Arborea – Recensione
Nei panni di spiriti guida, abbiamo realizzato per voi la recensione di Arborea, boardgame sviluppato da Alley Cat Games che arriva anche in Italia grazie a Giochi Uniti. Classificato come titolo per esperti, questo gioco di piazzamento lavoratori vi spingerà a intensi ragionamenti. Sfruttate al meglio i vostri abitanti, per creare l'ecosistema più florido e vincere la partita.
Ogni mille anni
Se vi è capitato, durante fiere o eventi, di vedere Arborea intavolato, vi sarete sicuramente fermati per dare uno sguardo più approfondito. Quello ideato da Dani Garcia è un titolo ricco, per non dire ricchissimo, di colori e di fascino. Tanto da essere quasi intimorente, per chi fosse meno pratico di giochi da tavolo. La quantità di elementi rispecchia in parte la dinamicità del gioco, che come detto ci mette nei panni di uno spirito guida dedito alla cura del regno di Arborea.
Una volta ogni migliaia di anni, questo bioma si resetta, ricominciando da zero. I giocatori saranno chiamati a far crescere il regno, dando vita a un nuovo ecosistema. Per farlo, dovranno mandare in pellegrinaggio i propri abitanti e attirare strane creature, puntando ad avventurarsi più a fondo possibile per ottenere ricompense più succulente. Sfruttandole, sarà possibile dar vita a un ecosistema personale, che potrà alloggiare le creature raccolte durante il cammino. Solo il giocatore più abile passerà alla storia, vincendo la partita. Fortemente tematizzato, Arborea è un gioco che non fa nulla per nascondere la sua natura di peso medio-elevato. Da 1 a 5 giocatori potranno affrontarsi in partite che dureranno 90-120 minuti ma che, complice la necessità di fare profondi ragionamenti, potrebbero anche allungarsi.
Il corposo regolamento e le numerose componenti non devono però scoraggiarvi: nonostante un primo impatto importante, dare il via allo sviluppo di Arborea non sarà così traumatico. Alzando la scatola inoltre si verrà inoltre accolti da componenti di grande qualità: carte, segnalini in cartone rigido ma anche tanti meeple in legno che faranno un grande effetto una volta che avremo intavolato il gioco. Da segnalare che la versione italiana propone le medesime componenti di quella straniera: trovano spazio nella scatola anche segnalini in cartone che possono rimpiazzarne alcuni di in legno (come i segnalini risorse), qualora li preferissimo.

Come si gioca ad Arborea
Se, come me, siete la persona deputata alla lettura delle regole, allora il manuale di Arborea potrebbe spiazzarvi. Nonostante i numerosi esempi, alcuni concetti potrebbero risultare piuttosto nebulosi e difficili da assimilare. Cominciamo dalla preparazione, che non richiede fortunatamente grandi sforzi. Posizionate il tabellone al centro del tavolo e, per ognuno dei quattro biomi, posizionate a partire dal bordo due tessere pellegrinaggio casuali, ossia quelle rettangolari composte da 4 quadrati.
Assegnate poi bonus casuali ai tracciati creatura (tessere quadrate) e stagione (tessere rotonde), posizionate i segnalini risorsa nel tracciato in basso a sinistra sulle caselle iniziali, ossia a 0. Dividete poi in base al dorso e mischiate i mazzi ecosistema, mettendo da parte quelli double face che saranno da distribuire come carte iniziali (una per giocatore). Infine posizionate a portata di tutti le varie creature. Ogni partecipante prende poi una plancia e i token di un colore, posizionando abitanti giovani e anziani nella riserva e nell'area sottostante, dove andremo a mettere anche i Saggi, ossia le pedine più grandi. A questo punto ogni giocatore posizionerà un lavoratore iniziale sul tracciato pellegrinaggio e i suoi segnalini sui tracciati punti e bonus: sarete così pronti a dare il via alla rinascita di Arborea.
Una partita si svolge in un numero variabile di round, scanditi dallo scorrimento del sole sul suo tracciato. Quando sarà giunto alla fine, ci saranno due turni extra, dopodiché la partita terminerà. Lo scopo dei giocatori è ottenere più punti possibile, aggiungendo carte al proprio ecosistema, inserendovi creature e sbloccando vari bonus. La particolarità di Arborea, che approfondiremo nel prossimo paragrafo, è che le risorse sono condivise: verranno accumulate su un tracciato comune e saranno a disposizione di tutti.

Il cammino della foresta
Completato il setup iniziale, si potrà iniziare la partita. In Arobera i giocatori eseguono turni con azioni obbligate e facoltative. Per prima cosa, dovranno scegliere se muovere un tracciato pellegrinaggio o posizionare un abitante. Nel primo caso farà scorrere le tessere di un bioma a sua scelta di uno spazio, nel secondo potrà piazzare sulle caselle iniziali (se libere) un lavoratore. Alcune caselle ci permetteranno anche di avanzare su uno specifico tracciato Stagione, per ottenere bonus a fine partita.
Dopo questa fase, sarà possibile far avventurare i lavoratori sui percorsi labirintici dei biomi. Questi saranno sempre due, uno sopra e uno sotto la casella, e permetteranno di sbloccare tutti i bonus presenti sul tracciato. Una volta giunto alla fine della strada, l'abitante andrà rimosso dal tabellone e rimesso nella riserva. Potremo scegliere di mandare il nostro abitante nel percorso che corrisponde alla casella pellegrinaggio su cui è collocato o in uno di quelli precedenti. A volte inoltre uno dei due segmenti arriverà in fondo al tracciato: in quel caso dovrà essere rimesso all'inizio, ma tutti i lavoratori posti sopra di esso dovranno prima “scendere” ed essere piazzati su un percorso.
I bonus andranno riscossi in ordine, attivando gli effetti indicati da specifici simboli. Potremo ottenere carte ecosistema da sviluppare, dare regali agli spiriti guida oppure guadagnare risorse. In questo caso, dovremo spostare sul tracciato comune la parte alta del doppio token corrispondente, muovendolo di una casella per ogni risorsa ottenuta. Se le spenderemo immediatamente, abbasseremo la parte alta del contatore, a indicarne il consumo. Se invece le conserveremo, a fine turno alzeremo anche il segmento basso, ottenendo punti vittoria per ogni casella sorpassata. Si tratta di una sorta di “indennizzo” per le risorse lasciate a disposizione dei nostri rivali, che rende equilibrato il rapporto perdita-guadagno. Alcune caselle ci permetteranno anche di piazzare od ottenere creature, che finiranno nella nostra riserva: queste daranno punti se piazzate nel nostro ecosistema, altrimenti a fine partita ce ne faranno perdere.

