Radon Break – Recensione Speedrun
Con la recensione Speedrun di Radon Break analizziamo l'ultima fatica del piccolo team di EntwicklerX, già autori del simpatico Pyramid Quest. Il gioco viene presentato come un classico brick breaker che punta tutto sulla componente arcade e lascia decisamente poco all'immaginazione. Mettiamoci ai comandi dell'astronave a forma di barretta e iniziamo a distruggere.
Blast from the Past
C'è stato un periodo storico in cui i giocatori non si aspettavano trame complicate oppure open world giganteschi. Erano sufficienti pochi elementi, qualche monetina e la voglia di divertirsi con prodotti passati alla storia nonostante la loro semplicità. Il pensiero corre subito a Pac-Man e Pong, ma c'è un altro gioco che evoca grandi ricordi ai nostalgici. Stiamo parlando del mitico Arkanoid, videogioco arcade sviluppato da Taito nel 1986 e ispirato a sua volta a un altro arcade, Breakout, uscito dieci anni prima.
Per chi non lo sapesse, Arkanoid ha anche una trama. Durante un viaggio nello spazio, l'astronave madre (Arkanoid, appunto) viene attaccata e distrutta da una misteriosa forza esterna. La piccola astronave Vaus riesce a scappare e si muove in una piega spazio-temporale cercando di distruggere un nemico chiamato Dimension Changer. A distanza di quasi cinquant'anni, EntwicklerX prova a riportare in auge il genere con Radon Break.
A differenza però del suo antenato, questo brick breaker non ha alcun tipo di trama. Nei panni di un'astronave a forma di barretta, classica del genere, ci si trova a spaccare una serie di blocchi colorati. Nessun boss, nessuna spiegazione, solo tanta frenetica azione arcade. L'obiettivo principale rimane sempre quello di evitare che la pallina cada nel vuoto alle nostre spalle, causando la perdita di una vita. Tutto incredibilmente anni Ottanta, sensazione che si ripercuote anche sul gameplay.
Spacca i blocchi
Radon Break offre un gameplay incredibilmente piatto e basilare. A differenza del classico Arkanoid, la visuale è laterale, con la barra che si sposta quindi in alto e in basso sul lato sinistro dello schermo. Per il resto, è tutto come nel 1986: una pallina rimbalza a schermo e il giocatore deve spostare la barra per farla rimbalzare. Mancare la sfera comporta la perdita di una vita, farlo troppe volte (di base cinque) porta al game over.
Non mancano nemmeno i potenziamenti e i malus, pronti a rendere più semplice o complicata la sfida. I poteri sono quelli del classico Arkanoid: un modificatore di lunghezza dell'astronave, che può allungarsi o restringersi, un magnete, un moltiplicatore di palline e un power up che ne modifica la velocità. Le più utili e interessanti tra le migliorie sono l'aura che permette alla pallina di trapassare i blocchi, anziché rimbalzarci sopra, e i cannoni che permettono alla nave di sparare. Tutto è comunque molto basilare, così come lo è la campagna. Una serie infinita di livelli di difficoltà crescente, con il twist che alla fine di ogni schema i potenziamenti si azzereranno. Una vera mazzata (oltre che una scelta discutibile) che rende ogni partita una lenta agonia.
Fortunatamente (?) la campagna è l'unica modalità disponibile. Nessun time attack, nessuna possibilità di giocare con o contro i propri amici. L'unica opzione modificabile è la difficoltà, impostabile su tre livelli. Davvero poco, considerato anche che Radon Break vanta una grafica quasi da vecchio Nintendo e una colonna sonora con una sola traccia e con effetti limitatissimi. Davvero troppo poco, anche per un titolo che vuole essere un tributo al passato
Trofeisticamente parlando: fai un Break, spezza con Radon!
La breve lista trofei di Radon Break include undici ori, un argento e un Platino. Tanta ricchezza, accompagnata da una grande semplicità e linearità. Per arrivare a sbloccare l'agognata coppa blu è sufficiente arrivare fino a livello 40, raggiungere i 500.000 punti e completare semplici richieste di miscellanea. Il vero ostacolo è la noia: ogni livello sembra eterno, senza contare che non è possibile salvare la partita a metà e riprenderla successivamente. Se puntate al Platino, armatevi di pazienza e di una giornata di ferie.
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