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Why Pizza? – Recensione Speedrun

Come se ci fosse bisogno di chiederlo, rispondiamo a una gravosa domanda con la recensione Speedrun di Why Pizza?. Il gioco di Marginal Act e Woo Foo Games ci trasforma in veri e propri mostri delle consegne a domicilio.



Perché la pizza?



Uno degli alimenti che maggiormente identificano il Bel Paese è sicuramente la pizza. Tonda, saporita e condita di ogni ben di Dio, questo alimento è stato esportato in tutto il mondo e divenuto oggetto di rivisitazioni più o meno riuscite e doverosi tributi.



Non stupisce quindi che, presto o tardi, la mitica pizza arrivasse anche nel mondo dei videogiochi. Non stiamo però parlando di quella filante delle Tartarughe Ninja, ma piuttosto di una molto strana e ancora inscatolata. Le premesse di Why Pizza sono infatti quelle di offrire ai giocatori un “delivery job simulator”. Le consegne di pizza vengono effettuate mischiando platform e simulatore di fisica: arrivate fino alla porta per incassare e sopravvivere un altro giorno.



Questa è per intero la trama di Why Pizza, un gioco banale e piatto, composto da soli quattordici livelli e completabile in meno di mezz'ora. La sensazione, fin da subito, è quella di addentare una pizza ormai fredda, anche se il gioco riserva qualche piccolo spunto.



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Perché pubblicarlo?



Il gameplay di Why Pizza è incredibilmente semplice e lineare. I giocatori interpretano uno dei vari ragazzi delle consegne dall'aspetto mostruoso. Ogni creatura ha infatti un corpo simile a una patata con arti a stecco prensili e una testa a forma di cetriolo, maionese, banana e altri vegetali.



Quale che sia l'eroe scelto, il gioco rimane comunque sempre uguale. Si salta per gli schemi su varie piattaforme, utilizzando in alcune occasioni la testa come aggancio su pedane sopraelevate. Gli arti servono occasionalmente per afferrare oggetti da usare, come bombe e picconi.



Esiste anche un dito che permette di “bloccare” in aria la creatura e lanciarla più in alto, così come uno che la spinge di lato in scatto. Tutto incredibilmente banale e insipido, considerato anche un level design pressapochista.



I personaggi spalla, che danno missioni al giocatore, sono invece inutili e dotati di linee di testo trascurabili. Persino le sfide (oltre a essere inutili) si riducono dall'andare dal punto A al punto B. La grafica, nei suoi toni psichedelici, è quasi urtante, mentre l'audio non è pervenuto se non in rari istanti. Un mix d'ingredienti difficile da digerire ma che, quanto meno, si mangia davvero in fretta.



Trofeisticamente parlando: perché il Platino?



Se vi state chiedendo cosa spinga i giocatori a comprare e completare Why Pizza, troverete la risposta nella sua lista trofei. Quindici coppe che, come è facile immaginare, comprendo una ricompensa per ogni livello e il Platino. Nessuna sfida di miscellanea, nessuna prova extra. La lista non implica nemmeno di dover finire il gioco per essere completata. Triste? Sì. Utile per la bacheca? Anche.




L'articolo Why Pizza? – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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25 agosto 2022 alle 10:10

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