Microsoft e Activision Blizzard, il punto sull'acquisizione
Il 18 gennaio del 2022, Microsoft ha annunciato a sorpresa la sua intenzione di acquisire l'intera Activision-Blizzard, o meglio il gruppo noto come ABK (Activision-Blizzard-King), per $68.7 miliardi in azioni. Una notizia, questa, che ha scosso gli equilibri del mercato dei videogiochi, facendo tremare le fondamenta di tutte le entità coinvolte nell'industria; si tratta infatti di un accordo senza precedenti, piombato come un fulmine a ciel sereno nel mezzo di una sequela di operazioni di acquisizione decisamente meno impattanti.
In concomitanza con l'annuncio ufficiale, Microsoft ha dichiarato che si sarebbe aspettata una chiusura definitiva dell'accordo attorno alla metà del 2023, ovviamente sottostante l'approvazione da parte delle autorità antitrust nonché quella degli shareholders; secondo quanto prospettato dalla casa di Redmond, di conseguenza, il perfezionamento dovrebbe verificarsi durante la prossima estate, portando di fatto tutti gli asset di ABK sotto il suo controllo.
Nel corso degli ultimi giorni, tuttavia, diversi attori – tra cui spiccano Sony Interactive Entertainment e Google – stanno portando le proprie ragioni all'attenzione delle principali autorità in materia di concorrenza di tutto il globo, spiegando perché tale accordo potrebbe dimostrarsi lesivo dei loro interessi. Ed è proprio per questo motivo che oggi ripercorreremo l'intera storia dell'acquisizione, spiegandone le ragioni e tentando di leggerne le circostanze nel modo più chiaro possibile.
