Dashing Orange – Recensione Speedrun
Tanti, a volte troppi, sono i nuovi giochi indie che ogni giorno sono disponibili sul PlayStation Store. Dashing Orange fa parte di questi e si distingue per la sua linearità e immediatezza. Sarà in grado questo platform con un'arancia come protagonista di emergere dal marasma di giochi simili? Scopritelo nella nostra recensione.
Un pieno di vitamina C
La star di Dashing Orange è una succosa arancia, che dovrà saltellare qua e là fino ad arrivare alla fine del livello. Non è che riceverà grandi premi per averlo fatto, ma se non altro eviterà di essere schiacciata per essere trasformata in una spremuta. Senza alcuna storia o preambolo saremo catapultati nella schermata per la scelta del livello. Ci sono ben 75 livelli da sbloccare e arrivare all'ultimo sarà piuttosto impegnativo.
Questo perché i livelli dopo un po' diventano piuttosto ripetitivi e con quella sensazione di aver appena superato uno schema simile. Importante evidenziare che l'asticella della difficoltà è piuttosto alta. Dashing Orange è punitivo e ogni errore costerà caro, i brevi livelli hanno un checkpoint intermedio e ogni morte vi riporterà a quest'ultimo o all'inizio. Saltare, rimbalzare e scattare son le uniche cose che potremo fare e questo ci dovrà bastare per arrivare a sbloccare tutti i livelli presenti.
Tecnicamente parlando
Dashing Orange è stato sviluppato da una sola persona, Nickolas Machado, e bisogna sempre fare i complimenti a chi si imbarca in imprese del genere. Purtroppo però ci sono molti limiti che traspaiono: se la grafica semplice e pulita potrebbe piacere, non si può dire altrettanto per il contorno visivo dei vari scenari. In pratica ci saranno un numero esiguo di sfondi colorati che si ripeteranno in diversi livelli. L'attenzione quindi sarà focalizzata solamente sulla vostra arancia che salta e arranca verso la fine della partita.

Simpatica invece la trovata di far lasciare alla povera arancia, in caso di morte, una macchia arancione nel luogo della dipartita. Vi avvisiamo che in alcuni livelli il colore originale verrà sostituito da molto, molto arancione! Peccato per un comparto sonoro che non sa né di carne né di pesce: è presente infatti solo una musichetta elettronica che si ripete come sottofondo.
Trofeisticamente parlando: meglio se vi fate una spremuta vera
Come dicevamo, arrivare alla fine di Dashing Orange sarà una bella impresa e solo i più accaniti cacciatori di trofei riusciranno a tener duro per tutto il tempo necessario. Chiaramente il tempo che impiegherete dipenderà dalla vostra abilità nei salti e nei rimbalzi, anche perché non ci sono altre richieste per conquistare il trofeo di Platino se non quella di finire il gioco.
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