Razer BlackSharkV2 X - recensione
Associare Razer al concetto di entry-level è effettivamente un esercizio di stile che fatichiamo a portare a termine. il costruttore americano, considerato come uno dei brand di lusso per quanto riguarda le periferiche gaming ad alto livello, difficilmente viene associato a prodotti accessibili al grande pubblico quando il parametro principale tenere in considerazione è il prezzo. Se i prodotti di Razer della fascia medio/alta sono spesso riconosciuti tra i migliori sul mercato, un settore in cui azienda taiwanese difficilmente mette piede e quello dell'entry level, un po' a tutti i livelli.
A quanto pare il vento sta per cambiare: giusto qualche giorno fa è stata annunciato un nuovo modello: si tratta delle Razer BlackSharkV2 X. Si tratta della versione entry level di un nuovo prodotto lanciato da Razer nei giorni scorsi in versione USB, la BlackShark V2, molto simili al modello della nostra recensione, ma dotate di una scheda audio USB esterna supplementare e di magneti in neodimio al titanio. La nostra versione delle cuffie è dotata di un jack da 3.5 unico e degli stessi magneti ma realizzati in materiale diverso.
La linea BlackShark è pensata per funzionare indipendentemente su PC e console. È quindi perfettamente adatta a chi vuole usare sempre le stesse cuffie pur saltando dal proprio un computer alla propria console e viceversa, oppure chi desidera un paio di cuffie di backup capaci di garantire la massima flessibilità nell'utilizzo. Queste nuove BlackSharkV2 X cercano andare incontro a quest'utenza non solo per quanto riguarda il prezzo, di cui parleremo più avanti, ma anche sul fronte di una serie di caratteristiche prestazionali e costruttive derivate dalla sorella maggiore di notevole rilievo.