Gestione spirituale
In un singolo turno di gioco potremo inviare in esplorazione sui percorsi fino a 2 abitanti per turno, aumentabili a 3 se pagheremo due punti spirito. Questo consente di ottenere un buon numero di risorse, necessarie nella fase di gestione della propria plancia. Abbinata ad essa, ogni giocatore può avere un massimo di tre carte ecosistema, che riportano sul dorso il costo per svilupparle. Quando lo pagheremo potremo girare la carta, composta sempre da 6 quadrati colorati, e piazzarla. In questo modo libereremo anche lo slot per una nuova carta.
Potremo ruotare le carte a nostro piacimento ma, ad eccezione della prima, dovremo sempre piazzarle adiacenti o in parte sovrapposte a una già presente. Non potremo invece coprire completamente una carta con un'altra. Questo elemento puzzle coinvolge anche le creature, che andranno messe sulle intersezioni. Dovremo piazzarle cercando di rispettare le loro richieste e non potremo mai mettere due creature vicine. Potremo anche coprire un angolo di una carta sulla cui intersezione risiede già una creatura, per massimizzare il punteggio. Non potremo però mai coprirla completamente, dunque sarà necessario posizionarle con saggezza.
Dopo aver eseguito tutte le azioni obbligatorie e opzionali, il turno del giocatore terminerà, eseguendo la fase di ottenimento punti o di ripristino delle risorse di cui abbiamo parlato in precedenza. Il giocatore successivo potrebbe quindi ritrovarsi con un discreto bottino oppure senza risorse attive, a seconda della gestione fatta da chi lo precede. La sfida prosegue come detto fino a quando il sole non arriverà in fondo al suo tracciato: si eseguiranno due ulteriori turni completi e si passerà al conteggio dei punti. Chi ne avrà ottenuti di più sarà lo spirito più abile, nonché il vincitore della partita.

Arborea: una sfida bilanciata per gruppi ristretti
Come avrete dedotto dalla nostra descrizione, Arborea offre un'esperienza di piazzamento lavoratori intensa. Pur non dovendo eseguire un numero esagerato di mosse, i turni tenderanno inoltre ad essere particolarmente lunghi. Questo perché sarà necessario ragionare sull'eventuale posizionamento dei propri abitanti e soprattutto decidere quando e su quale percorso inviarli. Accumulare risorse che non verranno usate nell'immediato potrebbe involontariamente favorire i rivali, a causa della gestione condivisa. Nel contempo, inviare gli abitanti porterà a perderli, con necessità di “rigenerarli” in turni successivi per poterli mandare nuovamente in pellegrinaggio (ad eccezione dei saggi, che saranno sempre a nostra disposizione). Questo garantisce un buon bilanciamento della sfida, che non vedrà quasi mai un giocatore prendere nettamente il sopravvento.
Interessante anche la scelta legata ai turni, che non saranno mai un numero preciso. Il contatore avanzerà solo quando piazzeremo creature sul tracciato della plancia, dunque non necessariamente un giro completo porterà a un concreto spostamento. Questo richiederà ai giocatori una buona capacità di previsione, cercando di anticipare determinate mosse e di capire il flusso della partita. Non si tratta chiaramente di un'impresa semplice né tanto meno immediata: per entrare al meglio nelle meccaniche di Arborea sarà infatti necessario giocare un discreto numero di partite. L'esperienza la fa da padrone, in un gioco che all'apparenza è più complicato di quanto sia davvero. Come detto, le numerose componenti e il regolamento non riescono a rendere il tutto più immediato: meglio piuttosto che qualcuno già navigato vi spieghi i rudimenti, per assimilare il tutto più rapidamente.
Buona la rigiocabilità del titolo, che include alcune variabili che modificheranno i bonus ottenibili, obbligandoci a mantenere la concentrazione. Meno efficace la scalabilità: Arborea funziona benissimo con due o tre giocatori, ma i tempi morti tra un turno e l'altro tendono a diventare davvero lunghi con più persone al tavolo. Sfidarsi in 5 diventa così un'impresa davvero titanica, oltre che faticosa da reggere. Affascinante invece la variante in singolo: chi ama mettersi alla prova troverà pane per i suoi denti. Nel complesso, Arborea si è rivelato un buon titolo, dalla complessità medio-elevata. Chi ama i giochi di piazzamento lavoratori si sentirà sicuramente a casa, dissipando rapidamente i dubbi iniziali. Chi invece cerca un'esperienza più rilassata potrebbe rimanere spiazzato dalla ricchezza visiva e componentistica dell'opera di Dani Garcia.

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