RoboDunk – Recensione Speedrun
Le menti del team italiano di Jollypunch Games portano su PlayStation il curioso RoboDunk, grazie al quale siamo scesi in campo per una recensione Speedrun. Quello che viene definito “il primo gioco di basket roguelite” si prepara a offrire agli amanti di questo sport un'esperienza decisamente diversa dal solito. E questa volta non vi serviranno nemmeno delle scarpe adatte: meglio piuttosto portare qualche bullone.
La metto da tre! Anzi, da quattro!
In un paese “calciocentrico” come l'Italia, fa piacere notare negli ultimi anni un interesse sempre maggiore verso altri sport. Il tennis è sulla cresta dell'onda grazie a Jannik Sinner, ma anche gli sport invernali, la pallavolo e il basket sono sempre più seguiti. Proprio per questo non ci siamo stupiti nell'apprendere che Jollypunch Games ha deciso di dedicare proprio allo sport con la palla a spicchi un curioso videogioco. Mettete da parte per un attimo il realismo di NBA 2K e provate a pensare fuori dagli schemi, perché RoboDunk stravolgerà il concetto di basket.
Nell'opera infatti i protagonisti, come è facile immaginare, sono dei robot. Divisi in fazioni in base al colore, le creature metalliche si sfidano per stabilire una volta per tutte chi è il più abile cestista. Il giocatore prende il controllo di una squadra, in cui potrà ingaggiare vari robot da mandare in partita. Ognuno ha specifiche peculiarità e potrà essere potenziato mediante specifici power-up. L'obiettivo rimane quello che tutti immaginiamo: segnare più canestri degli avversari.
RoboDunk, nelle sue varie modalità, propone sempre una sfida 2v2, giocando contro l'IA oppure avversari veri. Sarà possibile aggiungere nuovi membri al team e alcuni potranno persino essere distrutti, obbligandoci a sostituirli. La componente roguelite risiede in questo e in altri elementi, che portano le partite ad essere sempre diverse. Le migliorie che apporteremo ai nostri giocatori robotici, poi, cambieranno il nostro modo di affrontare le partite, mentre cercheremo di fermare i rivali e fare i canestri più spettacolari.

Il gameplay di RoboDunk
Pad alla mano, RoboDunk, si rivela relativamente intuitivo da giocare. Controlleremo uno di due robot, che potrà saltare ed eseguire dei tackle, oltre a passare e tirare una palla luminosa. In fase di attacco, i salti potranno essere caricati fino a un massimo di quattro tacche: questo indicherà sia l'altezza, sia i punti che otterremo in caso di canestro. Caricando al massimo eseguiremo un salto fuori dall'orbita terrestre, per canestri altamente spettacolari. Inoltre ogni robot avrà un'arma con tre cariche da utilizzare per ostacolare i rivali. Si andrà da potenti raggi laser a mine, passando per torrette e chi più ne ha, più ne metta.
Senza troppo girarci intorno, RoboDunk è tutto qui. Nonostante la compattezza delle meccaniche, però, giocare con dei robot a basket risulta semplice ma anche molto divertente, complice anche la voluta goffaggine degli atleti. Qualche elemento necessita forse di un ulteriore affinamento, ma anche così abbiamo affrontato partite incredibilmente coinvolgenti, soprattutto tra amici. Le due modalità principali, la campagna e la sfida infinita, offrono due modi diversi di giocare. Potrete costruire una squadra da potenziare e migliorare oppure affidarvi al caso e cercare di proseguire più a lungo possibile. Entrambe sono ben strutturate e sono supportate da una modalità di gioco libero per partite senza pensieri.
Piacevole il comparto tecnico, con una grafica che propone modelli robotici che richiamano i modellini LEGO di quando eravamo piccoli. Meno varia la colonna sonora, che alla lunga risulterà un po' monotona e molto carica di effetti audio. Da sottolineare invece l'ottima caratterizzazione del mondo di gioco, con un glossario ricco di informazioni e di “lore” che sbloccheremo con il passare delle ore. Pressoché infinita la longevità, considerato che la modalità infinita consente di giocare a oltranza. L'unico limite sarà la vostra voglia di robo basket. Peccato, in questo senso, che non siano state ipotizzate delle modalità online, per sfidare gli amici a distanza.
Il Platino di RoboDunk
Pur trattandosi di un titolo relativamente semplice, la lista trofei di RoboDunk è decisamente corposa. Parliamo infatti di un totale di 43 coppe, Platino compreso, che per essere sbloccate richiederanno però dedizione e un gran numero di partite a basket. Dovremo completare al 100% la campagna, potenziare ogni robot e scoprire ogni risvolto della ricca lore ideata dal team. Non mancheranno nemmeno richieste di miscellanea legate alle abilità degli atleti metallici: preparatevi quindi a grandi sforzi per ottenere l'agognato Platino.
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