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Replikator – Recensione Speedrun

Cosa c'è di meglio se non intrufolarsi nella stazione di Replikator per una intensa recensione Speedrun? Il nuovo roguelite di Meridian4 e R_Games, pubblicato su PlayStation dall'onnipresente Ratalaika Games, propone una formula classica ma mai banale. Scoprite se le nostre avventure nei panni del mercenario sono state all'altezza dei migliori esponenti del genere.



Il complesso dello spazio



Se pensate a due elementi che tornano in maniera ricorrente nel mondo dei videogiochi, questi sono sicuramente il genere roguelike e soprattutto il tema spaziale o, più in generale, fantascientifico. Periodicamente fa la sua comparsa sul PlayStation Store un titolo che risponde a uno dei due requisiti, possa esso essere un Tripla A bistrattato come No Man's Sky oppure un indie apprezzatissimo come Hades.



In questo panorama in cui, come diceva Bill Paxton in Alien, certi prodotti sembrano uscire “dalle fottute pareti”, cerca di collocarsi proficuamente Replikator, che non si nasconde dietro la promessa di grandi innovazioni. R_Games (che di studio ha solo il nome, essendo Robert Purmalis un one-man team) parla fin da subito di un top-down shooter con elementi roguelike, come ne abbiamo visti parecchi.



Nei panni di uno dei quattro mercenari disponibili (due soldati, una donna e un procione) bisognerà esplorare un complesso scientifico spaziale abbandonato. Lo scopo è inizialmente abbastanza chiaro: trovare e distruggere il Replicator, una malvagia entità che ci aspetta ben nascosto nel profondo del complesso.



Gli elementi tipici ci sono davvero tutti: stanze generate proceduralmente, un sistema di progressione che travalica la morte e ondate di nemici da eliminare con precisione ed evitando i danni. Studiamo però più approfonditamente le meccaniche di Replikator, per scoprire se possono regalare emozioni agli appassionati di roguelike.



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Il gameplay di Replikator



Come vi abbiamo anticipato, Replikator non mette nuova carne al fuoco ma si limita a girare quella già presente sulla griglia, per usare un paragone culinario. La struttura è come detto quella di uno sparatutto top-down: il laboratorio è diviso in piani, ognuno con un numero variabile di stanze. Il contenuto ci sarà oscuro fino a quando le apriremo, salvo fatto la possibilità di usare i nostri oggetti per sbloccare la mappa.



Ogni stanza è una potenziale minaccia, piena di strani mostri robotici pronti a farci la pelle. Dai piccoli scarafaggi fino a enormi macchinari in grado di sparare raffiche di proiettili, la varietà è decisamente buona. Lo stesso non può dirsi per un'ambientazione vittima della sua stessa natura, in cui il complesso è relativamente monocolore, salvo fatto per qualche barile o schermo appeso. Simpatiche le interazioni con muri fantasma in stile Zelda, meno le trappole fin troppo facili da evitare.



Nel gioco potremo interpretare quattro mercenari, che differiscono per poteri e statistiche. Inoltre l'equipaggiamento sarà potenziabile e potremo imbracciare fino a due armi per volta di quattro diverse categorie. Il nostro arsenale potrà essere modificato temporaneamente raccogliendo oggetti speciali, ma dovremo stare attenti alle munizioni, sempre scarse. Presenti anche alcuni cubi speciali da usare per potenziamenti permanenti, che trasformano di fatto il gioco in un roguelite.



Come detto, tutto rimane molto basilare, senza uscire dai solchi scavati negli anni dai capisaldi del genere. Nonostante questo, Replikator si rivela divertente e coinvolgente, complice anche una narrazione ben strutturata basata su note elettroniche. Senza infamia e senza lode il comparto tecnico, che non passerà alla storia per qualità ma che non risulta neanche troppo trascurato.



Il Platino di Replikator



La maggior parte dei trofei di Replikator potrà essere sbloccata senza troppa fatica nella prima mezz'ora di gioco. Sarà infatti sufficiente provare tutto ciò che il titolo di R_Games ha da offrire, con un occhio di riguardo per alcune funzioni (ad esmepio il potenziamento delle armi, che andrà sbloccato). Il Platino risulta sufficientemente lineare, soprattutto per chi mastica pane e roguelike, come da tradizione di Ratalaika Games. Raccogliete alcuni potenziamenti, arrivate al secondo boss e la scintillante coppa blu sarà vostra.




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8 giugno 2023 alle 17:10