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The Last Shot – Recensione

The Last Shot, sviluppato e pubblicato da Rumata Lab in collaborazione con Cryptivo e Sometimes You, rappresenta un'avvincente avventura platform 2D che cerca di distinguersi per la sua enfasi sulla soluzione di enigmi legati all'ambiente e con una varietà di rompicapi. Il nostro viaggio attraverso questo mondo in conflitto, vivace seppur spietato, è stato condotto sulla console PlayStation 5, e qui vi presentiamo le nostre impressioni sul gioco. Questo particolare Diesel-punk sarà riuscita a colpire nel segno?



Un piccolo ingranaggio



Nel gioco, che durerà un totale di circa 5 ore, impersonerete un meccanico in un universo distopico, la cui esistenza non è segnata da nessun eroismo o particolarità. Le sue capacità si limitano infatti a riparare o danneggiare oggetti, competenze preziose in ambito industriale, ma meno preziose o utili quando si parla di partire per un'avventura. Nonostante ciò, la notizia del reclutamento militare della donna a cui tiene profondamente lo spinge a intraprendere un viaggio a scorrimento laterale per raggiungerla e salvarla.



La narrazione del gioco si svolge in maniera implicita, priva di dialoghi o testi espliciti, lasciando che siano gli elementi visivi a narrare la storia. Questi indizi visivi invitano i giocatori a trarre conclusioni personali, influenzate spesso dalle proprie esperienze, letture e dalla familiarità con tematiche distopiche come quelle presentate nel romanzo 1984. La trama è intenzionalmente minimale, quasi a sottolineare che, in questo caso, la storia serve principalmente a fornire un contesto al gameplay.



Il motore che spinge l'eroe anonimo a superare enigmi mortali e sfide tese è il desiderio di salvare la persona amata. In un contesto di regime totalitario, non vi è spazio per il dubbio o la riflessione. L'unico imperativo è proseguire, aderendo ciecamente al sistema imposto. Così, armato di martello e chiave inglese estratti da un cumulo di detriti, il personaggio si fa strada verso l'amata, con una determinazione quasi ossessiva. Riparando o distruggendo qualsiasi ostacolo si presenti lungo il suo cammino.



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Il gameplay di The Last Shot



Il gameplay si presenta come un'esperienza tanto intuitiva quanto esasperante. L'assenza di esplorazione è evidente, dato che il giocatore è costretto a seguire un percorso già stabilito, che mescola elementi di platform a enigmi da risolvere. Purtroppo, sia le sezioni platform che gli enigmi risultano frustranti, al punto che neanche un design visivo originale riesce a bilanciare la situazione.



Le sezioni platform, attività principale del gioco, seguono la formula classica del genere, offrendo azioni come correre, saltare e schivare. Il gioco introduce progressivamente sfide che necessitano di precisione e tempismo. Sebbene le meccaniche siano basilari, la loro implementazione talvolta lascia a desiderare in termini di equità.



Per esempio, in alcune parti del gioco dove è richiesto saltare su nastri trasportatori o piattaforme in movimento, le dimensioni e la velocità di questi elementi sembrano calibrate per disorientare il giocatore. Questo potrebbe essere interpretato come un elemento intrinseco del design di gioco. Ma se così fosse, sembra che gli sviluppatori abbiano trascurato un aspetto cruciale: la gratificazione. Manca una vera sensazione di soddisfazione o di orgoglio dopo aver completato un puzzle o una sezione di platform. Non c'è un premio, solo una spinta incessante a proseguire senza scopo, come un automa. In assenza di un vero incentivo per superare le sfide, anche il piacere di giocare inizia un po' a vacillare.



La sezione dei puzzle poi si rivela un'altra prova di pazienza, poiché si riduce a un cliché di manipolazione di oggetti e a compiti che sarebbero più adatti a bambini in età prescolare. Non vi è alcuna astuzia o novità nel trasferire mucchi di dischetti da un lato all'altro dello schermo, utilizzando tre postazioni.



Allo stesso modo, non c'è alcun intrattenimento nel tentare di decifrare sequenze elementari di comandi, inizialmente seguendo istruzioni incomplete e successivamente affidandosi a congetture aleatorie. Per aggravare ulteriormente l'inutilità e l'assenza di coerenza, verso il termine del gioco, gli sviluppatori hanno introdotto nel gameplay anche l'uso di veicoli. Sebbene possa apparire come un'aggiunta interessante, pilotare un elicottero da demolizione si traduce in un'esperienza diluita che ricorda vagamente il gioco Flappy Bird.



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Uno sguardo al comparto artistico



In ambientazioni di gioco che esplorano sottogeneri di fantascienza di nicchia, l'elemento artistico diventa cruciale per forgiare l'atmosfera desiderata, e The Last Shot colpisce nel segno. Le illustrazioni fatte a mano, che richiamano i classici dell'animazione, stabiliscono subito un'estetica Diesel-punk retro futuristica. Con scenari caotici e segnati dalla guerra, mentre elementi di propaganda industriale fanno capolino tra gli sfondi. Il gioco offre opzioni visive personalizzabili, come l'inserimento o la rimozione di disturbi visivi/statici, per enfatizzare ulteriormente l'aura Diesel-punk.



I suoni e le melodie inoltre catapultano il giocatore direttamente nell'azione e nell'ambiente bellico. Il protagonista si sveglia da un sonno profondo, nonostante le sirene e le esplosioni che lo circondano, segno di una consuetudine alla guerra. L'assenza di dialoghi o narrazioni testuali lascia che la storia si dipani attraverso le espressioni artistiche e gli effetti sonori, che evocano l'epoca d'oro dei cartoni animati.



La colonna sonora fa largo uso del xilofono, una scelta insolita che aggiunge un tocco distintivo alla composizione. Quando il personaggio perde la vita poi, la musica decresce, ricordando il suono di un pianoforte a manovella che si ferma lentamente. L'insieme di suoni e musiche quindi riesce a offrire un'esperienza promettente e immersiva.



La strada verso il Platino



La collezione di trofei di The Last Shot comprende un totale di 23 coppe, ripartite in 6 di bronzo, 8 d'argento, ben 8 coppe d'oro e il prestigioso Platino. Riguardo l'ambita coppa blu possiamo dire che potrete ottenere tutti i trofei proseguendo con la trama senza particolari azioni da fare o intoppi, la totalità dei trofei verrà ottenuta solo per aver giocato e completato le varie sezioni che il gioco propone. DING!




L'articolo The Last Shot – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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25 gennaio 2025 alle 17:10

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