Weeping Willow – Recensione Speedrun
Ci siamo calati nei panni di una ragazza il cui marito è scomparso per realizzare la recensione Speedrun di Weeping Willow. TechnoCat Games, a ben quattro anni di distanza dall'uscita del gioco su PC, porta questa kinetic visual novel anche su PlayStation. Scoprite con noi se la storia raccontata vale il viaggio, oppure se è meglio allontanarsi da questo mistero medievale.
La storia di Weeping Willow
Se siete sufficientemente pratici d'inglese saprete che Weeping Willow è letteralmente traducibile come “salice piangente”. Nulla all'interno del gioco però richiama questo albero né ha qualche tipo di connessione con la natura. Il titolo di TechnoCat Games, come detto ambientato nel Medioevo, porta i giocatori nella piccola città di Weidendorf. La zona è stata messa in quarantena a causa del diffondersi nei quartieri poveri della peste bubbonica, ma questo non ha impedito che prendesse luogo una faccenda incresciosa.
Il marito della protagonista dell'avventura, il barone Von Wolf, è infatti scomparso un paio di giorni dopo che la coppia si è trasferita a Weidendorf. Tutto sembra finire per il meglio, quando il nobile viene ritrovato nella parrocchia dello Scarlet Rose Order, se non fosse che la baronessa disconosce l'uomo, affermando che non si tratta del suo compagno.
Tutto quindi ruota attorno alla preoccupazione della ragazza, che si trova bloccata con un estraneo e teme per la sua vita. Inizia così una storia che dagli stessi sviluppatori è stata definita come una detective visual novel. Durante la lettura si potranno fare delle deduzioni e si osserveranno una serie di eventi, accompagnati dagli immancabili sprite tipici del genere. Peccato però che Weeping Willow sia sostanzialmente tutto qui.

Leggi e deduci
In apertura di recensione vi abbiamo segnalato Weeping Willow con una kinetic visual novel. Questo particolare genere di storie, a differenza di quelle proposte ad esempio da Raptor Boyfriend e simili, non includono le famose scelte multiple. Di fatto quindi l'intera esperienza di gioco si riduce alla lettura dei dialoghi a schermo, come in un buon libro, per arrivare placidamente alla conclusione. Inutile dire che il fattore ludico è totalmente azzerato, rendendo quindi Weeping Willow molto più simile a un e-book disegnato.
La storia risulta comunque piacevole, corredata da una serie di disegni che però non ci hanno convinto. Lo stile adottato per i personaggi è per certi versi strano, con una deriva fantasy e l'aggiunta di orecchie da gatto solo su alcuni soggetti. Poche le immagini statiche e praticamente assenti le animazioni. Discreta la colonna sonora, senza che questa riesca però davvero a trasmettere emozioni. Si poteva quindi fare decisamente di più per coinvolgere il giocatore.
Non eccelsa nemmeno la longevità, dato che in poco più di un'ora sarà possibile leggere senza alcuna fatica l'intera storia, peraltro non localizzata in italiano. Questo sarà l'unico ostacolo a una sfida (se così possiamo chiamarla) accessibile a qualsiasi giocatore. Ovviamente nulla la rigiocabilità, dato che non essendoci scelte multiple ci sarà anche una sola linea narrativa. L'assenza di qualsivoglia mini gioco oppure aggiunta fa il resto.
Il Platino di Weeping Willow
Eccoci forse alla sezione che meglio spiega il motivo per cui un giocatore dovrebbe acquistare Weeping Willow. Il titolo di TechnoCat Games include infatti un trofeo di Platino incredibilmente facile. Tutte le coppe della lista sono legate alla semplice lettura della storia creata dal team. Arrivate fino alla conclusione per aggiungere questo Platino in bacheca senza nessuna fatica.

L'articolo Weeping Willow – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.
