gioco e la gestione del non-movimento del protagonista sarà fondamentale per sopravvivere, ma regalerà grandi soddisfazioni. La progressione del personaggio è comunque costante, dunque man mano che tenteremo i vari livelli saremo sempre più abili e resistenti. Interessante anche il sistema di corna, che modifica i nostri attacchi e a volte anche il movimento, spingendoci ad esempio nella direzione del colpo piuttosto che al contrario. Anche gli elementi marginali, come le missioni secondarie e i dialoghi con gli NPC, contribuiscono a dare colore al tutto e creare la giusta atmosfera.



Altrettanto intrigante lo stile grafico scelto per il gioco. First Break Labs ha deciso di puntare su uno stile cartoon, proponendo dialoghi a schermo in stile gioco di ruolo giapponese, coerenti con il carattere generale dell'avventura. I mondi sono molto colorati e ricchi di laser e altri elementi luminosi, ma risultano in linea generale sempre chiari. Alcune prove sono invece più riuscite di altre, in particolare i livelli spiccatamente platform che potrebbero risultare frustranti. In generale, comunque, Baseless si è dimostrato molto equilibrato e ben pensato.



Piacevole anche il comparto audio, con un doppiaggio “a versi” dei personaggi e con una colonna sonora adeguata al contesto generale di un'azione frenetica e caotica. Il design dei nemici e dei mondi sembra un po' pigro, per quanto la varietà sia comunque buona. Discreta anche la longevità: per completare il gioco saranno infatti necessarie una decina di ore, da aumentare sensibilmente se non sarete pratici di questo genere di sparatutto.



Il Platino di Baseless



Eccoci giunti alla sezione più amata dai cacciatori. La lista di Baseless include 28 coppe, tra cui una scintillante Platino. Sbloccarlo però sarà tutt'altro che semplice: dovremo infatti ottenere tre stelle in ogni zona, completarle tutte senza subire danno e affrontarle senza potenziamenti. Come se non bastasse, dovremo anche soddisfare tutte le richieste degli NPC e sbloccare tutte le corna. Insomma, non esattamente una passeggiata spaziale di salute…




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oggi alle 17:10

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