Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Le strade del male - recensione

Nel corso dei secoli l'umanità si dev'essere resa conto della vastità del male che era capace di infliggere al suo prossimo e, convenientemente, si è inventata il Diavolo, su cui scaricare ogni responsabilità assolvendosi poi grazie a confessioni, pentimenti, penitenze, tutta roba creata ad hoc.



In una piccola area fra Ohio e West Virginia (il solito depresso Grande Centro), nell'arco di una ventina di anni si consumano e trovano risoluzione le vite sfortunate di un gruppo di personaggi, i cui tragici destini rimbalzeranno fra le due località di Coal Creek e Mead, un pugno di chilometri dove sembrano concentrate tutte le sventure possibili, tutti i personaggi più negativi.



La prima parte ci introduce i due personaggi intorno cui ruoteranno tutti gli eventi futuri, un ragazzino e una bambina entrambi rimasti orfani dopo che due diverse tragedie hanno distrutto le loro famiglie. In quei luoghi di miseria e abbrutimento, Dio non sembra ricambiare le attenzioni che i compaesani gli dedicano, durante i lunghi sermoni punitivi cui si sottopongono nella chiesa locale, che finisce pure in mano a un predicatore perverso (Robert Pattinson).



Leggi altro...

Continua la lettura su www.eurogamer.it

19 settembre 2020 alle 10:10