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Samaritan, i superpoteri non garantiscono la felicità

Quasi trent'anni fa si era consumato lo scontro definitivo fra due fratelli, dotati di poteri da supereroe, Samaritan e Nemesis. Entrambi fin da ragazzini erano stati perseguitati da uomini che non li avevano compresi, uno ugualmente aveva deciso di lottare a fianco di chi li aveva combattuti, l'altro era cresciuto animato solo dal desiderio di vendetta. Nella lotta finale entrambi erano morti.



Nella fantasia di Sam, tredicenne senza padre e con mamma premurosa ma assente per tirare la carretta, Samaritan è però ancora vivo e il ragazzino segue ossessivamente tutti i programmi e i siti che su di lui ancora favoleggiano (e speculano). Siamo nelle estreme degradate periferie dell'immaginaria Granite City (una specie di desolato Bronx anni '70), dappertutto rifiuti, casermoni popolari fatiscenti, infiniti accampamenti di homeless e nessuna speranza nel domani. E tutti parteggiano per i cattivi, quindi rimpiangono Nemesis e si fanno beffe di Samaritan.



Sam per racimolare qualche dollaro, per raccogliere le briciole che avanzano dal banchetto dei veri delinquenti, si mette in una brutta compagnia, che lo porta in contatto con il temuto Cyrus, che è una carogna assoluta che fomenta il disagio sociale per creare un'anarchia su cui dominare. Oltre a un arsenale di armi tradizionali pesantissime, è entrato in possesso del martello di Nemesis, arma potentissima.



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27 agosto 2022 alle 11:40