Crusader Kings 3 - recensione
Il genere strategico ha raggiunto da tempo una maturità indiscussa. I prodotti disponibili per gli appassionati del genere sono molti e ci sono spesso sperimentazioni, ibridazioni con altri generi e in generale una grande vitalità che, in ultima analisi, fa felici soprattutto i giocatori.
La parola 'strategia' non evoca più nei videogiocatori immagini di impenetrabili e ponderosi manuali, né tantomeno complicate mappe e counter Nato; certo, chi voglia buttarsi a capofitto in simulazioni militari rigorose troverà sempre pane per i suoi denti, ma un genere maturo vuol dire tante ricette diverse per palati che, col passare del tempo, si sono raffinati su gusti diversi.
Crusader Kings 2 usciva nel febbraio del 2012 e fu, in un certo senso, il titolo che marcò il nuovo approccio di Paradox al genere, e al business in generale. Ma quello che interessa a noi è che Crusader Kings 2 portò agli appassionati del genere 'grand strategy', oltre a un tema abbastanza nuovo (il medioevo e le crociate), un modo di fare strategia completamente diverso dal consueto.
