Cake Invaders – Recensione Speedrun
Salviamo le torte a suon di proiettili con la recensione Speedrun di Cake Invaders. Tra un rhythm game e qualche gioco pieno di ragazze in abiti succinti, ZOO Corporation ed eastasiasoft hanno dato vita a una curiosa avventura spaziale.
Fat Astronauts
La trama di Cake Invaders offre una giusta quantità di follia, che ricorda per certi versi lo stile della serie Cotton. Nei panni di attente astronaute, i giocatori devono sfruttare una serie di armi per difendere una preziosissima risorsa dall'attacco degli alieni. Fin qui sembra una sfida ordinaria, una battaglia tra i terrestri e gli invasori per salvaguardare chissà quale fondamentale bene.
In questo caso non si tratta però di minerali, acqua o altro. Gli alieni vogliono infatti rubare le famose torte Baumkuchen d'ispirazione tedesca. Il dolce, molto apprezzato in Giappone, ha infatti attirato l'attenzione di entità extraterrestri che faranno di tutto per rubarla ai nostri astronauti.
Questa premessa si traduce in uno sparatutto arcade bidimensionale che strizza pesantemente l'occhio a opere come Metal Slug e Space Invaders. Il personaggio controllato dal giocatore è fisso al centro dello schermo e sarà possibile ruotare la mira per attaccare gli alieni che si avvicineranno alle torte, piazzate sul dorso della nostra astronave. Tutto molto basilare, dalla grafica al gameplay: non aspettatevi quindi alcun tipo d'innovazione ai canoni standard del genere.
In difesa della glicemia alta
Cake Invaders è un titolo incredibilmente semplice, sia per comandi che per livelli di difficoltà. Il giocatore veste come detto i panni di un astronauta che non può spostarsi dal centro della nave. Ogni ondata superata permette di aggiungere aiutanti al proprio equipaggio, così da fronteggiare in maniera più efficace gli alieni.
A disposizione del giocatore ci sono anche dei poteri speciali, che risultano però talmente limitati da essere quasi inutili. Meglio affidarsi alla propria abilità personale, resa spesso vana da controlli imprecisi e legnosi. Cake Invaders, in questo senso, è più una tortura che un divertimento, considerato anche che gli aiutanti saranno disponibili solo dopo alcune ondate.
Il volume di fuoco, soprattutto nelle prime fasi, è davvero scarso e rende complicato gestire al meglio gli attacchi. L'assenza di miglioramenti tangibili, se non appunto l'aggiunta alleati, rende il tutto fino troppo monotono. Non aiutano poi una grafica compassata in pixel art, che scimmiotta male i capolavori del passato, e una colonna sonora in costante loop priva di mordente e di varietà. Troppo poco anche per gli appassionati degli sparatutto arcade, senza contare le risicatissime modalità che non spingono certo a lunghe sessioni nello spazio.
Trofeisticamente parlando: una bella fetta di trofei
L'unica vera attrattiva di Cake Invaders è ovviamente una lista trofei molto accessibile. Come da tradizione infatti ZOO Corporation regala agli appassionati di coppe un Platino che può essere conquistato in una mezz'oretta circa senza alcun tipo di sforzo. Qualche alieno abbattuto a suon di proiettili, un po' di potenziamenti e poco altro, per arricchire velocemente la propria bacheca e sbloccare la tanto agognata coppa blu.
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