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Cyber Citizen Shockman Collection Vol. 1 – Recensione Speedrun

Il prolifico publisher Ratalaika Games lancia su PlayStation la raccolta Cyber Citizen Shockman Collection Vol. 1, protagonista della nostra recensione Speedrun. Il porting dell'opera di Kaizou Choujin Shubibinman e relativo seguito sono pronte a farci vivere tanta nostalgica azione.



La coppia che scoppia



Trattandosi di un gioco risalente al 1989, ci siamo approcciati al primo capitolo di Cyber Citizen Shockman con la consapevolezza che l'opera avrebbe avuto tutte le limitazioni e alcuni cliché del caso. La proposta di Shubibinman ci ha però parzialmente sorpreso perché, per il periodo in cui è stata pubblicata, presenta concetti interessanti.



Il giocatore veste i panni di uno tra due cyborg (versione maschio o femmina) e, supportato dallo scienziato Doc, dovrà cercare di fermare una malvagia associazione. Nel primo capitolo, il twist è che per farlo avrà solo 18 giorni, corrispondenti di fatto ad altrettanti schemi di gioco. Ogni livello è una zona della città, in cui dovremo combattere contro dei robot assassini e salvare gli abitanti.



Alla fine di ogni battaglia otterremo dei gadget e del denaro, da spendere presso il laboratorio di Doc per ottenere varie migliorie. Si tratta di concetti per noi quasi basilari, ma che 35 anni fa (sì, così tanti) erano tutt'altro che scontati. Nonostante questo, a livello tecnico sia il primo che il secondo capitolo non regalano grandi emozioni, mantenendosi su una linea molto classica.



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Cyber Citizen Shockman



Come detto, il primo capitolo di Cyber Citizen Shockman propone un gameplay asimmetrico, in cui i giocatori scelgono quali quartieri (e quindi quali livelli) visitare. Una volta dentro, ci si troverà in un titolo bidimensionale che richiama Megaman e altri capisaldi del genere. Il cyborg sarà armato solo di una spada e potrà saltare o abbassarsi per schivare gli attacchi. Sfortunatamente, pur essendoci due protagonisti, le abilità e le armi saranno le stesse, con una differenza solo di aspetto.



Tutto risulta inoltre molto legnoso e impreciso, con hitbox spesso difficili da comprendere. Capiterà di subire danno o di infliggerne in zone vuote o di mancare da pochi centimetri. Nonostante questo, presa come esperienza retro quella offerta da Cyber Citizen Shockman risulta più godibile di altre. Il merito va anche dato alle classiche aggiunte fatte da Ratalaika Games.



Oltre ai salvataggi manuali, fondamentali nel nuovo millennio, abbiamo anche l'immancabile rewind per rimediare ai nostri errori e una ricca galleria piena di bozzetti e con alcune interessanti immagini. Un lavoro comunque degno di nota, considerata la data di pubblicazione e la natura del gioco.




Cyber Citizen Shockman 2: A New Menace



Dopo aver salvato la città, è il momento di una nuova minaccia. Letteralmente, perché il titolo scelto per il secondo capitolo è “A New Menace”. Lo stile del gioco viene leggermente modificato, per diventare se possibile ancora più simile ai classici del genere. Tornano i due cyborg (il cui nome è stato europeizzato per l'occasione) che hanno però modificato il loro stile di combattimento.



Abbandonata l'arma bianca, passano infatti a un cannone che consente di colpire dalla distanza. Il gioco resta sempre un action bidimensionale, in cui però è piacevole notare una maggior fluidità e una migliore gestione delle hitbox. Presenti anche alcuni livelli speciali che mettono i cyborg alla guida di veicoli, trasformando Shockman 2 in una sorta di bullet hell a scorrimento e danno maggiore varietà.



Ad essere sacrificata è però la struttura libera vista nel primo capitolo. Shockman 2 propone infatti 8 livelli lineari, in cui c'è sì maggior varietà e una più elevata cura per i dettagli, ma anche meno corpo per i giocatori. Inoltre ancora una volta non ci sono differenze tra i due personaggi, se non nell'aspetto. Il grande salto in avanti lo si ha con la colonna sonora, affidata al celebre Koji Hayama (che si è occupato tra gli altri di Ape Escape 2).



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Una Collection contenuta



Come avrete potuto intuire, Cyber Citizen Shockman Collection Vol. 1 è una raccolta dedicata principalmente ai nostalgici, che vogliono rivivere le emozioni di un action platform vecchia scuola, con tutti i pregi e i difetti del caso. Considerata la data di uscita della versione originale, i primi due capitoli di Cyber Citizen Shockman sono comunque piacevolmente innovativi, grazie a qualche idea intelligente.



A livello tecnico, molto meglio il secondo capitolo del primo, sia per cura grafica che per fluidità di gioco. Si tratta di una deduzione logica dovuta a una differenza di 3 anni tra la pubblicazione dei due episodi, ma è doveroso sottolineare che in fase di rimasterizzazione poteva essere fatto qualcosa in più per adattare i giochi alla next-gen.



Sempre piacevole e orecchiabile la colonna sonora, che come detto si appoggia anche a una figura nota del settore. Le melodie anni Novanta non potranno che fare piacere a chi è alla ricerca di un'esperienza retro. Nonostante questo, la Shockman Collection resta una raccolta dedicata a una piccola nicchia di appassionati. Il pacchetto risulta peraltro “castrato”, dato che manca all'appello il terzo capitolo che chiuderebbe il cerchio. Da segnalare infine la possibilità di condividere l'esperienza in locale con un amico, un piccolo ma gradito plus per gli amanti del gioco “da divano”.



Il Platino (o per meglio dire i Platini) di Cyber Citizen Shockman Collection Vol. 1



Se siete dei cacciatori di trofei, allora sarete felici di sapere che i due capitoli di Cyber Citizen Shockman hanno due liste separate, ognuna con un Platino dedicato. Per mettere le mani su queste scintillanti coppe blu, come da tradizione dei titoli Ratalaika, sarà sufficiente completare le due campagne e completare alcune semplici azioni. Potrete inoltre abusare dei salvataggi manuali e della funzione di rewind, dato che non avrete penalità.




L'articolo Cyber Citizen Shockman Collection Vol. 1 – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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8 maggio 2024 alle 17:00

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